15/07/2026
Sandra Checcarelli: quando la poesia incontra la musica e diventa emozione condivisa
Interviste

Sandra Checcarelli: quando la poesia incontra la musica e diventa emozione condivisa

Giu 25, 2026

Ci sono autori che affidano alla parola il compito di raccontare il mondo e altri che scelgono di trasformarla in un’esperienza capace di coinvolgere più sensi. Sandra Checcarelli appartiene a questa seconda categoria. Attraverso una scrittura che lei stessa definisce fatta di “emozioni sulla carta”, ha costruito un percorso artistico nel quale poesia, musica e partecipazione del lettore si fondono in un dialogo continuo. In questa intervista ci accompagna alla scoperta dei suoi tre più recenti lavori, raccontando la genesi delle sue opere, il sodalizio creativo con il compositore Vasco Vannucci e la convinzione che la poesia possa ancora oggi essere uno spazio privilegiato di incontro, riflessione e condivisione.

  • Sandra Checcarelli, lei ama definire i suoi componimenti “emozioni sulla carta” più che poesie nel senso tradizionale del termine. La scrittura è entrata nella sua vita fin da giovane come spazio di riflessione, autoanalisi e ricerca interiore. Guardando oggi al suo percorso umano e artistico, in che modo è cambiato il suo rapporto con la parola scritta e cosa rappresenta per lei il gesto di affidare emozioni, ricordi e pensieri alla pagina bianca?

Per quanto mi riguarda rappresenta un potente strumento di elaborazione emotiva e liberazione interiore. Inoltre scrivere è un modo per conoscersi meglio e far conoscere meglio gli altri; aiuta i lettori a sapere esternare le proprie emozioni vissute.

  • Nei suoi versi emerge una costante attenzione alla vita quotidiana, ai sentimenti universali e alle relazioni che accompagnano l’esistenza di ciascuno di noi. La sua poesia sembra nascere dall’osservazione del reale e trasformare esperienze comuni in occasioni di riflessione. Quanto conta per lei il vissuto personale nella costruzione di una poesia e come riesce a trasformare un’emozione privata in qualcosa che possa appartenere anche al lettore?

Le mie poesie piacciono proprio perché sono scritte con parole semplici e incentrate sulla vita di tutti i giorni, fatta di sentimenti e delle varie problematiche quotidiane. Il lettore non si immedesima ma riconosce in esse il riflesso delle proprie fragilità; in questo modo la poesia diventa uno strumento di autoriflessione dove il vissuto del singolo si fonde con il sentire collettivo.

È per questo che mi piace scrivere: vorrei che anche altre persone possano rimanere incantate dalle mie “emozioni” e farle proprie o semplicemente ritrovarsi.

  • Nel volume Girotondo di emozioni e musica poesia, recitazione, musica e illustrazione dialogano tra loro dando vita a un progetto artistico complesso e coinvolgente. Il lettore non si limita a leggere, ma viene accompagnato in un percorso sensoriale fatto di parole, immagini e suoni. Come è nata l’idea di realizzare un’opera così articolata e quale valore attribuisce all’incontro tra linguaggi artistici differenti nel raccontare il mondo delle emozioni?

Il libro è nato come un lavoro di squadra, originale ed unico, proprio perché io lavoro in una Federazione sindacale e si dice che la squadra è vincente e poi nella vita non mi piace essere una “protagonista” in assoluto.

Il libro comprende dodici liriche in versi liberi suddivise in temi; vi sono le illustrazioni che aggiungono un tocco visivo ai sentimenti evocati dalle parole, la voce recitante dona vita alle liriche, il tema musicale si fonde con il testo poetico e, infatti, alla fine di ogni capitolo viene riportato uno spartito trascritto per lo strumento della chitarra destinato a tutti gli amanti della musica.

Volevo creare un’esperienza immersiva, un dialogo universale capace di toccare anche le corde più profonde dell’animo umano.

  • Il poeta statunitense Robert Frost affermava che “la poesia è quando un’emozione trova il suo pensiero e il pensiero trova le parole”. In Girotondo di emozioni e musica affronta temi molto diversi tra loro, dall’amicizia alla natura, dalla memoria alla pace, fino all’amore e alla malattia. Quale di queste emozioni o esperienze ritiene oggi più urgente raccontare attraverso la poesia e perché?

Penso che tutti i temi siano ancora attuali e importanti. Non a caso il libro l’ho intitolato Girotondo di emozioni e musica perché in fondo la nostra vita è un girotondo di stati emozionali variegati alternati da richiami musicali che ci accompagnano lungo l’arco della nostra esistenza, dalla nascita alla morte.

  • Il sodalizio umano e artistico con il Maestro Vasco Vannucci rappresenta un passaggio importante nella sua produzione letteraria. Dalla collaborazione tra parola e musica sono nate opere in cui il testo poetico sembra quasi respirare insieme alle note. In che modo questo incontro ha trasformato il suo modo di scrivere e quali nuove possibilità espressive ha scoperto attraverso il dialogo con la musica?

Attraverso la partecipazione attiva della melodia i miei “frammenti emozionali”, come li chiamo io, non si limiteranno più solo a descrivere ma evocheranno atmosfere che possono essere vissute sia sulla carta che attraverso l’esecuzione strumentale.

