Sulla riva di Caldonazzo
di Caterina Moscini Avanza, scalzo, sulla spiaggia ghiaiosa, con passo deciso. Prende posto tra la gente, nella speranza di assicurarsi il passaggio verso l’ingresso al lago. Chiede permesso al numeroso pubblico che si è assiepato, per vedere meglio la gara. Porta la canoa
L’UTILITA’ DELLA LETTURA
di Mariceta Gandolfo “Prego, si accomodi, si sieda qua sono molto lieta che sia venuta” Clelia avanzò un po’ a disagio, dopotutto non è molto usuale andare a casa del proprio amante ed essere ricevute dalla moglie di lui, come per una normale
Inferno
di Angela Di Salvo Un boato assordante. Continuo a chiamarli per un numero infinito di volte. Non mi risponde nessuno, non un respiro, un affanno, un lamento. Nulla. Non riesco a muovermi. Tendo le mie mani indolenzite e tremanti da una parte e
LA CRUDA REALTÀ
Di Daniela Birsa La madre quercia stava morendo e anche lui lentamente si stava spegnendo adagiato sui suoi rami. Era inverno, i fiocchi di neve imbiancavano il paesaggio e sopivano ogni rumore. In quel silenzio surreale non poteva far altro che ricordare quella
Senza peso
di Luca Besia “Sono tornato. Non ricordo per quanto tempo sono stato lontano ma ricordo questi luoghi. Ho viaggiato tanto. Uno come me lo chiamano in molti modi: Silfo… Etereo… Elementale… Spirito del vento… Anemoi… Anemoi… Gli Anemoi mi hanno preso con loro
Crostata alla marmellata di albicocche
di Daniela Birsa Cara Sofia, non pensavo che un giorno avrei avuto il bisogno di scrivere questa lettera, ma gli eventi stanno precipitando, la mia salute vacilla, i buoni propositi diminuiscono di anno in anno e crescono le preoccupazioni.Ricordi quando eri piccola? Tua
Dalì e Cheyenne
Racconto di Antonella Di Moia I lividi fanno ancora male. La sensazione che sento addosso, oggi, è un misto tra vertigine e disincanto. Quindi va meglio. È l’una di notte, le luci del locale sono ancora accese, il ristorante stasera ha lavorato molto.
La fata coi ferri ai fianchi
Trenta minuti all’alba. Cammino tranquilla lungo strade deserte che profumano di silenzio. Mi fermo sulla piazzola della chiesa, l’oscurità della notte è spezzata all’orizzonte dai fari dei camion che attraversano il ponte dell’autostrada e dal loro incedere ritmico su di esso. Più tardi,
L’invito a pranzo
Da una settimana che i “miei familiari” erano partiti per andare a trovare mia sorella che era diventata mamma di una bella bambina di tre chili e settecento. Ero rimasto solo a casa, dovevo sostenere degli esami all’università. La signora Ninetta che, aiutava
Il Pane di Donna Marisa
di Giuseppina Tesauro Cecco aveva vinto la conta di quel sabato pomeriggio.Per questo affondava sui pedali della bicicletta arrancando su per la costa che portava alla casa della signora Marisa. Sbuffava e sentiva la camicia appiccicarsi sulla pelle. Una goccia fastidiosa scese giù