11/06/2026
CNR2 celebra Ruggero II: dal convegno del 26 gennaio alla rievocazione del 1 febbraio 2026
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CNR2 celebra Ruggero II: dal convegno del 26 gennaio alla rievocazione del 1 febbraio 2026

Feb 3, 2026

PALERMO – Sala Mattarella piena, pubblico attento per tutto il pomeriggio e un clima da “evento riuscito” percepibile già all’ingresso: il convegno “Ruggero 1130 – La nascita di un Regno”, ospitato il 26 gennaio al Palazzo dei Normanni, ha registrato una partecipazione ampia e trasversale, confermando che la storia normanna, quando viene raccontata con rigore e capacità divulgativa, riesce ancora a parlare alla città.  Presenti all’evento l’Assessore Pietro Alongi e il Sindaco di Ficarazzi  Giovanni Giallombardo oltre a nomi di spicco del mondo della cultura.

                                                                                                                                                                         A promuovere l’iniziativa è stata l’Associazione Nazionale Cultura e Rievocazione Croce Normanna di Ruggero II (CNR2), con un lavoro organizzativo che – a detta degli stessi promotori – ha trovato nella risposta del pubblico la sua misura più evidente.

«Abbiamo percepito interesse da parte di tutti gli invitati al convegno e la sala gremita ha dato molta soddisfazione», ha commentato Diego Leggio, presidente CNR2, a margine dell’incontro, sottolineando come l’attenzione non sia stata soltanto “di presenza”, ma legata ai contenuti e alle motivazioni individuali di chi era in sala: «Una soddisfazione sia dal punto di vista tematico che da quelli che sono stati gli interessi personali di ognuno degli assistenti». Una lettura condivisa anche dalla vicepresidente dell’associazione Maria Pia Esposito , che ha rimarcato,  il clima partecipato e la qualità complessiva degli interventi, oltre alla riuscita del coinvolgimento delle scuole e delle realtà cittadine presenti.

Una sala che segue, prende appunti, domanda: il pubblico come protagonista

Uno dei segnali più evidenti della buona riuscita del convegno è stato il dialogo con il pubblico: non semplici applausi di circostanza, ma domande, curiosità, richieste di chiarimento. Leggio ha voluto evidenziare, in particolare, la presenza degli studenti del Liceo Classico Internazionale “Giovanni Meli”, accompagnati dalle docenti Chiara Barraco e Nuria Rojas. Non una comparsa “di rappresentanza”, ma una partecipazione attiva: «Interessanti sono stati gli interventi dei ragazzi… con domande sulla tematica hanno potuto rendersi conto e rendere agli altri quale è stato il lavoro svolto da loro stessi nell’apporto culturale del convegno». Un passaggio tutt’altro che secondario, perché colloca l’appuntamento del 26 gennaio dentro un percorso che, nelle intenzioni della CNR2, non vuole limitarsi alla rievocazione o al convegno in sé, ma diventare un progetto di educazione culturale e cittadinanza storica.

La soddisfazione espressa dai promotori riguarda anche il livello delle relazioni. «Sono molto soddisfatto del lavoro svolto dai relatori», ha ribadito Leggio, ringraziando per il contributo di studio e di divulgazione, capace di rendere accessibili questioni complesse senza perdere accuratezza. Il tema, del resto, è tra i più densi e identitari per Palermo e per la Sicilia: il 1130 non è una data “celebrativa” generica, ma un passaggio politico-istituzionale che segna la nascita del Regno di Sicilia e una stagione in cui l’isola diventa laboratorio di convivenza, organizzazione amministrativa e potenza mediterranea.

