18/04/2026
“La rovina degli Dèi” di Sergio Di Paola: l’arte come memento e soglia del sacro
Arte News

“La rovina degli Dèi” di Sergio Di Paola: l’arte come memento e soglia del sacro

Mag 26, 2025

PALERMO  ̶  Sergio Di Paola in mostra da Artètika spazio espositivo dell’anima a Palermo – Dal 29 maggio al 9 giugno 2025

“Questa mostra è una soglia. Invita lo spettatore a interrogare i propri dèi interiori, a riconoscere dove finisce l’arte e dove comincia il culto, dove termina il simbolo e nasce il delirio” , così Gigi Vinci, curatore dell’esposizione La rovina degli Dèi, descrive il cuore della nuova personale di Sergio Di Paola, in apertura il prossimo 29 maggio presso Artètika a Palermo, all’interno del programma della XIV Settimana delle Culture.

Non una semplice raccolta di opere, ma un attraversamento del mito, della memoria e del disincanto contemporaneo. “Ogni linea incisa sulla carta,” prosegue Vinci, “non è solo gesto estetico, ma atto di memoria e di monito. Per ricordare che, nel momento in cui l’uomo si fa divinità, spesso ha già smesso di essere umano.”

Il titolo stesso, La rovina degli Dèi, evoca echi nietzschiani e viscontiani, come se Di Paola volesse disegnare il crepuscolo delle certezze e delle sacralità imposte, ma anche la vertigine narcisistica di un presente che trasforma ogni immagine in culto, ogni identità in feticcio. Il riferimento al “Dio è morto” di Nietzsche non è solo teorico, ma visivamente incarnato in figure mitologiche deformate, icone decadenti, tratti graffiati che sembrano provenire da un altrove arcaico ma drammaticamente attuale.

Sergio Di Paola

In una sua intervista Gigi Vinci amplia il concetto di questa mostra e della scelta del titolo:

“Questa mostra vuole esplorare gli aspetti più intimi della rovina: tra flussi pittorici e inquietanti figure mitologiche, ci accompagna in un percorso di riflessione sulla mostruosità nascosta nella condizione umana. Un’umanità che, spesso, si auto-divinizza, finendo per perdersi nella propria autodistruzione.”

Non c’è un’opera predominante, una “copertina” che basti da sola. Ogni lavoro di Di Paola, spiega ancora il curatore, “reca qualcosa di unico che suscita riflessioni forti, anzi fortissime!”. Nessuna gerarchia tra i quadri, ma un coro dissonante che racconta l’instabilità del sacro e l’abisso del nostro tempo.

Gigi Vinci

Centrale è anche il rischio che l’arte stessa diventi un altare sterile dell’ego:

“Il pericolo maggiore per l’arte contemporanea risiede proprio in questa deriva narcisistica: quando l’identità diventa un marchio da esibire, l’opera si svuota del suo potenziale critico e spirituale, diventando un feticcio estetico o ideologico. La celebrazione dell’identità è feconda finché dialoga con l’altro e con l’universale, ma quando diventa autoreferenziale, si trasforma in rovina.”

Giovanna Corrao

Alla serata inaugurale, prevista per giovedì 29 maggio alle 18:30, parteciperà Giovanna Corrao, artista e performer capace di far dialogare pedagogia e scena. La sua presenza contribuirà a trasformare l’inaugurazione in un momento performativo, più che celebrativo.

Seguirà Vin d’honneur per brindare all’arte.

La mostra sarà visitabile presso Artètika di Esmeralda Magistrelli, spazio espositivo per l’anima (Via Giorgio Castriota 15, Palermo) fino al 9 giugno, da lunedì a sabato, negli orari 10–13 / 17–20.

Un’occasione per guardare in faccia i nostri dèi caduti e domandarsi, con inquieta lucidità, dove finisca il culto e cominci la rovina.