30/07/2026
Fiore di poesia: il viaggio di Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi
News

Fiore di poesia: il viaggio di Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi

Feb 20, 2026

Articolo a cura di Ilaria Solazzo

Eppure esploro la fioritura dei ciliegi: Le Voci Intime e Profonde di Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi nella Poesia Contemporanea

Nel panorama della poesia contemporanea, due voci si elevano con forza, originalità e una straordinaria capacità di sondare le profondità dell’anima umana: quelle di Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi. Due poetesse italiane che, pur provenendo dalla stessa terra, con il loro linguaggio e le loro parole tracciano strade poetiche distinte, ma complementari, tra memoria, natura, corpo e luce. Il loro ultimo lavoro, Eppure esploro la fioritura dei ciliegi, edito da Bertoni Editore, è un viaggio affascinante in cui la poesia diventa il mezzo per esplorare connessioni intime e universali, le radici dell’essere e il potenziale di rinnovamento insito nella vita stessa.

Diana Brodoloni: Il Tempo, la Memoria e la Tensione tra Corpo e Anima

Nata a Loreto e residente a Porto Recanati, Diana Brodoloni si distingue per la sua capacità di raccontare il mondo interiore attraverso una scrittura che si fa ponte tra il dialetto marchigiano e l’italiano. La sua poesia esplora costantemente il contrasto tra passato e presente, corpo e spirito, immanenza e trascendenza. Ogni suo verso è un incontro profondo e spesso doloroso con il tempo, in cui le parole non solo descrivono, ma cercano di afferrare il mistero di ciò che è stato e di ciò che è ancora da venire.

Un esempio emblematico di questa tensione si trova in un verso che cattura la lotta tra corpo e respiro, in cui ogni parola è una ricerca di liberazione:

L’aria nei bronchi non passa, non risponde alla scossa compressa nel corpo che incassa, sistemi rendendo ragione alla rabbia. Anche oggi cercheremo una breccia che si offra al respiro e non soffra promesse di pezza, di fame, di sonno, di fiato per darsi di fatto e soltanto un acconto di accanto.”

In questi versi, Diana evoca un corpo intrappolato, un’anima che cerca un respiro che non è mai facile. La “breccia” diventa una speranza, un varco di possibilità, un appiglio per il respiro e la vita stessa. Le immagini non sono solo visive, ma sensoriali ed emotive, toccando la dolorosa ricerca di pace che pervade la sua poesia.

Gabriela Silenzi: La Luce e la Terra come Metafore di Trasformazione

Gabriela Silenzi, nata nelle Marche e oggi residente in Umbria, è una poetessa che fonde con grande maestria il legame con la natura con una riflessione profonda sull’esistenza e sul rapporto tra l’essere umano e il mondo che lo circonda. La sua poesia è una danza tra luce e terra, un cammino che si snoda attraverso il desiderio di equilibrio tra gli opposti, tra il cielo e la terra, tra l’invisibile e il tangibile.

Un perfetto esempio della sua poetica è il verso “Al fiorir di luce chiara libera dall’involucro di bruco volo senza obbedire al vento”, dove l’immagine del bruco che si trasforma in farfalla diventa metafora di un viaggio esistenziale, di un passaggio dalla condizione di limitazione a quella di libertà. La poetessa esplora il cammino di chi è in cerca di sé, un percorso che può essere tanto luminoso quanto vertiginoso, ma che porta inevitabilmente alla scoperta di sé stessi.

Nel 2025, Silenzi ha pubblicato, insieme a Diana Brodoloni, la raccolta Eppure esploro la fioritura dei ciliegi. Già in vendita dalla primavera dello scorso anno, questa raccolta di dittici poetici rappresenta un incontro profondo tra le due poetesse, che si trovano unite nel desiderio di esplorare la condizione umana. Le parole, nei loro versi, diventano fili invisibili che collegano le anime, come rami di uno stesso albero. La citazione di Yeats in esergo, “siamo entrambi rami dello stesso albero”, è il cuore di questo lavoro che esprime l’idea di una connessione universale tra gli esseri umani.

La chiusa della raccolta gioca con la paronomasia dei verbi “esplode/esploro”, un invito a comprendere il rinnovamento non come una fine, ma come l’inizio di uno spazio inedito, fertile di possibilità e di trasformazione. La fioritura, dunque, è simbolo di un’esplosione di vita che, come la vertigine, nasce da un precipizio, un inizio che non può esistere senza il rischio, senza il salto verso l’ignoto.

 Gabriela Silenzi: Un Viaggio nella Poesia della Rinascita

Buon giorno Gabriela, grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo con una domanda fondamentale: Eppure esploro la fioritura dei ciliegi è il tuo ultimo lavoro, scritto insieme a Diana Brodoloni. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso poetico condiviso?

