01/10/2026
Mimmo Dabbrescia. Il tempo dell’incontroa cura di Giovanna Calvenzi
Arte

Mimmo Dabbrescia. Il tempo dell’incontroa cura di Giovanna Calvenzi

Ott 1, 2026

Milano, galleria Area\B
27 novembre 2026 – 17 febbraio 2027

Opening giovedì 26 novembre, ore 18.30

Mimmo Dabbrescia, Fabrizio De André (Genova), 1969. Stampa ai sali d’argento

Dal 27 novembre 2026 al 17 febbraio 2027, la galleria Area\B di Milano presenta la mostra “Mimmo Dabbrescia. Il tempo dell’incontro”, a cura di Giovanna Calvenzi. L’esposizione riunisce circa sessanta fotografie, tra cui alcune inedite, in un percorso che attraversa decenni di sguardi, relazioni e attimi condivisi, restituendo una geografia di incontri con alcune delle figure più iconiche della cultura del Novecento: dagli artisti Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Michelangelo Pistoletto e Renato Guttuso ai grandi protagonisti della musica e dello spettacolo, da Mina a Lucio Battisti, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Raffaella Carrà e Mike Bongiorno, fino ai volti del cinema come Claudia Cardinale, Federico Fellini, Clint Eastwood e Henry Fonda. Il titolo allude alla dimensione sospesa e rivelatrice dell’incontro, fulcro della ricerca di Dabbrescia, che nelle sue immagini trasforma la fotografia in un luogo di prossimità e ascolto.
 
La pratica di Dabbrescia (Barletta, 8 gennaio 1938) nasce nel fotogiornalismo degli anni Cinquanta, quando, appena ventenne, diventa il più giovane fotoreporter del Corriere della Sera. Per il giornale, ma anche per La Domenica del Corriere e per il nascente settimanale Amica, viaggia in diversi Paesi e realizza numerosi reportage, iniziando a costruire un archivio che oggi conta circa 800.000 immagini. Nell’ottobre del 1963 apre una propria agenzia fotogiornalistica, continuando a collaborare con le principali testate italiane iniziando a costruire un archivio che oggi conta circa 800.000 immagini. Entra nel mondo della musica, diventando un collaboratore fisso di Sorrisi e Canzoni, il più importante settimanale del settore. È in breve il fotografo di riferimento di molte case discografiche e, alla fine degli anni Sessanta, si avvicina al mondo dell’arte.
 
La mostra ripercorre questa lunga e straordinaria carriera attraverso ritratti e reportage che testimoniano un modo di fotografare fondato sulla capacità di riconoscere l’attimo e di andare oltre l’immagine pubblica dei protagonisti, cercandone il lato più intimo, quotidiano e meno conosciuto. Musicisti, attori, scrittori e pittori sono colti in momenti privati e di naturalezza, spesso nel loro ambiente o durante il processo creativo. È proprio nella dimensione dell’incontro che Dabbrescia trova la chiave per restituire una presenza autentica, lontana dalla posa e dall’immagine ufficiale.
Un mosaico di volti e situazioni che restituisce così la capacità del fotografo di cogliere la verità dei suoi soggetti, sempre osservati con uno sguardo partecipe e discreto, capace di trasformare il ritratto in una forma di relazione.
 
Accompagna la mostra un catalogo edito da VanillaEdizioni, con un racconto della sceneggiatrice e regista Marina Spada.

Mimmo Dabbrescia, Mina, Mostra internazionale di musica leggera (Venezia), 1968. Vintage, stampa ai sali d’argento (30×20 cm)

Cenni biografici
Mimmo Dabbrescia nasce a Barletta. Negli anni ’50, si trasferisce con la famiglia a Milano. Inizia a lavorare con Fedele Toscani, che collabora con il Corriere della Sera e successivamente viene assunto dal quotidiano milanese. Per il Corriere, ma anche per la Domenica del Corriere e per l’allora nascente Amica, gira il mondo realizzando reportages dagli Stati Uniti all’Urss al Canada. È il più giovane fotoreporter del quotidiano ma, nell’ottobre del 1963, lascia il Corriere per aprire una propria agenzia fotogiornalistica continuando a realizzare reportages per i maggiori settimanali e, poi, anche per le più importanti case discografiche.
Agli inizi degli anni Settanta avviene il primo incontro con alcuni pittori che lo fanno avvicinare al mondo dell’arte. Intraprende quindi un percorso fotografico alla ricerca del lato meno noto dei pittori e pubblica diversi libri fotografici sui maggiori artisti contemporanei: Dalì, Guttuso, De Chirico, Baj, Music, Hartung, Migneco, Dova, Sassu, ecc.
Il primo volume è Visti Così (1973), che viene premiato dalla Provincia di Milano, seguito da obbiettivo sull’arte (1974) e da Uomini e arte (1977). La stessa passione per l’arte lo porta, nel marzo 1975, a fondare, con Bruna Coradini, la rivista Prospettive d’arte, che dirigerà per oltre vent’anni.
Nel 1992 pubblica Omaggio alla Polinesia, un viaggio con Salvatore Fiume in Polinesia sulle orme di Gauguin cent’anni dopo. Inizia quindi l’attività editoriale, realizzando tirature limitate di grafica d’autore, multipli d’arte e libri per bibliofili, organizza mostre e, infine, apre una Galleria d’arte, diretta oggi dai figli Paolo e Riccardo.
Negli anni ha realizzato reportages in Thailandia, Brasile, Cina, Cuba, Messico, Marocco, Tunisia, Spagna, Egitto, Kenia, India, Vietnam, Cambogia, Usa e Russia.
Nel 2012 Laura Lorusso ha discusso la tesi di laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, sul lavoro di Mimmo Dabbrescia.