18/04/2026
Omaggio alla Carrà con Massimiliano Lanti: Stile, Cuore, Verità
Interviste

Omaggio alla Carrà con Massimiliano Lanti: Stile, Cuore, Verità

Mag 29, 2025

“Raffaella per sempre nel mio cuore”. Intervista esclusiva a Massimiliano Lanti e il suo legame con Raffaella Carrà.

Abbiamo voluto rendere omaggio a una figura che ha segnato indelebilmente la storia dello spettacolo, della televisione e del costume italiano: Raffaella Carrà. Icona di libertà, talento e stile, Raffaella non è stata solo una stella luminosa del piccolo schermo, ma un punto di riferimento per intere generazioni, capace di parlare al cuore della gente con semplicità e grazia.

Per raccontarla da una prospettiva autentica, intima e appassionata, abbiamo chiesto a Massimiliano Lanti, noto coreografo italiano, amico e tra i fondatori, insieme ad altri ragazzi, del Fan Club Ufficiale Raffaella Carrà, di condividere con noi i suoi ricordi e la sua visione. Chi meglio di lui, che ha vissuto Raffaella non solo come artista ma come essere umano straordinario, poteva raccontarci cosa si nascondeva dietro quel caschetto biondo, il più glamour del mondo?

Un simbolo diventato leggenda, ma anche lo specchio di una donna libera, gentile e profondamente vera.

C’è qualcosa di unico, quasi inspiegabile, nel rapporto che Raffaella Carrà ha saputo costruire con il suo fan club mondiale e con ogni singolo fan, famoso o sconosciuto che fosse. Non era un legame verticale, da diva a spettatore, ma qualcosa di profondamente umano, orizzontale, reale.

Raffaella non si è mai posta su un piedistallo. Per lei, l’amore del pubblico non era un possesso, ma un dono da custodire con rispetto. E i suoi fan lo sentivano. Li ascoltava, li accoglieva, li conosceva. Ricordava i nomi, gli sguardi, le storie. Ogni volta che li incontrava, non era mai una formalità: era un momento di scambio autentico.

Col fan club ufficiale e con quelli sparsi nel mondo c’era un filo invisibile fatto di fiducia, tenerezza, fedeltà. E poi c’erano gli artisti, i colleghi, i grandi nomi che da lei si sentivano visti, incoraggiati, amati. Ma ciò che rendeva speciale Raffaella era che per lei non c’era differenza: un fan che aveva visto solo una volta, o un amico di lunga data, ricevevano la stessa attenzione, lo stesso sorriso, lo stesso rispetto.

Ha creato una comunità vera, senza confini, senza etichette. In un’epoca in cui la popolarità è spesso effimera e distante, Raffaella ha insegnato che la vera grandezza sta nella vicinanza. E oggi, quel fan club mondiale non è solo una rete di ammiratori: è una famiglia, cresciuta nel solco della sua gentilezza, della sua coerenza, del suo amore incondizionato. Una famiglia che, ancora oggi, porta avanti il suo esempio — con discrezione, con forza, con amore.

Come lei.

Caro Massimiliano, grazie per essere qui con noi. Partiamo dal principio: com’è nato il tuo legame con Raffaella Carrà?
Grazie a te, a voi. Il mio legame con Raffaella è nato come quello di tanti: da telespettatore incantato. Ma poi è diventato qualcosa di più profondo. La sua energia, il suo sorriso, la sua libertà… erano contagiosi. L’ho seguita ovunque, in ogni fase della sua carriera. E con il tempo, da fan, mi sono sentito quasi parte della sua famiglia “allargata”.

Molti parlano di lei come un’icona, ma per te sembra essere qualcosa di più…
Assolutamente. Per me Raffaella non era solo un’artista, ma una guida, una figura luminosa che sapeva essere umana e vicina. Il nostro rapporto, anche se non personale nel senso stretto, era profondamente esclusivo nel cuore. Mi ha insegnato l’accettazione, l’ironia, la forza di essere se stessi senza paura.

È passato del tempo dalla sua scomparsa. Come vivi oggi il ricordo di Raffaella?
Con tenerezza e gratitudine. Certo, c’è malinconia, ma c’è anche tanta gioia. Raffaella ha lasciato una traccia che non si cancella. Riguardo i suoi spettacoli, riascolto le sue canzoni, e ogni volta sento che è ancora con noi. Non se n’è mai andata davvero.

Quali valori pensi abbia trasmesso ai suoi fan?
Libertà, rispetto, inclusività. Lei ha parlato a generazioni diverse, sempre con uno spirito aperto e generoso. Ha dato voce a chi non ne aveva, ha saputo far ballare ma anche riflettere. Il suo amore per la gente era autentico. E ci ha insegnato che si può essere grandi rimanendo umani.

Se potessi dirle qualcosa oggi, cosa le diresti?
Le direi grazie. Per tutto. Per avermi insegnato a vivere con leggerezza ma con profondità. E che continuerò a portarla con me, ogni giorno, in ogni sorriso che dono e in ogni libertà che difendo.