Tre relazioni, un’unica traiettoria: comprendere Ruggero II dentro la macchina del Regno

Il cuore dell’approfondimento è stato affidato alle relazioni dei tre relatori, ciascuna con un taglio specifico e complementare: ricostruzione visiva e politico-economica, radici storiche dei Normanni e genesi istituzionale dello “stato” ruggeriano. Il risultato, nel complesso, è stato un racconto stratificato: non solo il sovrano “iconico”, ma l’insieme di condizioni, scelte e strumenti che fanno di Ruggero II il punto di svolta di un’epoca. A moderare magistralmente il convegno è stato il Dott. Vincenzo Arena, professionista in Economia e Segretario dell’Associazione Croce Normanna di Ruggero II, da sempre attivo anche in ambito civile e culturale

Mariano Lanza: una “storia per immagini” dal 1112 alla morte del re

Il professor Mariano Lanza, coordinatore del Cenacolo Culturale, ha costruito il suo intervento come un vero e proprio viaggio visivo: quasi 90 immagini e diapositive proiettate e commentate in sala, con l’obiettivo di far “vedere” la storia mentre la si ascolta. «Il mio intervento è stato caratterizzato dalla visione di quasi 90 immagini… che in poche parole hanno raccontato la storia di Ruggero, la sua politica della Sicilia, dal 1112 fino alla morte del re stesso», ha spiegato.

Lanza ha aperto dalle origini, con una scelta simbolica: l’immagine di Adelasia del Vasto accanto ai figli, includendo Ruggero bambino. Una figura che, nella lettura di Lanza, assume un ruolo fondativo: “la madre del Regno di Sicilia”. La prima parte del percorso si chiude sul matrimonio fra Ruggero ed Elvira di Castiglia, che non è soltanto dato biografico, ma snodo diplomatico e culturale.

Da qui, la relazione ha preso respiro economico e sociale. In una sezione definita “Una terra fiorente”, Lanza ha insistito sulla ricchezza produttiva della Sicilia normanna: vino, olio, grano, pasta, esportazioni. Non come elenco folkloristico, ma come premessa politica: la ricchezza consente esercito e flotta, e quindi strategia mediterranea. In altre parole, il Regno non nasce solo da un atto di potere: nasce anche da una capacità di amministrare e generare risorse.

Un passaggio centrale, nella ricostruzione di Lanza, è la fase che precede la piena istituzione del Regno: territori normanni “commistati”, volontà politica in formazione, costruzione progressiva dell’idea di “nazione”. Lanza ha chiuso questa sezione con un riferimento decisivo: le Assise di Ariano (1140), descritte come quel codice normativo capace di fare “dei siciliani un popolo”. È uno dei punti chiave per capire Ruggero II non soltanto come conquistatore, ma come legislatore e organizzatore.

Poi lo strumento militare: flotta ed esercito. Qui Lanza ha evocato figure e assetti che riportano la Sicilia al centro del Mediterraneo: la potenza navale, l’organizzazione delle forze, la composizione multietnica della macchina militare – cavalleria pesante normanna, fanteria lombarda, milizia arabo-musulmana. E ancora la fase espansiva del 1147, in piena seconda crociata, con le incursioni contro l’impero bizantino e il ritorno in patria di ricchezze e competenze: tessitrici, maestri del mosaico, artigiani e saperi che trasformano Palermo e l’isola.

Da qui, uno dei nuclei più affascinanti: il Regno come stato multirazziale e multiculturale, dove – almeno durante Ruggero – musulmani, latini, ebrei e greci convivono. Una convivenza che non è ideale astratto, ma sistema di governo e cultura materiale, visibile ancora oggi nel patrimonio arabo-normanno. Nelle ultime sequenze, Lanza ha spinto lo sguardo fino all’eredità e alle fragilità del dopo Ruggero: lutti, successione, l’ombra degli Hohenstaufen che entrerà nel Regno anche attraverso Costanza. In conclusione, due cartine: il Regno di Sicilia come estensione geopolitica, un’entità mediterranea di grandezza sorprendente nel quadro europeo dell’epoca.

Roberta Strano: dalle radici vichinghe agli Altavilla, l’epopea che prepara Ruggero II

La relazione della dott.ssa Roberta Strano, tesoriere CNR2 e scrittrice, ha scelto un taglio genealogico e storico-lungo: riportare i Normanni alla loro origine, prima ancora che diventino “Normanni di Sicilia”. Un modo per chiarire che la storia del 1130 non nasce dal nulla, ma da un percorso di migrazioni, conquiste e adattamenti.

