L’importanza di essere onesti in una società fatta di inganni e di ipocrisie
Terzo appuntamento per la Compagnia Godot che sulla ormai famosa scalinata del Castello di Donnafugata mette in scena il terzo e ultimo appuntamento della Rassegna “Palchi diversi” nei giorni 16-17-18-22-23 agosto 2026.

L’importanza di chiamarsi Ernesto – tradotto in Italia anche come ‘L’importanza di essere Franco’ (nel senso di persona fedele e onesta) – è una celebre commedia di Oscar Wilde il cui titolo originale è “The Importance of Being Earnest”, suddivisa in tre atti e debuttata a Londra il 14 febbraio 1895. Si tratta di un testo leggero e vivace, ritenuto un vero e proprio capolavoro di ironia che utilizza una satira lucida e brillante contro l’ipocrisia della società vittoriana.
La parola earnest in lingua inglese significa “onesto”, “sincero”, “serio” e si pronuncia esattamente come il nome proprio Ernest (Ernesto).
I due protagonisti maschili, Jack Worthing e Algernon Moncrieff, usano identità fittizie (fingono entrambi di chiamarsi Ernesto) per divertimento e per trasgredire beffardamente gli obblighi sociali e morali della vita di tutti i giorni considerati falsi e soffocanti. Ad un certo punto Jack si innamora davvero, ma non può sposare la donna che ama perché è un trovatello, Algernon si finge suo fratello per incontrare e poi invaghirsi di Cecily, la pupilla di Jack. Ma ogni inganno viene scoperto, dopo una serie di divertenti equivoci e con il lieto finale a sorpresa che dimostra che nella vita può succedere davvero di tutto, persino l’impensabile. L’amore continua ad essere la molla di ogni azione, ciò che rende possibile il riscatto e il cambiamento.
Wilde dimostra di essere un profondo conoscitore dell’animo femminile, così tenero, sensibile e capace di sognare, di immaginare e di saper perdonare l’uomo che si ama. In fondo ogni donna desidera conoscere un uomo sincero, onesto e fedele di cui fidarsi… e per questo è in grado di impegnarsi in ogni modo, pronta anche a lottare pur di realizzare il suo sogno.



Stupenda l’interpretazione della Bisegna che si erge superba, determinata e determinante in tutta la vicenda, compresa la scoperta della vera identità di Jack. Ma anche l’incantevole D’Amato, la dolce Guglielmino, la briosa Lelli, la rigorosa Bellassai che caratterizzano in modo straordinario le caratteristiche specifiche delle particolari figure femminili che si muovono sulla scena, in corrispondenza con le interessanti figure maschili a cui a volte si contrappongono.
Le musiche perfettamente idonee all’intreccio, irrompono nel momento giusto e scemano sapientemente quando è necessario lasciare spazio a quei dialoghi veloci, incalzanti e frenetici che non danno neppure il tempo di pensare. Pregnanti anche i cambi di scena, il contatto degli attori che “attraversano” il pubblico e la voce narrante della fanciulla che interviene per legare gli eventi e gli ambienti con ironia e accattivante garbo tutto al femminile, mentre gli attori rimangono immobili in un “fermo immagine”.


Il cast è composto da Tiziana Bellassai, ormai anche bravissima direttrice artistica del teatro comunale di Vittoria, Alessio Barone, Marco Capuzzello, Benedetta D’Amato, Federica Guglielmino, Alessandra Lelli, Lorenzo Pluchino, Mattia Zecchin, oltre ovviamente ai grandi maestri Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso che stanno “nutrendo” con la loro appassionata maestria un gruppo di giovani molto talentuosi.
Fantastici i costumi della Bisegna, straordinarie le scene e la regia di Vittorio Bonaccorso, caldo e avvolgente l’abbraccio plaudente del pubblico, ancora una volta conquistato da tanta innegabile bravura.
La rassegna estiva di “Palchi Diversi” si conclude così nel migliore dei modi, dopo un intenso periodo di lavoro svolto in difficili condizioni climatiche che hanno richiesto tanta fatica. Ma ne è valsa la pena, considerati i risultati e il grande successo ottenuto. Aspettiamo tutti di tornare a teatro in autunno per assistere ai nuovi lavori che la Compagnia Godot sta programmando per il suo pubblico che crescerà certamente ogni giorno di più.



