01/10/2026
Massimiliano Reggiani racconta Alessia Forconi: “Penelope”, la scultura che diventa futuro a Cerignola
Arte

Massimiliano Reggiani racconta Alessia Forconi: “Penelope”, la scultura che diventa futuro a Cerignola

Ott 1, 2026

Nata a Roma nel 1975, Alessia Forconi scultrice di fama internazionale, si forma con lode all’Accademia di Carrara e fonda sul marmo e sulla pietra gran parte della propria arte. Ne è un esempio l’opera “Radici”: un gioco d’onde da cui si materializza una mano di straordinaria fattura; attualmente esposta alla LXI Biennale di Venezia, esprime pienamente la poetica dell’Artista, basata su un continuo dialogo fra memoria del corpo ed epifania della materia. “Penelope” invece è una scultura di resina e metallo, pensata in equilibrio tra volontà creatrice e libertà della natura. Il basamento di ferro sorregge l’opera e contiene una pianta rampicante destinata a trovare sostegno nelle membra, formando un nuovo corpo in continuo mutamento.

“Penelope” è apparsa nella campagna siracusana su di un folto prato, recinta da siepi e verdi orizzonti; sembrava provenire da una realtà remota, lontana nel tempo ma ben presente nella nostra memoria. Non è solo la moglie di Odisseo, paziente nell’attesa e decisa nel rifiuto di nuove profferte dei tanti pretendenti. Penelope regina di Itaca, signora di ancelle fedeli e altre meno devote che incontreranno presto una morte violenta, diventa simbolo del saper attendere, di una devota fiducia e dell’amore ostinato. Alessia Forconi la immagina altera, senza veli, vestita di tralci avvolgenti. Una vita consacrata al forte abbraccio del proprio sovrano, impegnato con astuzia ad abbattere le tenaci difese di Ilio.

“Il parco dell’anima” a Noto è la prima cornice di questa presenza, che sarà successivamente esposta fra le architetture del centro barocco di pietra scolpita. Per l’evento del “Fuori infiorata”, immersa nel blu tagliente del cielo siciliano, “Penelope” appare in pienezza, nel suo modellato morbido e al tempo stesso potente. Alessia Forconi ha la capacità – profondamente classica – di lavorare sui volumi dei corpi traducendoli in geometrie cristalline capaci di generare piani di luce. Alla solennità monumentale della forma unisce la naturalezza dei particolari anatomici, senza mai scadere in una resa fotografica o troppo pittorica. Una scultura che non maschera il proprio artificio, fatto di materia che sembra palpitare.

Alla base dell’opera, ovviamente, c’è un’armatura metallica ma quello che percepiamo con lo sguardo e con il tatto discende dal modello di argilla.  È interessante avere l’immagine di questo passaggio che Alessia Forconi ha plasmato come base perché si può apprezzare la grande sensibilità nel differenziare le parti, nel lavorare ogni superficie con minime ma fondamentali differenze. Le chiome vaporose sono acconciate con un soffice rigore; la pelle sembra seta, tesa ed elastica. Le labbra sono leggermente contratte in un fremito d’insofferenza. Penelope è giovane, non tradisce emozioni ma un fermo autocontrollo: l’attesa è lunga e appartiene al fato. Solo la convinzione che l’ordine sarà ristabilito ne alimenta il vigore.

“Penelope” di Alessia Forconi, nata come esigenza dell’Artista di cercare un nuovo equilibrio cosmico, diventa presto un simbolo innovativo pur mantenendo ferma la centralità del corpo umano nell’armonia delle sue proporzioni. Resilienza ai drammi della vita, radicamento, capacità di accogliere creando nuova bellezza che supera la frammentazione del contemporaneo: sono caratteri che trovano pieno riscontro nel recupero e nella riqualificazione del territorio, nel collegamento tra un fragile passato e la sua possibile integrazione in una realtà profondamente mutata. La sua destinazione finale è in Puglia, a Cerignola, un comune del foggiano dove si legano con forza antichità, tradizione, abbandono e potenzialità.

Nell’Antico Convento dei Carmelitani – che fu anche destinato a sede comunale – si apre ora un nuovo hub per arte, impresa, legalità e sviluppo. È la sede di “Incubatore Comune” di Cerignola, un articolato progetto di rigenerazione urbana. “Penelope” avrà qui la sua moderna dimora, in una corte interna. Le fronde del Partenocissus si estenderanno in un rigoglioso abbraccio fatto di grandi foglie verdi assetate di luce, di alternanze stagionali e fiammanti rossi autunnali, quando la pianta sarà colma di bacche. Dalle fessurazioni, e dagli incavi della statua un sottile tronco nodoso cercherà riparo e sostegno. Potrebbe rappresentare sia il filo della mitica tela quanto il pensiero d’Odisseo, sostenuto dal ricordo della giovane moglie lontana.

La statua, alta tre metri compresa la base, si pone come modello artistico per una nuova sensibilità: unione, attaccamento e memoria, capacità di accogliere la vita superando la staticità di un rigido ideale. Il cubo, forma assolutamente geometrica e libera da ogni decoro, contiene nella propria purezza la terra che si rigenera. Sostiene la memoria, sorregge la tradizione, ne raccoglie l’essenza e la slancia verso il cielo. Intanto Penelope allunga la propria mano offrendosi come ideale: porge sé stessa e la pianta di cui è custode. La spalla destra invece è mozzata: avrebbe potuto esprimere una varietà di gesti ma la sua assenza obbliga chi guarda a immaginare liberamente, a progettare oltre, spingendolo a farsi futuro.

Le foto a corredo del testo presentano “Penelope” di Alessia Forconi in diversi momenti; partendo dalla copertina:

a Noto (SR) per il “Fuori infiorata”
al Parco dell’Anima di Noto (SR)
a Noto (SR) per il “Fuori infiorata”
al m’artescultura Zagarolo (RM)) durante la lavorazione (forma in argilla)
al m’artescultura Zagarolo (RM) durante la lavorazione (realizzazione in resina)
locandina di presentazione dell’opera a Cerignola per “Arte, Imprenditoria Femminile e Legalità
a Cerignola (FG) in presenza dell’Artista nella sua attuale collocazione provvisoria presso la Pinacoteca Art&Fatti in attesa del trasferimento a Palazzo Carmelo – Incubatore Comune (foto di Giuseppe Castellabate)
a Noto (SR) per il “Fuori infiorata”

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