30/10/2026
Massimiliano Reggiani racconta “L’origine”: quando il Barocco incontra l’arte contemporanea tra padre e figlia
Arte

Massimiliano Reggiani racconta “L’origine”: quando il Barocco incontra l’arte contemporanea tra padre e figlia

Ott 30, 2026

Vi sono mostre che nascono da un forte impianto teorico. “Il Barocco incontra l’arte contemporanea — L’origine: il sacro tra padre e figlia” inaugurata ad Alba nella Chiesa e centro culturale di San Giuseppe, è una di queste. L’evento prende vita dall’ALERAMO Aps di Moncalvo cui è affidata anche la cura del Museo Civico. Il filo che lega queste realtà del Monferrato è un manifesto culturale “Arte Narrata” e la permanenza nei medesimi luoghi di un’influente famiglia di artisti del primo Seicento: i Caccia.

Chiara Mazzeri “La lepre” 2026 fotografia

Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, moriva il 13 novembre 1625; nel 2025 si sono commemorati i 400 anni dalla scomparsa. Nel 2026 ricorrono i 350 anni dalla morte di Suor Orsola Maddalena Caccia, la figlia più famosa del Moncalvo mancata il 26 luglio 1676. Pittrice di talento nella figura e virtuosa, d’ispirazione fiamminga, per le nature morte. Le Orsoline, dedite all’educazione, sono un altro filo importante per la comprensione della mostra: Il Museo Civico di Moncalvo con le sue inaspettate collezioni di arte moderna, d’arte giapponese e alcune importanti opere di Orsola Caccia, è allestito proprio nelle sale che un tempo furono del convento.

Giulio Vittorio Rasini di Mortigliengo “Padre Figlia Luce” 2026 fotografia ritoccata

La trasmissione di valori e di saperi tra padre e figlia svela quindi un’altra parte del titolo “il sacro tra padre e figlia”. Questa suggestione è diventata per molti artisti in mostra una linea di ricerca; fra loro Laura Mazzeri cui abbiamo dedicato la copertina con l’opera “Padre e figlia funamboli”. La scultura unisce la pulizia grafica del metallo alla concretezza dei sostegni mostrando con eleganza come la figura paterna sorregga e liberi le potenzialità della ragazza, accrescendo — generazione dopo generazione — la base concreta su cui poggiare, un volume di beni immateriali reso simbolico dalla scabra semplicità del materiale.

Roberto Gianinetti “Figlia n. 22” 2026 xilografia e rilievografia “Padre” 2026 linoleografia

Per comprendere le opere nella loro radice occorre però guardare alla sensibilità di chi ha voluto e curato la mostra, la ALERAMO APS, che promuove territorio e cultura secondo una nobile intenzione, per come si legge nel loro sito “integrità e trasparenza per costruire un futuro migliore, rimanendo fedeli ai nostri valori”. Qual è la linfa vitale che pulsa oltre l’estetica nella creatività di questi artisti? Lo possiamo capire attraverso una dichiarazione culturale: il manifesto “L’Arte narrata” che — attraverso l’estetica del Moncalvo — si collega direttamente al Concilio Tridentino, il grande rinnovamento culturale nato in risposta alla veemenza della riforma protestante.

Marco Ferreri “Lasciarti andare” 2026 fotografia

Giancarlo Boglietti e Maria Rita Mottola, in rappresentanza dell’ALERAMO, scrivono:
“I codici espressi durante il Concilio introducono una visione unitaria e, al contempo, nuova del mondo cattolico, favorendo una rivitalizzazione dell’arte. Il Concilio impone una visione dell’arte spirituale — didattica, emblematica, fruibile, libera e vera espressione delle scritture — quale inizio dell’ispirazione e scopo finale dell’artista. Vi è ricerca di semplicità e chiarezza, con simboli univoci. Il Concilio di Trento conclude affermando la funzione delle immagini terrene come strumento per elevarsi a Dio. L’arte è vista come espressione della spinta spirituale dell’uomo verso l’assoluto”.

Milica Lilic’ “Guida nell’oscurità” 2026 collage on plexiglass

Le mostre de “L’Arte narrata” hanno sempre trovato luogo nell’ex convento di Suor Orsola Maddalena ma — in quest’ultimo anno — la manutenzione straordinaria ne ha impedito l’uso. Ecco quindi la scelta di Alba e del Centro di Cultura San Giuseppe, nell’omonima Chiesa edificata nel primo barocco. Un luogo straordinario di sedimentazione culturale, dalle fondamenta musealizzate con i resti del teatro romano di Alba, al Coro dei diorami di Angelo Proglio sulla vita terrena del Cristo. La Chiesa di San Giuseppe è ancora consacrata pur aprendosi all’arte come momento di riflessione e di elevazione. Nulla di più adatto per presentare i 19 autori di “Il Barocco incontra l’arte contemporanea — L’origine: il sacro tra padre e figlia”.

All’inaugurazione, oltre le rappresentanze istituzionali, sono intervenuti Roberto Cerrato, presidente dell’associazione San Giuseppe, Maria Rita Mottola, presidente dell’ALERAMO, Giancarlo Boglietti, curatore del catalogo, la critica d’arte Giuliana Romano Bussola e Alex Iberti, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba che ha sostenuto l’iniziativa.

Gli artisti in mostra sono:

Stefano Bressani

Chen Li

Susanna Doccioli

Marco Ferreri

Concetto Fusillo

Roberto Gianinetti

Letizia Imasumaq Huancahuari Tueros

Anna Maria Jurewicz

Pietro La Barbiera — Labar

Milica Lilic’

Marzena Lukaszuk

Chiara Mazzeri

Laura Mazzeri

Carlo Mazzetti

Filippo Pinsoglio

Giulio Vittorio Rasini di Mortigliengo

Silvia Sala

Ombretta Saulat

Anna Vinzi

Titolo: l’origine – Il sacro tra padre e figlia. Il barocco incontra l’arte contemporanea – Arte Narrata

Date: 24 ottobre – 22 novembre 2026

Sede: Chiesa di San Giuseppe, Alba

A cura di: A.L.E.R.A.MO. Aps + Centro Culturale San Giuseppe

Orari: lunedì 10,00-13,00 / venerdì 14,30-18,00 / sabato e domenica 10,00-13,00 e 14,30-18,00

Info: www.aleramoassociazione.com / +39 3519493084 – www.centroculturalesangiuseppe.it / +39 3358233560

Con il patrocinio di: Regione Piemonte, Città di Alba, Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e altri.