La necessità di formazione dei docenti per intercettare il disagio adolescenziale
Il recente episodio accaduto in una scuola media di Bergamo dove un tredicenne ha accoltellato la sua docente di francese riprendendo l’azione con il cellulare per poi mettere il video in rete, ha sconvolto tutti. Non soltanto gli altri studenti , genitori e docenti dell’istituto, ma anche tutti coloro che, in qualsiasi luogo d’Italia, hanno a che fare con il mondo della scuola. Il ragazzo ha spiegato in una lettera le ragioni per cui ha compiuto tale grave gesto, cioè che si sentiva umiliato e non difeso dall’insegnante riguardo a delle offese ricevute da parte di un compagno di classe.

Interrogato subito dopo il fatto, ha addirittura dichiarato di essere dispiaciuto di non essere riuscito a uccidere la sua vittima. Nei suoi piani pare ci fosse anche l’assassinio dei genitori i quali sono rimasti increduli e sconvolti dalla notizia in quanto non avrebbero colto alcun segnale anomalo nel comportamento del figlio, anzi hanno fatto sapere, tramite il loro avvocato, che potrebbe essere stato oggetto di manipolazione da parte altre persone e indotto a commettere un crimine di questo tipo.
Ma al di là della descrizione di uno sconvolgente fatto di cronaca, la riflessione che sorge naturale è che non si può più ignorare che le scuole non sono più i luoghi sicuri e tranquilli dove si va per apprendere, ma sono diventate dei contesti talmente eterogenei che ci si può aspettare di tutto, anche di inattesi episodi di violenza che mettono a rischio la sicurezza di chi ci vive e ci lavora dentro. Fermo restando che il ragazzo si trova certamente in una condizione psichica alterata e gravemente disturbata, di certo la docente, anche se in buona fede e senza intenti repulsivi nei riguardi di uno studente di origine straniera, avrà compiuto qualche gesto o assunto un atteggiamento che ha scatenato questa aggressiva reazione nel giovane.

Ormai viviamo in una società in cui ai docenti non basta più possedere una buona preparazione culturale per svolgere al meglio il proprio mestiere, ma necessità di una congrua preparazione per poter sapere osservare e intercettare i segnali del disagio che sono sempre espressi, ma di cui quasi nessuno si accorge perché non attrezzato a riconoscerli. In particolare il periodo adolescenziale è quello in cui si manifesta la ricerca di identità e si soffre particolarmente quando non ci si sente accettati e rispettati dai pari o dagli adulti che dovrebbero prendersi cura di loro.
In una società fluida e complessa come quella contemporanea è venuto il momento che tutti i docenti debbano acquisire le competenze necessarie per riconoscere i disagi dei propri studenti, anche quelli che non hanno a che fare con la didattica e gli aspetti cognitivi su cui su concentra la principale attenzione. Non sarà una impresa facile né tantonemo rapida, ma ritengo che sia un passaggio ineludibile e non procastinabile.



