Sicilia, due segnali forti dall’Ars: via libera alla legge “Liberi di scegliere” e alla proposta per la Giornata nazionale Antiracket
PALERMO – Dall’Aula dell’Assemblea regionale siciliana arrivano due importanti segnali nel segno della legalità e del rifiuto della cultura mafiosa. Sono stati infatti approvati due provvedimenti che rafforzano l’impegno della Sicilia nel contrasto alle mafie e nella promozione di una società più libera e giusta.
Il primo è l’approvazione definitiva della legge “Liberi di scegliere”, ispirata al protocollo ideato da Roberto Di Bella, presidente del tribunale per i minorenni di Catania, già sperimentato in Calabria contro la ‘Ndrangheta e oggi recepito anche in Sicilia. La legge consente il reinserimento di mamme e minori lontano dai contesti mafiosi di origine, offrendo loro una concreta possibilità di cambiamento e protezione.
A commentare l’approvazione è stato Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia all’Ars, che ha dichiarato “È il segnale concreto che nessuno ha un destino segnato per sempre e che dalla mafia si può uscire e ci si può affrancare.”
Deputato regionale del Partito Democratico, Cracolici è da sempre impegnato sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata. Durante il suo mandato alla guida della Commissione Antimafia, ha promosso numerose iniziative volte a rafforzare i percorsi di protezione per chi denuncia e a valorizzare le storie di resistenza civile contro la mafia. La doppia approvazione del 28 maggio si inserisce coerentemente in questa linea d’azione, confermandone l’approccio concreto e simbolicamente forte.
Il secondo provvedimento approvato è una legge-voto per chiedere al Parlamento nazionale di istituire una Giornata nazionale Antiracket, da celebrarsi ogni 10 gennaio, in memoria di Libero Grassi. Proprio in quella data, nel 1991, l’imprenditore palermitano rese pubblica una lettera aperta ai suoi estorsori, pubblicata sul Giornale di Sicilia, in cui denunciava le pressioni subite dalla mafia.
“Una data importante – ha sottolineato Cracolici – che servirà a ricordare il coraggio di un imprenditore che non voleva rinunciare alla propria dignità e non intendeva dividere le proprie scelte con i mafiosi. Libero di nome e di fatto.”
Due provvedimenti, dunque, che parlano di scelte coraggiose e possibilità di riscatto, e che testimoniano un impegno politico orientato non solo alla memoria, ma anche alla costruzione concreta di una società capace di affrancarsi dal giogo mafioso.

