Un cavaliere di altri tempi: DONUM – Le Cronache del Vuoto
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DONUM – Le Cronache del Vuoto, romanzo d’esordio della saga firmata da Cristian Scapin, si inserisce nel panorama della fantascienza italiana come un’opera capace di unire visione futuristica e profondità umana. Ambientato in un futuro in cui l’umanità ha conquistato l’intero Sistema Solare grazie a tecnologie iperluce e colonie diffuse su pianeti e satelliti, il libro racconta un’epoca di espansione straordinaria, ma anche di fragilità. La sovrappopolazione e il rischio di collasso delle risorse spingono il Governo Federale dell’Unione Terrestre a lanciare il programma “DONUM”, un progetto titanico che invia dieci navi verso altrettanti sistemi extrasolari, ognuna con un milione di coloni in ipersonno e un equipaggio ridotto incaricato di garantire la sopravvivenza della specie.
Tra queste navi c’è la MSFT Mistique, diretta verso il sistema Victor Rho, oltre la Nube di Magellano. A guidarla è Father, l’intelligenza artificiale di bordo, che imposta la rotta e attiva i protocolli di missione mentre milioni di esseri umani dormono sospesi tra ciò che sono stati e ciò che potrebbero diventare.
Ma il viaggio nello spazio profondo non procede come previsto: l’incontro con una civiltà aliena sconosciuta apre scenari inattesi, mettendo in discussione le certezze scientifiche e i confini stessi della comprensione umana. Il Vuoto, elemento cardine dell’universo narrativo di Scapin, non è solo uno spazio da attraversare, ma una forza trasformativa che interroga, sfida e modifica chi lo affronta.
Con uno stile diretto e immersivo, Scapin costruisce una narrazione che alterna tensione, introspezione e meraviglia, dando vita a un mondo ricco, coerente e destinato a espandersi nei prossimi volumi della saga. La tecnologia non è mai semplice scenografia, ma strumento per riflettere sul rapporto tra conoscenza e responsabilità, tra progresso e coscienza, tra destino collettivo e identità individuale.
DONUM – Le Cronache del Vuoto diventa così un viaggio che parla tanto di stelle quanto di esseri umani, delle loro paure, delle loro ambizioni e della loro eterna ricerca di significato.
Cristian Scapin, insegnante e autore veneto, è un appassionato costruttore di mondi: giocatore di ruolo, rievocatore storico, nerd per vocazione e socio della World SF Italia, affianca alla scrittura una costante ricerca sull’immaginario e sulla narrazione. Ha partecipato anche al XXXII Trofeo RiLL “Il Miglior Racconto Fantastico”, conferma di un talento in crescita e di una voce che si sta ritagliando un posto nel panorama della narrativa fantastica italiana. Nel mese scorso tra l’altro l’autore si è recato a Dulssendorf nei panni di cavaliere. Nel libro, 640 pagine di avventura, si trova anche un profilo personale che solo un lettore attento capirà, lettura dai quindici anni in su.