Il fine creativo dei miei libri è la valorizzazione del potere della musica sulle parole e, viceversa, il loro reciproco rafforzamento.

La musica per me è un valore aggiunto sull’emozione scritta sul foglio bianco.

  • In Parole e Note. Un passo a due la poesia e la musica diventano protagoniste di una vera e propria storia d’amore. Le due arti si cercano, si incontrano e costruiscono insieme un percorso creativo che accompagna il lettore lungo tutta l’opera. Quale significato simbolico racchiude questo “passo a due” e cosa desidera comunicare a chi si avvicina al libro per la prima volta?

Il “passo a due”, riferito alla danza del tango, trasforma la lettura in un’esperienza sensoriale, di dialogo intimo e di ascolto reciproco.

Il libro Parole e Note. Un passo a due è per tutti i lettori un invito a non aver fretta di leggere ma a gustare lentamente le liriche, quasi a “sentire” le parole come fossero note musicali.

Il libro è pensato come un’esperienza sensoriale, come uno strumento di incontro, capace di instaurare una connessione empatica con l’autore e con i lettori.

  • Il poeta francese Paul Valéry sosteneva che “la poesia è una lunga esitazione tra il suono e il senso”. Nelle sue opere la parola poetica e la musica sembrano procedere fianco a fianco senza mai sovrastarsi. Quanto è importante per lei mantenere questo equilibrio e quanto ritiene che l’armonia tra linguaggi diversi possa diventare una metafora della vita e delle relazioni umane?

L’armonia tra i linguaggi di poesia e musica diventa, nel mio libro scritto insieme a mio marito Vasco Vannucci Parole e Note. Un passo a due, una perfetta metafora delle relazioni umane.

L’opera incarna il concetto di ascolto, rispetto reciproco e dialogo intimo, dove due linguaggi distinti si uniscono senza prevaricarsi.

  • Con Poetando acrosticamente sceglie invece di confrontarsi con una forma poetica particolare, quella dell’acrostico, spesso considerata una sfida sia creativa sia tecnica. Cosa l’ha spinta a esplorare questa modalità espressiva e quali aspetti della sua sensibilità poetica è riuscita a mettere maggiormente in luce attraverso questa esperienza letteraria?

Con il mio libro Poetando acrosticamente ho usato la struttura dell’acrostico non solo per uso ludico ma come uno strumento creativo di autoanalisi.

Il libro contiene una curiosa e originale silloge poetica di dieci capitoli sulle seguenti tematiche a me care: protagonista (si parla di me), marito (si parla di mio marito), poesia, musica, strumenti musicali, genitori, stagioni, cuore, mesi e festività.

I versi affrontano con stile semplice e sognante situazioni comuni e di tutti i giorni.

  • Alda Merini scriveva che “la poesia è l’incontro dopo il silenzio”. Nel suo libro Poetando acrosticamente compare anche una sezione interattiva che invita il lettore a cimentarsi personalmente con la scrittura. Quanto è importante per lei che la poesia non sia soltanto letta, ma vissuta, condivisa e trasformata in un’esperienza creativa capace di coinvolgere direttamente chi legge?

Molto importante, in quanto i miei libri e in particolare Poetando acrosticamente vogliono essere un volume dove i versi si trasformano in un’esperienza creativa, permettendo al lettore un coinvolgimento diretto.

Infatti, alla fine del libro ho lasciato un capitolo con una serie di parole pronte e lasciate in bianco, dove il lettore è invitato a comporre i propri acrostici.

In questo caso il libro smette di essere solo un testo ma diventa un laboratorio creativo aperto.

  • Jorge Luis Borges definiva la poesia come “qualcosa che accade tra il poeta e il lettore”. Osservando il cammino che unisce Girotondo di emozioni e musica, Parole e Note. Un passo a due e Poetando acrosticamente, emerge una continua ricerca di dialogo e partecipazione. Quali nuovi orizzonti creativi immagina per il futuro e quale messaggio desidera lasciare ai lettori de L’Epoca Culturale che si avvicinano oggi alla sua produzione poetica?

Il futuro delle mie opere, assieme a mio marito, il compositore M. Vasco Vannucci, si muoverà sempre più verso la multisensorialità, cioè l’interattività digitale e la fusione esperienziale delle arti.

Ad esempio, con la sperimentazione acrostica il libro Poetando acrosticamente potrebbe diventare uno strumento ludico-didattico ideale per progetti nelle scuole, volti a stimolare la memoria, il pensiero critico e l’espressione emotiva.

L’uso dei contenuti multimediali e dei QR Code servirà invece sempre più a unire la parola scritta al suono, valorizzando il potere delle parole e, viceversa, della musica.

Il mio messaggio ai lettori de L’Epoca Culturale è un invito a considerare l’arte come un “girotondo di stati emozionali”, nel quale poesia e musica si intrecciano senza prevaricarsi, come due innamorati che danzano un tango passionale tra tacchi alti rossi e nacchere alla mano.

I miei testi non sono stati fatti per essere consumati frettolosamente, ma per essere attraversati con calma, permettendo così a ogni lettore di fare proprie le sensazioni che si leggono, si ascoltano nella recitazione o nella musica, affinché possano rimanere ancorate nel tempo nel loro animo.