18/04/2026
“Il tempo immobile” tra Dalì e Stedman a Palermo
Le Carnet Mondain

“Il tempo immobile” tra Dalì e Stedman a Palermo

Apr 13, 2026

Articolo a cura di Gigi Vinci

Cari lettori, vi sono serate che si imprimono nella memoria collettiva come affreschi di società, eleganza e cultura. Così è stato per l’11 aprile 2026, quando il Centro d’Arte Raffaello di Palermo ha celebrato il suo quarantesimo anniversario, accogliendo ospiti e personalità in un’atmosfera degna di esclusive cronache mondane.

Nicholas Stedman e Gigi Vinci

La ricorrenza ha trovato la sua più alta espressione nell’inaugurazione della mostra “Il tempo immobile”, un dialogo artistico tanto audace quanto affascinante tra Salvador Dalí e Stedman. Un incontro di visioni che ha saputo incantare i presenti, conducendoli in una dimensione sospesa tra sogno e materia, tra evocazione e gesto.

A guidare con sapiente misura questo confronto sono stati la padrona di casa Sabrina Di Gesaro e il curatore Tanino Bonifacio. Sabrina Di Gesaro è custode di una tradizione familiare che affonda le radici in quarant’anni di passione per l’arte. Non è mancata, infatti, la presenza del fondatore, il padre.

Ad aprire ufficialmente la serata è stato il Sindaco Roberto Lagalla, accolto da un pubblico numeroso e partecipe. L’evento ha registrato un vero e proprio pienone, con la presenza di personalità istituzionali, esponenti del mondo della cultura e dell’arte, nonché rappresentanti di quella noblesse palermitana che ancora oggi conserva il gusto per il bello e per l’incontro.

Tra gli intervenuti anche il presidente della Settimana delle Culture, Giorgio Filippone, figura di riferimento per la promozione culturale del territorio, la cui partecipazione ha suggellato il valore istituzionale dell’evento concedendo il patrocinio.

L’atmosfera è stata resa ancora più conviviale da un aperitivo, accompagnato da una selezione di vini fruttati e bollicine leggere e profumate, con sottofondo musicale di Gerardo Vitale al sax e Francesco Amato al pianoforte — ideale per le conversazioni e gli intrecci di relazioni in un clima armonioso.

Cuore della serata è stata naturalmente la presentazione da parte di Tanino Bonifacio dell’opera di Stedman, interpretata come una “terra di mezzo”: uno spazio sospeso che richiama, per certi aspetti, suggestioni van goghiane, ma che si distingue per una cifra espressiva autonoma. Nei suoi lavori, i volti perdono nitidezza per lasciare spazio a corpi che si fanno linguaggio, presenze che comunicano attraverso una dimensione emotiva e quasi onirica. Una sospensione in cui, simbolicamente, tutti sembrano poter trovare posto.

Una serata che non è stata soltanto celebrazione, ma autentica rappresentazione di una città viva che desidera amarsi.

Vostro Gigi Vinci

Foto a cura di Gigi Vinci