02/06/2026
Palermo celebra i giovani poeti: al Teatro Politeama la IV edizione di “Poeticamente giovani. Sul Cassaro la poesia”
Interviste Prima Pagina

Palermo celebra i giovani poeti: al Teatro Politeama la IV edizione di “Poeticamente giovani. Sul Cassaro la poesia”

Mag 19, 2026

 Con il patrocinio dell’Accademia di Sicilia, della Regione Siciliana e del Comune di Palermo, le scuole della rete Al Qsar trasformano la poesia in uno spazio di crescita, memoria e libertà espressiva per le nuove generazioni.

Con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo e con il patrocinio della Regione Sicilia, del Comune di Palermo e dell’Accademia di Sicilia, mercoledì 20 maggio, alle ore10.00, presso il Teatro Politeama di Palermo, avrà luogo la IV edizione della Cerimonia di premiazione del concorso poetico “Poeticamente giovani. Sul Cassaro la poesia”– dedicato alla memoria della prof.ssa Giovanna Somma – ideato e curato dalla rete Al Qsar che vede unite in un unico abbraccio le scuole del centro storico che vanno da Porta Felice a Porta Nuova: “Vittorio Emanuele II”, “Gioeni Trabia”, “Benedetto Croce”, “Ragusa, Kiyohara”, “Regina Margherita”, “Lombardo Radice” e “Convitto Nazionale”, capofila.

 Ad assistere alla premiazione saranno presenti il Magnifico Rettore prof.re Massimo Midiri, il Sindaco di Palermo On.le Roberto Lagalla, il Direttore Generale USR Sicilia dott.re Filippo Serra, il Dirigente Generale del dipartimento dell’Istruzione, dell’Università e del diritto allo studio Regione Siciliana dott.re Vincenzo Cusumano, la Prorettrice al diritto allo studio e all’innovazione dei processi di apprendimento, prof.ssa Luisa Amenta, il Presidente del CUS dott.re Giovanni Randisi e il  Presidente onorario dell’Accademia di Sicilia prof.re Salvatore Lo Bue. Presenti anche i D.S.  proff. Margherita Maniscalco, Andrea Tommaselli, Sergio Picciurro, Mariangela Ajello, Mario Veca, Francesco Paolo Camillo e i referenti della rete proff. Ilenia Settineri, Annarita Iadanza, Teresa Cirivello, Antonella Uttuso, Giuseppina Morreale e Maria Patrizia Allotta.

 Un concorso – sottolinea la Dirigente Scolastica prof.ssa Concetta Giannino – attraverso il quale i nostri ragazzi possono esprimere il loro concetto di bellezza e dare forma al proprio sguardo sul mondo. Quest’anno, in particolare, la scelta condivisa del titolo con la parola ‘fame’ rappresenta un segno forte di partecipazione e consapevolezza. Coniugare questa idea con le finalità della Rete delle scuole del centro storico significa valorizzare la bellezza e farne una reale possibilità di crescita. Vuol dire offrire agli studenti gli strumenti per ‘saziarsi’ delle risorse del nostro territorio, riscoprendone il valore culturale, artistico e umano, attraverso uno sguardo che si oppone all’omologazione e alla globalizzazione dell’immagine. La scuola deve essere il luogo in cui si impara a riconoscere e custodire il legame profondo con il territorio.”Dunque, continua la prof.ssa Cettina Giannino, “l’iniziativa si conferma così non solo come momento artistico e creativo, ma anche come esperienza formativa capace di rafforzare il senso di appartenenza e di responsabilità verso il patrimonio culturale locale”.

“La poesia – aggiunge con entusiasmo la prof.ssa Margherita Maniscalco, Preside dell’Istituto “Regina Margherita” – è uno strumento straordinario di crescita: educa all’ascolto, alla sensibilità, alla riflessione e alla libertà espressiva. In un tempo in cui i giovani hanno bisogno di spazi autentici per raccontarsi, la parola poetica diventa occasione di incontro, di emozione e di costruzione della propria identità. Come dirigente scolastica sono orgogliosa del lavoro svolto dal nostro istituto nella gestione delle istanze e della partecipazione delle nostre studentesse e dei nostri studenti, che hanno saputo mettersi in gioco con creatività e profondità favorendo la riflessione sui temi dei diritti, della libertà, della giustizia e delle relazioni umane, quali elementi fondamentali per la formazione della persona e del cittadino”.