Cosa aveva di speciale la Raffa?
Raffaella Carrà aveva qualcosa di raro: un carisma naturale che metteva tutti a proprio agio, un’energia travolgente che accendeva qualsiasi palco e una capacità unica di unire leggerezza e profondità. Era moderna prima che lo fosse il mondo: parlava di libertà, di amore senza barriere, di rispetto per le diversità, con una semplicità disarmante. Mai provocatoria per il gusto di esserlo, ma sempre vera, autentica. Aveva il dono di entrare nelle case con un sorriso e lasciare un segno nel cuore. Per questo, ancora oggi, manca non solo come artista, ma come essere umano straordinario.

Umiltà, riservatezza e generosità. Tre doti della sua anima immensa. Ti va di raccontare di quando vi accolse per il suo compleanno all’ Aquila dopo il terremoto?
Volentieri, è uno dei ricordi più toccanti legati a lei.
Era il suo compleanno, e noi – un piccolo gruppo di fan storici – volevamo semplicemente farle sentire il nostro affetto. Lei era all’Aquila, in una terra ferita dal terremoto, e avrebbe potuto scegliere di stare lontana dai riflettori. Invece no. Con la sua consueta discrezione e umanità, ci accolse come si accolgono degli amici di vecchia data. Non c’erano telecamere, non c’erano passerelle. Solo sorrisi sinceri, abbracci veri. Ricordo che ci parlava con una dolcezza incredibile, ascoltava tutti, voleva sapere come stavamo. Non era lei a volere attenzioni: era lì per dare, per esserci, per restituire un po’ di calore e amore a una città che soffriva. Ci fece entrare in quel giorno speciale senza clamore, con la semplicità che era la sua grandezza. Non cercava applausi, ma lasciava un’impronta profonda con ogni gesto. È lì che ho capito, ancora di più, cosa significasse avere un’anima immensa. Raffaella era così: una stella che brillava senza bisogno di fare rumore.

Dopo la sua dipartita hanno detto tante falsità sul suo conto. Tra le verità la sua profonda fede in Dio avvenuta nel 2000 dopo la chiamata proveniente da San Giovanni Rotondo. Ti va di raccontarci?

Certo, è una parte poco conosciuta ma profondissima della sua storia. Raffaella Carrà era una donna che, al di là dell’immagine pubblica, custodiva dentro di sé un mondo intimo fatto di riflessione, spiritualità e grande sensibilità.

Nel 2000 accadde qualcosa di speciale, che lei ha sempre vissuto con riservatezza: una “chiamata”, come la definiva lei stessa, proveniente da San Giovanni Rotondo. Fu un momento di svolta. Da lì in poi il suo rapporto con Dio divenne qualcosa di intimo e centrale nella sua vita. Non era ostentato, non cercava visibilità o approvazione. Era un cammino personale, profondo, silenzioso. Pregava ogni giorno, si affidava a Padre Pio con rispetto e gratitudine. Chi la conosceva davvero sapeva che quella fede non era un episodio, ma una dimensione che la accompagnava nei momenti difficili e in quelli di gioia. La sua spiritualità non cancellava la sua modernità, ma la completava. Trovava in Dio quella forza discreta che ha sempre saputo trasmettere agli altri con un sorriso, con una carezza, con la sua presenza autentica. Purtroppo, dopo la sua morte, sono circolate tante parole che non le rendevano giustizia. Ma chi l’ha amata davvero – come noi – sa che dietro la grande artista c’era una donna profondamente umana, credente, e capace di portare amore ovunque andasse…senza mai chiedere nulla in cambio.

Faceva tanta beneficenza anche a volti noti ed a perfetti sconosciuti senza mettere bandiere…una rarità.
Verissimo. Raffaella Carrà era una rarità proprio per questo: la sua generosità era silenziosa, concreta e profondamente sincera. Non faceva beneficenza per immagine, non cercava applausi né titoli di giornale. Aiutava e basta. Molti non lo sanno, ma ha teso la mano a tanti — anche a volti noti dello spettacolo in difficoltà, ma soprattutto a persone comuni, spesso in silenzio, senza mai voler apparire. Pagava cure mediche, aiutava famiglie in crisi, sosteneva progetti sociali… tutto con discrezione assoluta. Era il suo modo di vivere l’amore per gli altri: senza bandiere, senza proclami, con il cuore. In un mondo dove spesso la solidarietà si mette in vetrina, lei faceva il contrario. Era questo che la rendeva ancora più grande: la sua umanità era vera, quotidiana, nascosta agli occhi del pubblico ma incisa nel cuore di chi l’ha incontrata. Una donna che donava senza chiedere nulla in cambio — e questo, oggi più che mai, è il segno di una grandezza rara.

Grazie, Massimiliano, per aver condiviso con noi questo racconto così personale.


Grazie a te. Parlare di Raffaella è come farle un piccolo omaggio, e io voglio continuare a farlo finché avrò voce.

L’Intervista è stata curata da Ilaria Solazzo

Foto di copertina di Martina Dale photography