Procede il percorso “Donna meravigliosa opera d’arte” allargando contesti, iniziative e persone coinvolte fra Ragusa e Vittoria

Sabato giorno 30 maggio 2026 presso il Circolo Nuovo di Ragusa ha avuto luogo il quinto appuntamento del progetto “Donna Meravigliosa Opera D’Arte”, portato avanti dal “Percorso di Solidarietà Creativa Sì… l’idea è buona!” ideato e promosso da Roberto Farruggio che vanta un lungo e proficuo curriculum di attività spese nel campo delle fragilità sociali e della violenzadi genere.
Sua è stata la geniale e originale predisposizione dell’intero e corposo progetto che si propone una serie di incontri ed attività che possano generare interattività fra i partecipanti fino poi a sfociare in una serie di prodotti creativi ed artistici. Insieme a Lisa Giudice e a Gianna Dimartino, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione di volontariato ”La Casa delle Donne” di Ragusa, grazie all’invito del PresidenteTuri Iudice del Circolo Nuovo di Ragusa, questa quinta la tappa ha accolto la presenza della piemontese Elena Badella, life coach e dottoressa in psicologia, che ha presentato il suo libro ‘Volo come so volare’ (Arteta Edizioni) dialogando con Silvia Nuvoletta.

Nella prima parte dell’incontro, Lisa Iudice e Gianna Dimartino hanno ripercorso le attività che con grande impegno portano avanti nella loro associazione che da ben 10 anni si occupa di creare una rete di efficace assistenza e di costante supporto alle donne della comunità, anche e soprattutto straniere. Tale sostegno viene erogato in maniera gratuita coinvolgendo numerosi professionisti in svariati campi di competenze. Nel corso del proprio intervento la Presidente Iudice, fra i tanti strumenti di aiuto che la Casa delle Donne offre, ha messo in evidenza il ruolo di mediatrici svolto attraverso lo Sportello Ascolto che registra le varie situazioni di conflitto che spesso vivono tante famiglie, sostenendo concretamente le donne che sono pronte a denunciare tutto quello che subiscono o incoraggiando coloro che al momento vogliono essere solo ascoltate perché, non ancora pronte alla vera e propria denuncia , vorrebbero ricevere dei suggerimenti per come muoversi in particolari circostanze poiché vivono in un contesto sociale dove la famiglia stessa, in modo discreto e composto, cerca di porre rimedio alle situazioni di contrasto generato dai conflitti nati dentro il nucleo parentale.
La Dimartino ha inoltre sottolineato come, grazie ai servizi gratuiti che eroga l’Associazione, si riesca ad accompagnare alla denuncia le donne che coraggiosamente si affidano ad essa. In un anno le denunce sono state circa 15, un numero che non è affatto insignificante se si considera che una donna non è in grado di denunciare con facilità e viene colpita spesso da tante paure e ripensamenti. Ma è proprio grazie alle varie professionalità presenti in Associazione che si valuta se le fattispecie di violenza dichiarate possano sfociare in un cammino legale in seguito alla denuncia dove, nel momento in cui questa viene sporta e diventa effettiva, le donne non vengono mai lasciate sole.

Il secondo momento dell’incontro è stato quello relativo alla presentazione del libro di Elena Badella, “Volo come so volare”, accompagnata nel suo personale e travagliato viaggio dalle mirate domande di Silvia Nuvoletta. Titolo del libro molto emblematico perché rivela che è il “saper fare”, il mettersi in gioco per venire fuori da una situazione difficile che permette di affrancarsi da ciò che limita la nostra libertà. E’ stata una fase dell’incontro emotivamente molto coinvolgente . Elena, attraverso le pagine del suo libro, ha raccontato le esperienze dolorose della sua esistenza, mettendo evidenza i comportamenti del padre che spesso usava violenza sia fisica che psicologica anche nei confronti della madre. Le intense pagine scritte da Elena oscillano tra la descrizione dei soprusi subìti e la intrepida voglia di rinascita che non l’ha mai abbandonata, muovendosi tra cliniche psichiatriche e case di cura perché affetta da disturbi ossessivi compulsivi. Questi ripetuti disagi psichici la faranno diventare una coraggiosa e altera paladina in grado di mettere in atto la resilienza necessaria per affrontare gli urti implacabili della vita. A una delle domande finali poste poi della Nuvoletta, e cioè se Elena avesse già avuto dei riscontri da parte dei lettori rispetto anche alla possibilità di rispecchiarsi nella sua storia, l’autrice ha risposto che aver narrato la sua vita in un libro è stata come una catarsi, una liberazione dalle pastoie del passato, dove è riuscita finalmente far pace con se stessa. Elena sta ancora continuando a sublimare i traumi vissuti e a trasformarli in una nuova vita, grazie al dialogo e al confronto con gli altri e alle cure di medici illuminati, come lei oggi li definisce che, rispetto a trent’anni fa, hanno saputo adattare i loro interventi non solo sui sintomi e sulla diagnosi, ma anche sulla persona. Applausi per tutti dunque a fine serata, e incontro concluso con una gustosa cena offerta dal Presidente e dai Soci del Circolo Nuovo Ragusa. Il Percorso Donna Meravigliosa Opera D’Arte continuerà anche in estate e fino ad inizio del nuovo anno tutte le esperienze vissute saranno portate in teatro in una conference@Show che le riepilogherà anche con l’ausilio dell’arte.

Di certo nell’arco di questi mesi, da quando ha avuto inizio il progetto lo scorso 4 dicembre 2025 presso Permaflex Store Ragusa, sono cresciuti i sostenitori e gli Sposor che, assieme all’Associazione La Casa delle Donne Ragusa, hanno creduto nel Percorso Donna Meravigliosa Opera D’Arte. La seconda tappa si è svolta presso la Libreria Mondadori di Ragusa, mentre la terza tappa presso la Libreria Mondadori di Vittoria. Non vanno dimenticati i Patrocini dei Comuni di Ragusa e Vittoria.
L’immagine del Percorso è stata curata da Kreativamente – Ragusa


