Nino Carlotta, l’arte che grida dal mare: la critica di Massimiliano Reggiani al progetto “Come un pesce nella plastica”
Con un sorriso solare, un’energia coinvolgente e la forza d’animo dei grandi ideali l’artista siciliano Nino Carlotta ha immaginato e sta realizzando un’opera grande quanto la propria isola. Ha iniziato concretamente il 17 maggio 2026 sul fronte mare di Via Messina Marine con una serie di dipinti, splendidi ma effimeri, perché Nino Carlotta è uno Street Artist e le sue tele sono muri scrostati e rosi dalla salsedine. Un gesto che vuole essere scintilla di speranza, monito collettivo e invito all’azione per contrastare il declino – per incuria e rapacità – dell’ecosistema marino, un’eredità veramente preziosa che non sappiamo, purtroppo, conservare.

Così l’artista illustra il proprio progetto “Con ‘Come un pesce nella plastica’ utilizzo la street art per ciò che da anni rappresenta: uno strumento diretto di dialogo, denuncia e sensibilizzazione sociale. Attraverso questi interventi pittorici racconto il rapporto tra il mare e la plastica prodotta dall’uomo, cercando di lasciare un messaggio forte ma semplice: il mare va rispettato, perché appartiene a tutti e tutte”. Un titolo emblematico, drammaticamente chiaro: il Mediterraneo è ormai una discarica di polimeri non biodegradabili. È a rischio la biodiversità, è compromessa la bellezza, sono contaminate le catene alimentari. Nino Carlotta si prepara a dipingere il disastro ma lo fa per smuovere le coscienze individuali, per richiamare l’attenzione dei singoli e della società.

L’opera d’arte è policentrica e polimaterica: prende forma e vita nelle località costiere della Sicilia con dipinti tematici realizzati ognuno in un solo giorno, si sviluppa in diverse province e serve ad unire – dal basso – tutti coloro che, in prima persona, dicono no alla catastrofe ambientale. L’opera di apertura è stata accompagnata da un’imponente e partecipata azione di raccolta rifiuti fatta da volontari sulle martoriate spiagge palermitane. Il luogo del primo evento è fortemente simbolico per la vicinanza allo Sperone, il quartiere in cui l’arte del murales è diventata legante sociale e segno identitario. Su quelle case di periferia Nino Carlotta ha già lasciato i propri vivaci colori, adesso l’orizzonte si estende e il valore culturale aumenta esponenzialmente. Lo Sperone attraverso l’arte chiama altre collettività decentrate per unirsi in una lotta comune contro il degrado ambientale

“Ritorniamo lungo la Costa sud, all’altezza del quartiere Sperone – ha commentato Dario Scalia di Plastic Free Palermo -con lo spirito di lanciare sempre un messaggio alla comunità locale e all’amministrazione comunale: la Costa sud è spiaggia e mare allo stesso modo delle altre spiagge palermitane”. “Credo profondamente nella capacità dell’arte pubblica di generare attenzione attorno ai territori e alle fragilità della società contemporanea – spiega Danilo Alongi per Sperone167 ETS – Partire dalla Costa Sud di Palermo significa riportare attenzione su un tratto di città e di mare troppo spesso dimenticato, ma che potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per il territorio”. Sono le prime dichiarazioni che hanno accompagnato il nascere di questa grande performance proiettata ben oltre il confine regionale.

Nino Carlotta si muove e dipinge con grande sicurezza e altrettanta umiltà: pennellate veloci capaci di rendere efficacemente volumi ed emozioni, tappe vissute in sella ad una Vespa, dalla nativa Pioppo alle diverse cittadine del litorale, ambite mete di vacanzieri e ricettacolo involontario di eterogenei rifiuti spiaggiati dalle maree. I dipinti fotografano il dramma eco/etologico della plastica ormai connaturata nell’ambiente marino. Gli animali convivono con il degrado, lo interpretano, cercano di conviverci e ne vengono irrimediabilmente sopraffatti.

Sono le prime tappe di un’opera tanto vasta quanto intelligente e preziosa. A Palermo non distante dallo Sperone, un polpo gioca con una forchetta nelle finestre murate di un’architettura ormai deserta; uccelli inconsapevoli portano scarti e tappi al nido, una bottiglia racchiude l’universo di un povero pesce imprigionato. A Capaci, invece, un palloncino in forma di pesce galleggia inutilmente soffocando chi lo scambierà per cibo. Si entra in provincia di Trapani e ad Alcamo Marina una rana si arrampica su di una bottiglia abbandonata in cui, senza speranza, nuota la sua fragile discendenza. A Castellammare del Golfo una medusa resta impacchettata diventa un boccone letale per i cetacei le testuggini. A San Vito lo Capo, infine, torna il polpo con un pallone a cuore mezzo sgonfio che porta fra le onde il suo abbraccio letale. Nino Carlotta e la sua Vespa procedono oltre, prossima tappa Marsala. Un viaggio d’arte e di dolore che seguiremo attentamente.

I partner del progetto “Come un pesce nella plastica” sono Sperone167 ets, Luce Creative Studio, Plasticfree, Retake Palermo, Picolit Pub, Timbuktu Hostel, Ritrovarsi, Civico 111, BC Sicilia – Riposto, 10media con “Te la devi portare”, Ecol Sea, Afea Art & Rooms, Marika Hair Styling e il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) – UNIPA.

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