Il Palermo/Sketchcrawl dell’arch. Anna Cottone oggi nella critica di Massimiliano Reggiani
Lo schizzo urbano è sicuramente una pratica di conoscenza, un attestato di consapevolezza che lega l’osservatore ad un luogo fisico per trasmetterne ad altri la propria chiave di lettura. Un’abitudine che in passato sembrava appartenere solo a colti viaggiatori per appuntare quei particolari che svanirebbero altrimenti dopo l’emozione del momento. Il disegnare rapidamente, il cogliere attraverso poche linee le complesse iterazioni fra luce materia ed esperienza sono state alla base di qualsiasi preparazione artistica. Pane quotidiano per architetti, studiosi e naturalisti, il taccuino degli schizzi è un compagno di viaggio discreto e fedele. Questo tratto così intimo e diffuso è stato recentemente innalzato a pratica collettiva, a fenomeno culturale, ad espressione contemporaneamente organizzata e libera, capace di coinvolgere nel medesimo posto autori delle più disparate abilità, studi e livelli sociali. Oggi – con una modernità che solo la rete può permettere – anche come maratone di arti visive in cui fissare attraverso molteplici punti di vista e sensibilità un particolare momento del presente. SketchCrawl, oltre un modo di essere, è diventato un virtuale punto d’incontro che si sviluppa a livello globale dopo le prime esperienze statunitensi, partite da Seattle all’inizio del terzo millennio.

Abbiamo così un felice proliferare di autori che danno nuova e vitale linfa al taccuino da viaggio, l’espressione del desiderio- un tempo individuale – di catturare e conservare l’attimo vissuto, la comprensione intuitiva, la magia del momento. Uno di questi gruppi, caratterizzato dalla volontà di documentare e spesso orientato su ricerche tematiche, è il Palermo / Sketchcrawl che è stato fondato nel 2013 dall’architetto Anna Cottone. Attorno a lei nel tempo hanno lavorato una nutrita schiera di disegnatori: Rosanna Amorosi, Marcella Bacarella, Cinzia Bascone, Anna Benigno, Giovanni Benincasa, Mariella Calò, Massimo Cirrone, Anna Cottone, Danilo D’Acquisto, Enza Gambino, Simonetta Genova, Celeste Gurgone, Anne Guy, Antonella Italia, Giovanna Pizzo, Annick Le Jan, Anna Madonia, Antonietta Mazzamuto, Pierluca Pepe, Anna Maria Puleo, Mariella Ramondo, Laura Salmeri Moncada, Maria Francesca Starrabba, Antonella Stillone.

Le loro opere dedicate al capoluogo siciliano, in occasione del XV Festival della Settimana delle Culture, sono raccolte nella mostra “Raccontare Palermo. Un viaggio tra immagini e parole”. L’evento è nel programma, dedicato ai linguaggi visivi contemporanei, di Bonocore Open Art promosso da CoopCulture e Palazzo Bonocore. Proprio per la colta peculiarità del Gruppo palermitano di raccontare per immagini un percorso di approfondimento e conoscenza, la mostra permette di focalizzarsi su alcuni temi rilevanti: la città eclettica e liberty, i teatri, i luoghi amati dai viaggiatori del Grand Tour, il legame profondo tra comunità, territorio e l’acqua. Ghiotta occasione per entrare in luoghi ormai destinati all’oblio è la serie di lavori sull’archeologia industriale: dalle Officine del gas alla Chimica Arenella, passando per mulini, fornaci, fabbriche di conserve e industrie tessili, memorie silenziose di una realtà manifatturiera e industriale ormai tramontata.
L’attività promossa da Palermo / Sketchcrawl permette di raccogliere numerosi frutti culturali, a partire dalla socialità degli artisti coinvolti che possono vivere un positivo e continuo confronto oltre al piacere individuale dello studio e della scoperta. Per il pubblico vi è il piacere estetico di opere meticolose e rifinite, oltre allo stimolo di seguire i medesimi percorsi per essere storicamente consapevoli della propria identità culturale. Per la collettività, infine, vi è la preziosa sedimentazione di testimonianze dirette che ricompongono fragili frammenti ormai dispersi in un patrimonio unitario, non solo bello al vedersi ma strumento fondamentale per mantenere e trasmettere la memoria.

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