Sino all’imbrunire un “Senso di meraviglia”
Articolo a cura di Gigi Vinci
Cari lettori,
ci sono pomeriggi che scorrono senza lasciare traccia, e altri che invece si fermano, quasi in ascolto. Questo è stato uno di quelli. Un tempo sospeso, in cui la poesia ha ritrovato il suo spazio naturale, non sulla carta soltanto, ma nell’aria, tra le persone e negli spazi.
E allora la domanda ritorna, inevitabile: a cosa serve oggi la poesia? Forse serve proprio a questo a rallentare, a dare un nome a ciò che spesso resta indistinto. È una necessità per l’anima di chi scrive, ma anche una forma sottile di intimo incontro per chi ascolta.

In questo spazio si è inserita la voce di Manuela Maria Lombardo, con la sua raccolta Senso di meraviglia. Una formazione umanistica tra arte e archeologia classica all’Università di Ferrara, un passato da restauratrice anche nel recupero del Duomo di Bondeno e un lavoro costante nel mondo dei musei tra Ferrara, Padova e Marsala. Ma, al di là dei percorsi, ciò che emerge è uno sguardo, attento, sensibile, capace di cogliere dettagli che spesso sfuggono.



E questo sguardo si muove su più piani. Perché l’autrice è anche pittrice, e nelle sue opere si avverte una traccia primitiva, fatta di segni netti, come incisioni che riaffiorano. È lo stesso gesto, in fondo, che ritroviamo nella sua scrittura. “Ciò che resta. Nessuno canta le spine. Hai toccato l’alba con mani sicure.”
Accanto a lei, Maurizio Guarneri psichiatra e Filippo Munaro editore, che hanno accompagnato il dialogo con misura, senza appesantire, lasciando che fosse soprattutto la parola a trovare il suo percorso e poi la musica.
La chitarra di Christian Lavernier non si è limitata a sostenere i testi, li ha attraversati. Le sue composizioni, nate proprio dall’ascolto delle poesie, hanno aggiunto una seconda voce, discreta ma necessaria. Un intreccio riuscito, senza sovrapposizioni, ma forse il segno più evidente della riuscita di un incontro è ciò che accade dopo.


La galleria Artètika, Spazio Espositivo per l’Anima, si è riempita di presenze, di sguardi, di conversazioni che continuavano anche oltre i versi e le note. Tra queste anche Fiorella Friscia, creatrice di gioielli e scrittrice insieme all’elegantissimo marito, Sergio Di Paola giovane e talentoso artista, e tante altre personalità, poi l’aperitivo, informale, ma curatissimo della padrona di casa Esmeralda Magistrelli, semplice, quasi naturale, come se fosse il prolungamento di quanto appena vissuto.
Perché l’arte, quando è vera, non si chiude, resta, si sposta, continua nelle relazioni sino all’imbrunire…
Vostro
Gigi Vinci
(Foto di Gigi Vinci)



