Anna Fiore: una voce autentica e spontanea nella poesia contemporanea
Anna Fiore è una poetessa che trasmette la sincerità e la spontaneità della parola. La sua poesia, lontana da artifici e orpelli, affonda le radici nella vita vissuta, nei sentimenti e nelle esperienze quotidiane. Con uno stile diretto e sincero, le sue opere raccontano le emozioni semplici della vita. Il riconoscimento attribuitole al Quarto Concorso Internazionale di Poesia ‘Premio Madonna dell’Arco’ non è solo una vittoria personale, ma il voler dare un premio a un sentimento condiviso che risuona nei cuori di chi legge le sue poesie. In questa intervista, Anna Fiore ci parla della sua arte, delle sue fonti di ispirazione, e dei temi che più la riguardano
- Anna Fiore, cosa rappresenta per lei la vittoria del Quarto Concorso Internazionale di Poesia ‘Premio Madonna dell’Arco’? E’ una soddisfazione, non per ego personale, ma per la consapevolezza che il mio sentimento era gradito e condiviso dalle persone e dalla Commissione.
- Le sue poesie raccontano storie e riflessioni di vita vissuta. Quanto della sua esperienza personale ritroviamo in poesie come ‘Poeti nascosti nell’ombra’ o ‘Sulla collina’? In quasi tutte le poesie c’è un riflesso delle esperienze personali, quindi potremmo affermare che sono autobiografiche, testimonianza della vita vissuta.
- Il suo stile è stato descritto come sincero e spontaneo, privo di artifici. Questo approccio nasce da una scelta consapevole o è il riflesso del suo modo di essere? C’è solo spontaneità, che in particolari momenti ho potuto esternare dei sentimenti a volte forti, alcune volte allegri o semplicemente tristi, in parole povere riflettono il proprio stato d’animo. quindi, secondo il mio modesto parere, potrei definire che la poesia è una fotografia dell’anima.
- In ‘Poeti nascosti nell’ombra’ parla di versi che portano riflessioni e coraggio. Crede che la poesia abbia il potere di cambiare chi la legge? La poesia scruta l’anima, in certi momenti ti fa ritornare bambina, a volte ti proietta nel futuro, quindi scuote l’anima di chi legge, a volte anche se letta superficialmente, fa riflettere.
- Qual è il significato del silenzio in ‘Sulla collina’? È più un rifugio o una sfida per lei? Mi sono trovata per puro caso, in quel luogo, ricco di natura, ma a lungo andare, sentivo il bisogno di tornare alle mie origini.
- Il ritorno al suo paese natale, descritto in ‘Sulla collina’, è un tema nostalgico o un simbolo di radici e identità? E’ una riflessione che lo stato d’animo cerca, mi rifugio quando la vita diventa troppo caotica, ma allo stesso tempo troppa solitudine ti spinge al contatto della vita cittadina. è una sorte di equilibrio, che ti spinge a staccarti dalla spina per avere un po’ di pace. ma nello stesso tempo, senti il bisogno di avere contatti con il mondo.
- Da cosa trae ispirazione per le sue poesie? Eventi quotidiani, persone o magari la natura? Le mie ispirazioni non si soffermano a determinate persone o ad eventi della natura, ma da quello che colpisce l’anima ed i sentimenti.
- Come descriverebbe il suo rapporto con i lettori? Immagina un dialogo tra loro e i suoi versi? Il dialogo è semplice, li ascolterei con piacere, dai loro commenti, gradirei che i miei versi abbiano portato riflessioni, ma soprattutto avrebbero contribuito a far intravedere amore.
- Quali sono i poeti o le opere che l’hanno influenzata maggiormente nel suo percorso artistico? In verità, chi mi ha spinto a scrivere versi per la prima volta è stata mia mamma, la quale scriveva semplicemente delle piccole strofe, quotidianamente nell’ambito domestico, in seguito ho apprezzato Trilussa, poeta ironico e verace.
- Ora che la sua silloge sta per essere pubblicata, quali sono le sue speranze? Cosa vorrebbe che i lettori portassero con sé dopo averla letta? Riflessione, speranza e coraggio, ma soprattutto ottimismo, non arrendersi mai. in quanto l’amore in senso lato è l’arma vincente dell’umanità.



