26/08/2026
Oltre le etichette: il messaggio di Monica Zaulovic, ventisei anni accanto alle persone
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Oltre le etichette: il messaggio di Monica Zaulovic, ventisei anni accanto alle persone

Ago 26, 2026

Le parole hanno un peso, ma da sole non bastano a cambiare la realtà.

È questo il filo conduttore del pensiero di Monica Zaulovic, giornalista, educatrice, insegnante e da oltre ventisei anni impegnata nel sociale, che torna a riflettere su un tema a lei particolarmente caro: quello delle etichette.

Già nella prima edizione del suo libro “Io voglio capire”( 2012), affrontava il delicato argomento del linguaggio utilizzato nei confronti delle persone con disabilità, sottolineando come il cambiamento dei termini possa rappresentare un passo avanti, ma non debba mai diventare il traguardo, come riportato in un suo articolo pubblicato il 3 agosto 2026 sul quotidiano “ Il meridiano” delle province di Trieste e Gorizia.

Negli anni, infatti, la società ha assistito a una continua trasformazione delle definizioni: lo spazzino è diventato operatore ecologico, il bidello collaboratore scolastico, il portatore di handicap persona con disabilità. Cambiamenti importanti quando restituiscono dignità e rispetto, ma che, secondo Zaulovic, rischiano di rimanere vuoti se non sono accompagnati da un autentico cambiamento culturale.

La sua riflessione nasce da un’esperienza concreta maturata come  educatrice, insegnante, formatrice e componente di associazioni. Ma c’è un aspetto che considera il più prezioso di tutti: il contatto quotidiano con la comunità. Infatti, ad oggi, è anche la referente della sezione Pari Opportunità, Inclusione e ascolto dei Cittadini della lista Civica Idea Giuliana della città di Trieste.

«Osservare, ascoltare e accogliere» rappresentano, per lei, la più grande scuola di vita. È proprio questo legame costante con le persone che le permette di cogliere i bisogni reali della società, quelli che spesso sfuggono a chi osserva soltanto dall’esterno.

Secondo la Monica Zaulovic, oggi si investono molte energie nel trovare il termine più corretto o più rispettoso. Un esercizio certamente utile, ma che non può sostituire il rispetto autentico. Per lei  il rispetto è qualcosa di molto più profondo: è ascolto, empatia, presenza. È la capacità di guardare oltre ogni etichetta, oltre ogni maschera e oltre quei ruoli che la società, talvolta, impone alle persone.

«Solo quando ci si incontra davvero, sostiene, le differenze smettono di essere barriere e diventano semplicemente parte della ricchezza umana. »

È questa la strada che, secondo Zaulovic, conduce a una «società realmente inclusiva, nella quale le pari opportunità non siano uno slogan o un principio astratto, ma un diritto vissuto ogni giorno, in ogni ambiente, in ogni relazione e in ogni settore della vita. »

Perché il vero cambiamento non nasce da una parola diversa, ma da uno sguardo diverso.

 Uno sguardo capace di riconoscere il valore di ogni persona.

Di tutte. Senza eccezioni.

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