18/04/2026
“Il grande potere di un bravo docente che sa abbracciare il mondo adolescenziale” nel film “Domani interrogo”
Cinema&Teatro

“Il grande potere di un bravo docente che sa abbracciare il mondo adolescenziale” nel film “Domani interrogo”

Mar 23, 2026

Dal 18 febbraio 2026 a cinema  è in proiezione  “Domani interrogo”, un film girato nel 2025 diretto da Umberto Carteni e tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Lombardi Cenciarelli.  Alla stesura della sceneggiatura ha partecipato  anche Herbert Simone Paragnani, un valente sceneggiatore e regista romano. Oltre alla protagonista Anna Ferzetti, definita dalla critica Simona Santoni “una professoressa eroica  in una scuola che fugge”,molto bravi e soprattutto “veri” in  sono stati  gli altri interpreti dei giovani studenti:Fabio Bizzarro, Zoe Massenti, Sara Silvestro, Yothin Clavenzani, Paterne Sassaroli, Lorenzo Bagalà, Miriam Previati, Anita Serafini, Federico Micheli, Morgan Sebastian Wahr, Mounir Khlifi, e ancheMassimo Foschi (nel ruolo di un professore) e Manuela Zero ( nel ruolo di una madre).

Il film è stato girato a Roma e prodotto dallo stesso Carteni con Francesco Palazzi per One Producion e Rai Cinema. Inoltre è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025.

  La vicenda si svolge prevalentemente a Roma, all’interno di un liceo di Rebibbia  dove arriva una nuova docente di lingua inglese. Dall’impatto iniziale con gli studenti della quinta classe, la docente si rende conto del particolare e difficile contesto in cui dovrà operare.  I ragazzi appaiono apatici e svogliati, senza una meta da stabilire e raggiungere nel loro futuro, inconsapevoli del proprio valore personale all’interno della società. Alcuni di loro sono stranieri trapiantati in Italia, altri addirittura convivono con la microcriminalità, altri ancora devono quotidianamente affrontare problemi familiari, affettivi e relazionali, mostrando tutti quanti una evidente incapacità di gestire la propria emotività nel periodo adolescenziale. La professoressa rimane alquanto perplessa e turbata  dall’ardua situazione, ma decide coraggiosamente di intraprendere un percorso formativo bastato sull’osservazione e l’ascolto, attraverso una costante e faticosa ricerca di avvicinamento a questo mondo giovanile così variegato, mostrando una benevola attenzione verso ciascuno dei suoi alunni e cercando di stabilire nell’ambito della scolaresca un clima di fiducia reciproca ove sia possibile recuperare il rispetto delle regole, l’amore per lo studio e la collaborazione  con il convincimento che la cultura possa aiutarli a trovare un orientamento positivo verso il raggiungimento di obiettivi validi e significativi per la loro vita.

Dopo molti scontri, incomprensioni e momenti scoraggianti, dotata di una profonda sensibilità, mossa da una dedizione assoluta verso il proprio lavoro e di un apparente distacco emotivo che le permette di mantenere la calma necessaria per interagire efficacemente con le personalità dei suoi alunni senza perdere la loro stima e il loro affetto che cresce di giorno in giorno, la professoressa riporterà i risultati sperati quasi per tutti, anche se non potrà sottrarsi alla disperazione derivata dalla tragica morte di uno dei suoi amati studenti. Purtroppo l’esperienza concreta ci dimostra che non si può salvare tutti.

Il film, che sembra quasi un documentario che registra tutte le attività didattiche, fondate su spiegazioni e verifiche cui nessuno può sottrarsi, è stato accolto da recensioni generalmente favorevoli da parte della critica cinematografica, con particolare apprezzamento per le scelte dei temi sociali affrontati e per l’interpretazione del cast attoriale che rappresenta i personaggi con profonda autenticità, mettendo in particolare rilievo la Ferzetti, davvero molto calata e credibile nel personaggio.

Damiano Panattoni di Movieplayer.it  apprezza il film, descrivendolo come «estremamente sensibile, capace di parlare direttamente a una generazione sospesa tra la paura e il coraggio», e definendolo «il cinema italiano al suo meglio, anzi un cinema sociale e popolare che invita a scegliere le strade più difficili, senza la vergogna di sbagliare». Pedro Armocida di MYmovies.it scrive che, “sebbene la regia risulti a momenti nervosa e mobile contrapposta ad altri statici e riflessivi, riesce a mettere in atto uno stupefacente meccanismo narrativo molto aderente alle scelte narrative e descrittive della scrittrice Cenciarelli”.

Considerando le difficoltà e i cambiamenti sociali che riguardano in particolare i nostri adolescenti, il mondo della scuola di recente è stato spesso oggetto di serie tv e adesso anche di prodotti filmici , in cui vengono rappresentate le relazioni, i contesti difficili e gli interventi educativi che possono  aver luogo in realtà complesse ed eterogenee dove necessitano delle competenti figure di riferimento aperte a un confronto autentico con i ragazzi, mantenendo autorevolezza , cura dei loro bisogni e attenzione senza pregiudizi alla mentalità e alle problematiche dei giovani.

E’ davvero un film che tutti dovrebbero vedere (come invita a fare Panattoni), in particolare i giovani che ne sono i principali destinatari, ma anche tutti i docenti che vogliono realizzare un contributo importante nella nostra inquietante e fluida società. Spesso molti di loro non credono a quanto di straordinario possa essere  realizzato dal loro lavoro che, oggi più che mai, si mostra indispensabile per guidare e accompagnare i nostri ragazzi nelle “sabbie mobili” della loro esistenza.