Tra realtà e virtualità
Articolo di Angela Di Salvo

Oggi si parla tanto di virtualità e di relazioni e formazione a distanza; è inutile negare che questo tipo di attività ha preso spazio nell’esistenza di molti di noi. Tuttavia a volte ci chiediamo: “Alla fin fine che cosa differenzia davvero la virtualità dalla non virtualità’?“.
Uso di proposito il termine “non virtualità” perché non posso accostare la virtualità alla realtà come se fossero due concetti contrari e opposti. La virtualità è anch’essa una forma ben precisa di realtà; quello che avviene a distanza attraverso gli strumenti tecnologici è perfettamente vero, reale e stimolante come tutto quello che si compie faccia a faccia con la fisicità e la presenza. Non posso nemmeno affermare che la presenza sia più incisiva e pregnante della “non presenza”, anzi senza il corpo che distrae, il cervello si concentra meglio su quello che deve conoscere, sentire e capire, gli stimoli arrivano diretti e amplificati suscitando emozioni, desideri, immaginazione e stati d’animo a volte più intensi e coinvolgenti di quanto accade nella vita “di tutti i giorni”.

È proprio cosi: la virtualità è vera e reale come la vita “normale”, e la finzione e l’inganno avvengono nella dimensione virtuale così come avvengono in quella “non virtuale”. Sul web e nei social le persone comunicano, si commuovono, si arrabbiamo, sognano, fantasticano, si emozionano così come accade nella nostra esistenza quotidiana. Foto e video servono a renderla molto simile “all’altra vita” che noi chiamiamo “reale”. Ho letto che nascono amori e amicizie sincere e solide e che le illusioni con le conseguenti cocenti delusioni hanno lo stesso sapore di quelle che si verificano nella nostra quotidianità. Purtroppo gli adulti non siamo stati educati a esplorare il mondo virtuale con le necessarie competenze per evitare le trappole affettive, le truffe economiche, gli abbagli nelle relazioni a distanza con le persone.

Si impara piano piano sul campo e, dopo molti errori e fregature, poi alla fine ci rendiamo conto che gli esseri umani mantengono e palesano le loro caratteristiche, perfettamente coerenti, anche nella dimensione virtuale. Cambia solo il contesto. Eppure a tutti noi piacerebbe che, in un profondo contatto mentale, senza la materialità del corpo, potessero magicamente venir fuori soltanto le cose belle dell’umanità e del pensiero.
Un bel giorno però arriva la schiacciante verità: il male e il bene esistono ovunque e amano camminare sottobraccio anche nei sentieri del web.