Strano ha avviato il racconto dai Vichinghi e dal Nord Europa, seguendo la trasformazione di “uomini del Nord” in protagonisti di una nuova stagione politica nel continente, fino al loro approdo nelle vicende italiane e infine siciliane. Da qui i grandi nomi: Roberto il Guiscardo e Ruggero I, il Gran Conte, primo d’Altavilla. Il punto non è soltanto la cronaca delle conquiste, ma il cambiamento che esse producono: l’isola viene unificata e, già con Ruggero I, si avvia quella struttura di potere che con Ruggero II diventerà regno vero e proprio.

Il dato temporale evidenziato nella relazione è significativo: dal 1051 al 1091, in circa trent’anni, i Normanni completano la conquista della Sicilia. Un tempo breve, se guardato in prospettiva storica, e capace di spiegare perché l’assetto normanno si presenti poi, nel XII secolo, come una realtà già organizzata, pronta a compiere il salto istituzionale del 1130. L’“epopea degli Altavilla”, nella lettura di Strano, è dunque la premessa necessaria per comprendere la figura di Ruggero II non solo come erede, ma come innovatore che consolida e reinventa.

Giuseppe Bagnasco: il Regno come laboratorio dello Stato moderno

Il terzo intervento, affidato a Giuseppe Bagnasco, presidente dell’Ottagono Letterario di Palermo, ha puntato dritto sul nodo concettuale: perché il Regno di Ruggero II è considerato, da molti studiosi, un prototipo di modernità istituzionale? Bagnasco ha proposto una sintesi ampia dell’esperienza siculo-normanna, definendola non come parentesi locale, ma come modello politico di respiro europeo.

La sua immagine più efficace è diventata quasi una formula: il Regno di Ruggero ebbe «la forza della spada normanna, l’eleganza di una veste bizantina e la cultura di una scuola araba». Un trinomio – forza, stile, scienza – che, nella sua lettura, non solo caratterizza l’identità siciliana del tempo, ma spiega anche il fascino persistente di quell’epoca: una Sicilia capace di tenere insieme componenti diverse senza annullarle.

Bagnasco ha elencato poi i “pilastri” concreti: cancelleria, burocrazia, catasto, moneta unica (il ducato), unificazione legislativa, sedi statali degli studi, costruzione di cattedrali e castelli. Non un inventario celebrativo, ma la dimostrazione che Ruggero II costruisce un apparato statale stabile, con strumenti amministrativi e culturali che anticipano dinamiche dello Stato moderno occidentale.

C’è anche un passaggio più delicato e affascinante: la legazia apostolica, che permette al sovrano di approvare nomine episcopali, intrecciando potere religioso e temporale. Un punto che, nelle parole di Bagnasco, rende Ruggero una figura politicamente “totale”, capace di unificare funzioni e autorità in una forma di governo molto avanzata per il tempo. E infine la “chicca” evocata dal relatore: lo studio delle correnti dello Stretto di Messina per l’ipotesi di un ponte che collegasse i territori del Regno – elemento che, al di là della fattibilità storica, suggerisce la portata visionaria attribuita al sovrano.

Il 1 febbraio, il momento culminante: la rievocazione dell’incoronazione di Ruggero II

Il ciclo di iniziative “Ruggero 1130 – La nascita di un Regno” non si è esaurito con la giornata di studio del 26 gennaio. A completare il percorso, infatti, l’Associazione Nazionale Cultura e Rievocazione Croce Normanna di Ruggero II ha voluto costruire tre momenti distinti ma convergenti, capaci di unire rigore storico e partecipazione cittadina. Il 1 febbraio 2026 si è tenuto così l’atto conclusivo, pensato come il “clou” dell’intera iniziativa: la rievocazione storica dell’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, evento simbolico che richiama non soltanto un passaggio dinastico, ma la nascita stessa di un Regno e di una stagione di straordinaria complessità culturale per la Sicilia.

Come previsto dal programma, il Corteo Reale avrebbe dovuto muoversi da Porta Felice, fare sosta ai Quattro Canti e giungere fino al sagrato della Cattedrale di Palermo, dove era prevista la rappresentazione finale. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse hanno imposto un cambiamento dell’ultimo momento. La rievocazione si è quindi svolta al coperto, presso l’ex Chiesa di San Mattia dei Crociferi, spazio messo a disposizione con il patrocinio del Comune, permettendo comunque di salvaguardare l’elemento centrale della giornata: l’atto scenico dell’incoronazione.

