20/08/2026
Massimiliano Reggiani racconta “Come un pesce nella plastica”: l’arte ambientalista di Nino Carlotta in viaggio lungo la Sicilia
Arte

Massimiliano Reggiani racconta “Come un pesce nella plastica”: l’arte ambientalista di Nino Carlotta in viaggio lungo la Sicilia

Giu 26, 2026

L’Arte impegnata per l’Ambiente non è pittura da salotto ma forma visiva di una tensione etica. Il muralista palermitano Nino Carlotta ne è un esempio ammirevole, la sua opera “Come un pesce nella plastica” – atomizzata nei luoghi del turismo balneare siciliano – mescola consapevolezza individuale e crescita collettiva. L’arte non genera ma accompagna, interpreta e riassume un nuovo sentimento diffuso per un circolo virtuoso di azione ed educazione della collettività

“La parte più bella di questo viaggio – ha dichiarato Nino Carlotta – è stata la partecipazione delle persone incontrate lungo il percorso. Associazioni, volontari, studenti, cittadini e amministrazioni hanno dimostrato che, insieme, è possibile costruire maggiore attenzione verso il mare e l’ambiente. Le opere raccontano un problema, ma anche la responsabilità che ognuno di noi ha nel contribuire al cambiamento. E chissà che questo straordinario viaggio non possa ripartire ancora il prossimo anno”. Con mille chilometri percorsi in solitaria sulla propria Vespa, l’artista pioppese partendo da Palermo ha toccato in una successione di tappe l’intero litorale siciliano: Capaci, Alcamo Marina, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Marsala, Torretta Granitola, Sciacca, Gela, Marina di Modica, Siracusa-Priolo, Riposto, Oliveri e Finale di Pollina.

In ogni località, su una parete o un vecchio muro scrostato, su pannelli o nella luce murata di finestre senza vita Nino Carlotta ha lasciato una propria opera come testimonianza pittorica, monito e appello al rispetto del mare e all’equilibrio dell’ecosistema. In ogni occasione il progetto ha generato incontri, momenti di confronto e iniziative di cittadinanza attiva. In diverse tappe cittadini e cittadine, associazioni ambientaliste, studenti e studentesse e volontari hanno partecipato a giornate di pulizia delle spiagge, ad attività di sensibilizzazione civica.

L’arte di Nino Carlotta attinge da un immaginario collettivo veicolato – per quanto riguarda la natura – più dai mezzi d’informazione che dall’esperienza diretta. Seppie e polpi, fenicotteri, granchi e testuggini si presentano senza forzature fumettistiche, senza assumere caratteri umanizzati: una scelta intelligente che rispetta la profonda diversità fra mondo biologico e commedia dell’arte. Il risultato è struggente, malinconico e poetico. Questi frammenti di natura si confrontano senza pregiudizio con presenze aliene, bicchieri e bottiglie, borse, tappi e cannucce, senza rendersi conto che firmano così la propria condanna a morte per avvelenamento o soffocati, anime pure sopraffatte da un coacervo di rifiuti galleggianti.

Gli elementi di plastica sono resi dall’artista con particolare bravura, perché riesce ad evocarne la lucente trasparenza, la ferale e avvolgente morbidezza. Occorre una grande capacità tecnica per creare un linguaggio pittorico capace di rappresentare i polimeri, una realtà sconosciuta a tutta la storia dell’arte anteriore al Novecento. La plastica come forma visiva di bellezza concepita dall’uomo per i propri bisogni, dalle linee pure e colorate. Nino Carlotta non usa per descriverla pennellate violente, contorni spigolosi, tratti espressionisti per evocarne la pericolosità. È consapevole di vivere nel terzo millennio e non predica con toni integralisti un ritorno ai secoli passati dove tutto facilmente tornava nel ciclo di rigenerazione naturale.

I quattordici dipinti che hanno contrassegnato il progetto “Come un pesce nella plastica” restano come patrimonio culturale collettivo, simboli della necessità di un equilibrio tra uomo e rifiuto, tra natura e contaminazione. Gli animali come testimonial involontari della frattura che si è prodotta nella biosfera con l’ingresso di una realtà assolutamente estranea ai meccanismi dell’evoluzione. È l’inizio di una strage ormai segnata, un richiamo al dovere del rispetto verso la straordinaria e complessa fragilità del creato, un appello alla coscienza per la cura dei territori e del mare.

L’Arte di Nino Carlotta, come elemento attivo e straordinariamente importante per lo sviluppo di una sensibilità ambientale, ha avuto per partner: Sperone167 ets, Luce Creative Studio, Plasticfree, Retake Palermo, Picolit Pub, Timbuktu Hostel, Ritrovarsi, Civico 111, BC Sicilia – Riposto, 10media con “Te la devi portare”, Ecol Sea , Afea Art & Rooms, Marika Hair Styling e il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) – UNIPA Università degli Studi di Palermo.

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