Il detective Grant fa visita a Randall
Testo di Simon Carb

Varner: Una visita inaspettata.
Grant: Lavoro. Vorrei stare alla larga da te e andarmene a fumare all’aperto quanto prima.
Varner: È qui per l’Espressionista?
Grant: Ci arriveremo.
Varner: Francamente, mi dica tutto. In fin dei conti, sei qui per necessità, e nel caso, sarò io a farti una cortesia. Come vanno le indagini su di lui, Grant? Siete a un punto morto? Un vicolo cieco? Dimmi.
Grant: Sembra incredibile, ma c’è un aspetto paradossale nella condivisione dei crimini tra gli assassini seriali e gli investigatori. La responsabilità è ambivalente. Perpetrare ed arrestare. E intanto, minuti e ore cascano in un alterato cronometro, martellando i secondi, dividendo minuti preziosi, decretando vita e morte.
Varner: Oh, finalmente un fine intenditore. Noi, siamo come due facce della stessa medaglia, solamente i metodi sono completamente diversi. Le intenzioni diventano antitesi, detective.
Grant: Dirò la mia: i serial killer sono un lato della giustizia. Attratti dalla malvagità, devono agire per smuovere la volontà dei guardiani della legge, di rendere giustizia alle vittime, rivelando l’altro lato della medaglia.
Varner: È innegabile la connessione. Entrambi siamo spinti da una sorta di ossessione, anche se siamo gemelli siamesi separati a forza.
Grant: Le azioni hanno conseguenze incoerenti. Causa ed effetto. Ci rincorriamo sospesi sul filo di un rasoio. Se siamo intenzionati a fermarli definitivamente, prima è necessario entrare nella loro mente e comprendere la logica distorta che li lega tutti.
Varner: Voi e voi, ed ancora voi. Io sono qui! Se vuoi darmi del lei o del tu, te lo giuro: non farò casino. Ti affidi alla logica, io o noi, all’ispirazione. La verità è che non ci capirete mai. Volete solo una società pulita, perfetta, al fine di illudervi di stare a vostro agio. L’umanità è sempre soggetta a una bella disinfestazione. Spostate l’attenzione su di noi, e invece, siete fregati tutti i giorni. Causa e sintomi? Scegli!

Grant: Tu deliri. Mi hai chiesto il perché ti do del voi. Te lo dirò. Ti risparmio i dubbi. Non è rispetto. Non è perché non voglia di darti del tu. Vi valuto come entità. Siete fuori da qualsivoglia valutazione umana. Mantengo le distanze, Varner.
Varner: Devo annotarmi le tue discriminazioni. Guardiano, chiediti: chi sorveglia i guardiani? Ti senti al di sopra di me? Usi il tuo distintivo per separare la gente dai propri affetti, dalle mansioni da svolgere. Quanto snobismo! Susciti ilarità! Sai, siamo costretti a confrontarci con la vostra incessante ricerca di verità e giustizia. Nei vostri sforzi di sbatterci in gattabuia, mettete a nudo le nostre debolezze e ci fate sentire sbagliati.
Grant: Ecco perché la responsabilità e duplice. Da un lato, siamo chiamati a fare da scudo agli abitanti onesti, ma dall’altro, dobbiamo anche affrontare il fatto che la nostra stessa esistenza alimenta l’ossessione dei degenerati.
Varner: È un gioco pericoloso, detective. Ma in fin dei conti, siamo entrambi prigionieri delle nostre azioni e delle conseguenze che ne derivano. Non creda d’essere libero solo perché è fuori da un penitenziario di massima sicurezza.
Grant: Tutti condividiamo il destino. Siamo lontani e vicini simultaneamente. Siamo legati.
Varner: Cosa ci differenzia?
Grant: Noi con i fili ci allacciamo le sneakers, voi spezzate vite. Vogliamo solo reintegrarvi e farvi capire la natura delle vostre azioni.
Varner: E se fossimo noi a dover dominare? Noi a a giudicarvi? Siete davvero superficiali. Vedere il quadro completo è una complessità inventata pur di negare la verità. Siamo davvero incantenati gli uni agli altri o è solo l’ennesima deduzione da sbirro?
Grant: Ovvero?
Varner: Siamo solo umani. Siamo tutti dei mostri. È questo a farvi tremare: l’irresoluzione, l’inatteso, l’inesorabile, la ferocia. •
Per gentile concessione di Simon Carb, si ricorda che la riproduzione del testo è vietata .