 La giuria composta dagli universitari Sonia Tumbarello, Fabio Salvatore Sansica, Cossira Maria Gurreri, Maria Alessandra Romana, Giovanni Mineo e dai proff. Maria, Patrizia Allotta, Ilenia Settineri, Vincenza Casamento, Vito Lazzara,  Francesca Salvo e Marina Sajeva e presieduta dalla sopracitata prof.ssa Margherita Maniscalco ha attribuito i seguenti premi: per la scuola secondaria di primo grado Rosa Lucido, classe II A del “Convitto Nazionale di Stato Giovanni Falcone”, con la lirica “Spirali di vita sognate”; Samuela Ricca, classe III B del “Convitto Nazionale di Stato Giovanni Falcone”, con la lirica “Impura”. Per la scuola secondaria di secondo grado primo si classificano Marco Milone, classe II C del Liceo Scientifico Benedetto Croce, con la lirica “Metamorfosi”; Davide Giuseppe Valvo, classe II I del Liceo Scientifico Statale Benedetto Croce, con la lirica “È voce”; Massimiliano Giuseppe Gallo, classe IN del Liceo Scientifico Benedetto Croce, con la lirica “Arma di Pace”. Per la scuola secondaria di secondo grado triennio si classificanoIgnazio Giuseppe Badalamenti, classe IV C del Liceo Statale “Vincenzo Ragusa e Otama Kiyohara, Filippo Parlatore”, con la lirica “Sogni messi in pausa”;  Francesco Paolo Farina, classe V KD, dell’I.I.S.S. Gioeni Trabia, con la lirica “La fame che abita i giovani”;  Lisa Rizzo, classe III G del Liceo Classico Vittorio Emanuele II, con la lirica “Margini di Coscienze”; Gabriele Pace, classe V B del Liceo Scienze Umane dell’Istituto “Regina Margherita”, con la lirica “Un battito contro il vuoto”;  Anita Taormina, classe IV F del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, con la lirica “Cuore a digiuno”, quest’ultima premiata anche dalla giuria giovani composta dai rappresentanti d’istituto delle scuole facenti parte la rete Al Qsar.  Reginetta della poesia A.S. 2025/2026 Carla Minaudo, classe V sez. C del Liceo delle Scienze Umane “Regina Margherita”, con la lirica: “Si Chiama libertà” con la seguente motivazione:  “Quasi a fior di labbra e in punta di piedi, l’autrice sussurra lievi parole essenziali, ben strutturate, emblematicamente ricercate, ricche di pathos ed ethos che, unite insieme, così come prezioso mosaico, danno vita ad una lirica intensa, autentica, libera, la quale, certamente, non approda a nessun pessimismo, né alla rassegnazione, neanche all’ormai diffuso nichilismo giovanile, ma alla filosofia dell’oltre, del vero e dell’esserci. Un tappeto musivo che si snoda lungo “una terra che sanguina polvere”, tra “rumore di sirene”, “aria che manca” e “macerie” sotto le quali, nonostante, “batte qualcosa che non si arrende”. I versi delicatissimi rapiscono il lettore per condurlo in un aureo mondo dove il coraggio, oltrepassando ogni viltà e ogni rancore, riconduce alla purezza del sentire e dello sperare”.

 Il Professor Salvatore Lo Bue dichiara che “In un tempo che ha perduto la capacità di ascolto e la parola che esprime il fondamento dell’anima, momenti come questi rappresentano un ritorno all’origine della nostra umanità che tutto oggi concorre a devastare e offendere. Poesia significa ascolto dell’anima e nello stesso tempo Parola che dall’anima prorompe per raccontare la verità contro la menzogna che oggi prevale su tutto”