Grazie a te per l’opportunità di parlare del nostro libro. Collaborare con Diana è stato un viaggio naturale, quasi inevitabile. La sua poesia e la mia si sono incontrate in un punto in cui entrambe esploriamo la stessa tensione: quella tra il dolore e il rinnovamento. Questo libro è nato dal desiderio di condividere una riflessione profonda sull’umanità e la nostra connessione reciproca. C’è un’idea di “famiglia umana”, che emerge chiaramente nella citazione di Yeats: “siamo entrambi rami dello stesso albero”. Abbiamo cercato di scrivere un’opera che non fosse solo un incontro di voci poetiche, ma un atto di resistenza e di rinascita.

Hai appena parlato di resistenza e rinascita. Parliamo quindi di parole chiave che definiscono il tuo percorso in questo libro. Quali tre termini ritieni fondamentali per comprendere Eppure esploro la fioritura dei ciliegi?

Inquietudine, fioritura nel senso di rinascita, salvezza. Queste sono le parole che, per me, racchiudono l’essenza del nostro lavoro. Inquietudine è la condizione da cui partiamo, quella sensazione che ci spinge a cercare risposte, a non fermarci, a mettere in discussione il mondo che ci circonda. La fioritura, invece, è la metamorfosi che attraversiamo, quel momento in cui la vita, nonostante le difficoltà, prende forma e ci sorprende, come un fiore che sboccia dal terreno più arido. E infine, la salvezza: non quella intesa come redenzione divina, ma come il riconoscimento che il nostro cammino, anche se doloroso, può portarci verso una consapevolezza più profonda, verso un equilibrio interiore che ci permette di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri.

La tua poesia ha una forte connessione con la natura, la luce e la terra. Come queste immagini si intrecciano con il tema della “fioritura” nel libro?

La natura è il mio linguaggio, è ciò che mi permette di esplorare gli aspetti più intimi della condizione umana. La fioritura nel nostro libro non è solo un processo estetico, ma un simbolo potente di rinnovamento, un atto di resilienza. Come un fiore che sboccia dopo il gelo dell’inverno, anche la nostra vita, nonostante le sfide e le cadute, può rinascere, crescere. La luce e la terra sono, quindi, gli elementi che danno forza a questa rinascita. La fioritura rappresenta, in qualche modo, una redenzione che non è mai definitiva, ma un continuo ritorno alla vita, un ciclico rinnovo che ci permette di proseguire.

Nell’idea di fioritura c’è anche un riferimento alla “vertigine”. Come si lega questo concetto alla poetica di Eppure esploro la fioritura dei ciliegi?

La vertigine è un elemento fondamentale. Quando parlo di fioritura, parlo anche di un momento di sospensione, di incertezza, quasi di paura. La vertigine è quel brivido che proviamo di fronte all’ignoto, alla potenza del cambiamento, ma è anche la sensazione che ci spinge a compiere il passo successivo. È l’emozione che accompagna il risveglio, il momento in cui ci rendiamo conto che nulla sarà più come prima, ma che questo cambiamento è necessario per la nostra evoluzione. La vertigine è il prezzo che paghiamo per la fioritura, ed è anche la sua bellezza.

Qual è l’eredità che speri lasci con Eppure esploro la fioritura dei ciliegi? Cosa speri che il lettore porti con sé dopo aver letto il libro?

Mi auguro che il lettore trovi in queste pagine uno spazio di riflessione e di pace, ma anche un invito all’azione. La poesia, per me, è un mezzo per indurre un cambiamento, anche piccolo, dentro ciascuno di noi. Spero che il libro ispiri chi lo legge a cercare la propria fioritura, anche nelle circostanze più difficili, a riconoscere che dentro ogni crisi può esserci una potenzialità di rinascita. Vorrei che chi legge comprendesse che, come esseri umani, siamo tutti collegati, e che insieme possiamo affrontare le sfide della vita, cercando in ogni momento una possibilità di salvezza.

Eppure esploro la fioritura dei ciliegi non è solo una raccolta di poesie, ma un viaggio profondo e trasformativo, un atto di resistenza e di rinascita che coinvolge il lettore fin dalle prime parole. La connessione tra Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi, pur nella loro diversità stilistica e tematica, è un’armonia che fa della poesia un atto condiviso di ricerca, memoria e speranza.

Leggere queste pagine è come entrare in un giardino segreto, dove ogni verso è un respiro, ogni immagine è un invito alla riflessione, ogni parola è una possibilità di cambiamento. Le poetesse ci guidano in un percorso che non è solo intellettuale, ma sensoriale, emotivo, capace di toccare corde profonde dentro ciascuno di noi.

Per chi cerca una poesia che non si limita a descrivere la realtà, ma la trasforma, che esplora le fragilità dell’essere umano e, al tempo stesso, celebra la bellezza del riscatto, questo libro è una lettura imprescindibile. Eppure esploro la fioritura dei ciliegi è un’opera che offre spunti per riflettere, emozionarsi e, soprattutto, crescere. Non resta che lasciarsi avvolgere da questa fioritura di parole e vivere l’esperienza poetica che Diana Brodoloni e Gabriela Silenzi hanno saputo donare al mondo.

Invito, dunque, tutti a immergersi in questa raccolta straordinaria e a scoprire come, a volte, la poesia possa essere la chiave per aprire porte nuove, per respirare finalmente a pieni polmoni.