30/07/2026
Cinema&Teatro

“ Il piacere dell’onesta’ ” di Luigi Pirandello: quando una maschera diventa il vero volto del personaggio

Feb 23, 2026

Il cartellone della stagione teatrale del Teatro Duemila di Ragusa, promossa dall’associazione culturale C&M, propone domenica 22 febbraio 2026 alle ore 18 una delle commedie più emblematiche del teatro pirandelliano “Il piacere dell’onestà” con protagonisti Pippo Pattavina  (attore poliedrico e di grande levatura artistica)  e Francesca Ferro sotto la regia di Guglielmo Ferro.

Si tratta di un’occasione unica per accostarsi alla profondità e alla complessità della drammaturgia di Pirandello che esplora con efficacia e stupefacente capacità analitica i temi dell’identità, della verità e della menzogna, mettendo in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società.

Il piacere dell’onestà è una commedia in tre atti ispirata dalla  novella Tirocinio (1905). È stata composta nell’aprile-maggio del 1917 ed è stata rappresentata per la prima volta nello stesso anno al Teatro Carignano di Torino con protagonisti Ruggero Ruggeri e Vera Vergani.

Come già nelle commedie precedenti “Pensaci Giacomino e “Ma non è una cosa seria”, Pirandello usa l’espediente del falso matrimonio di facciata su cui si confrontano i personaggi, costretti a togliersi la maschera dietro la quale hanno ingannato sé stessi e gli altri.

Angelo Baldovino, uomo di poco conto, dalla discutibile moralità, accetta per denaro di sposare Agata, l’amante incinta del marchese Fabio Colli, che non la può sposare perché già coniugato. Il matrimonio sarà solo una copertura e ognuno continuerà tranquillamente a farsi i fatti propri.

Ma le cose non vanno come previsto. Angelo, di fronte alla delicata situazione di una donna che mette al mondo un piccolo innocente, per la prima volta si sente investito da un nobile compito e assumerà un atteggiamento maturo  e responsabile, prendendosi cura della povera ragazza lasciata sola e considerando  il nascituro come il proprio figlio a cui darà di buon grado il suo nome. Angelo si sente come investito di una missione che lo riabiliterà non solo di fronte agli altri, ma anche di fronte alla sua stessa coscienza.

Egli si batterà rigorosamente per l’onestà e per riscattare la sua vita dopo aver trovato finalmente un ideale da seguire che, dice, gli procura «il piacere dei Santi negli affreschi delle chiese». Ma così manderà all’aria i progetti del marchese Fabio, che ormai non troverà più accoglienza da parte di Agata, la quale ora pensa soltanto a essere una buona madre per il neonato che adesso può disporre di un “degno padre”.

Il marchese, irritato, decide di sbarazzarsi del “traditore” e costituisce una società nella quale fa entrare Angelo, sperando che questi, dopo essersi  comportato disonestamente, venga cacciato e perda la sua fama di uomo onesto. Angelo, invece, non solo dà prova di rettitudine, ma smaschera di fronte ad Agata la trappola che il marchese gli ha teso. La moglie, colpita e conquistata da un’onestà cosi grande, allontanerà il marchese e resterà con Angelo come in una vera famiglia.

Nel corso della commedia  si rivela così il vero volto della varia umanità dei protagonisti. Non sempre ciò che appare è, e non tutto ciò che è  appare facilmente riconoscibile. Chi finora era apparso al sommario giudizio degli altri un disonesto, a cui affidare un’azione infame, si rivela invece una persona rispettabile, mentre  colui che agli occhi dei buoni borghesi godeva di alta considerazione, un marchese di alto lignaggio, si manifesta per quello che è: un uomo infido e mediocre nelle azioni e nei sentimenti.

La sottesa critica alla borghesia benpensante valse alla commedia il giudizio positivo di Antonio Gramsci che ammirava la plasticità e la conoscenza profonda della natura umana da parte del grande commediografo.

Carlo Nobile, Il direttore artistico dell’associazione C&amp.M,in una recente intervista si dichiara molto soddisfatto di aver portato a Ragusa un’opera di tale calibro, perché ci fa riflettere e ci costringe a interrogarci sul valore della coerenza e sulla responsabilità delle numerose scelte che siamo portati a fare.

Il significato della commedia, oltre a quanto dichiarato dalla critica, dagli attori e dallo stesso autore, rivela un altro aspetto mai messo in luce: il potere della trasformazione che può avvenire nelle persone.

Chiunque può cambiare strada, chiudere i ponti con il passato, ripudiare le azioni scorrette e gli errori commessi, mostrandosi capace di rinascere e iniziando una vita nuova che gli possa donare  quella serenità, quel senso, appunto quel “piacere” che spesso ci possono assicurare le buone azioni e la disponibilità ad aiutare gli altri con impegno e lealtà.

Lo spettacolo si terrà al Teatro Duemila, in viale Sicilia 21. I biglietti sono disponibili

online su ragusa.stagioneteatrale.com, oppure al botteghino di via Roma 168 aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.