Il presidente dell’associazione, Arch. Diego Leggio, ha sottolineato come questa terza giornata rappresentasse il coronamento di un percorso pensato per promuovere cultura attraverso la storia normanna: «C’è stata la volontà di generare tre momenti interessanti… questo è stato il clou della nostra iniziativa, cioè promuovere cultura all’interno di un ciclo dedicato ai Normanni in Sicilia, nella fattispecie a Ruggero II». Nonostante la rinuncia al corteo itinerante, Leggio ha evidenziato come l’obiettivo fosse stato comunque raggiunto, anche in una dimensione più raccolta: «Avremmo voluto fare in grande stile, ma in intimità, tra conoscenze e amici, abbiamo comunque concluso quello che era il nostro obiettivo».

Il senso profondo dell’iniziativa rimane infatti quello di riaccendere nel cittadino palermitano una “sete di cultura”, restituendo centralità a una figura che non fu soltanto sovrano, ma simbolo di convivenza mediterranea e apertura politica. La giornata del 1 febbraio ha così chiuso un percorso che ha intrecciato divulgazione, approfondimento e rievocazione, dimostrando come la storia normanna possa ancora diventare linguaggio vivo, spazio di identità e occasione di partecipazione civile.

Scuola, sport, istituzioni: la rete che fa progetto

Accanto ai contenuti storici, il convegno del 26 gennaio ha mostrato un’impostazione precisa: non evento isolato, ma piattaforma per costruire alleanze culturali. In questo senso va letta la presenza, richiamata dal presidente Leggio, non soltanto delle scuole, ma anche di realtà sportive come il Volley Ficarazzi. L’obiettivo dichiarato è intrecciare cultura e tradizioni, includendo anche aspetti meno attesi come le pratiche sportive storiche: l’idea di costituire due squadre di palla romana, collegandola ai primati e alle tradizioni del Regno di Sicilia e mettendola in dialogo con altri patrimoni di gioco storico, come il calcio fiorentino.

Nelle dichiarazioni del presidente emerge inoltre un orizzonte di interlocuzione istituzionale più ampio: inviti, tavoli tecnici, progetti con amministrazioni locali e con il Comune di Palermo, con l’intenzione di creare un percorso di valorizzazione culturale stabile, non episodico. In questa prospettiva si colloca anche l’intenzione – annunciata da Leggio – di sviluppare un prodotto narrativo e audiovisivo: la volontà di lavorare a un film e di utilizzare come canovaccio il romanzo storico “Il mio nome è Ruggero”, in uscita a breve, con l’idea di coinvolgere anche scuole e istituti a indirizzo musicale per futuri apporti scenici e sonori.

Un successo che prepara il prossimo capitolo

Se il convegno del 26 gennaio ha avuto il sapore della conferma – per partecipazione e qualità – il calendario del progetto non si ferma qui. Il percorso, infatti, prosegue con la giornata di rievocazione legata all’incoronazione di Ruggero II, momento scenico e simbolico in cui la ricerca storica si traduce in narrazione pubblica e in esperienza cittadina.

La sensazione, dopo la giornata al Palazzo dei Normanni, è che il progetto CNR2 stia trovando una formula efficace: unire cronaca culturale e approfondimento, coinvolgere scuole e associazioni, aprire dialoghi istituzionali e restituire alla città una pagina fondativa della propria identità. E soprattutto farlo con una modalità che non chiede al pubblico un atto di fede, ma offre strumenti: immagini, dati, contesti, letture, domande.

In altre parole, il successo di pubblico non è stato soltanto un numero: è stato un segnale. Palermo, quando la storia le viene restituita in modo vivo e circostanziato, risponde.

E il cammino dell’Associazione Croce Normanna di Ruggero II è già pronto a proseguire: il prossimo appuntamento è atteso per aprile, in occasione della festa di San Giorgio, nuova tappa di un percorso che intreccia memoria, identità e partecipazione culturale.