18/04/2026
L’Ultima sedia
Raccolte Racconti Brevi

L’Ultima sedia

Feb 8, 2025

Il Racconto è stato gentilmente concesso dall’autrice Maria Antonietta Maule

Ricordo che andavo spesso ad ascoltare le presentazioni dei libri scritti dagli autori che mi interessavano, quando avevo più tempo libero mi recavo nelle biblioteche, dove sbirciavo tra gli scaffali di testi catalogati per argomento, scegliendo la tematica che mi interessava in quel periodo della mia vita.

Un sabato pomeriggio andai in un rinomato Caffè Letterario dove un’amica esordirà con il suo primo romanzo. Aveva ben pensato di invitare amici e conoscenti ma, alla fine, la sala si riempì anche di signore e signori, forse incuriositi dalla presentazione di quel libro che descriveva l’amore per sé stessi e verso gli altri: argomento che sembrerebbe banale ma che così non era, nemmeno per la mia amica che aveva provato a descriverlo. La sala era abbastanza capiente da contenere una cinquantina di persone, inoltre, c’ erano faretti dalle luci soffuse blu e gialle per creare l’atmosfera giusta per l’ascolto.

La mia amica iniziò a parlare presentandosi e descrivendo il suo libro, suddiviso in capitoli: la ascoltavo, rapita sia dalle sue parole, sia dal modo con il quale si esprimeva. Aveva la voce che lasciava trasparire la sua emozione ma, nonostante questo, cercava di concentrarsi con tutta sé stessa.

Un applauso ruppe quel clima forse un po’ troppo serio e l’autrice, sorridendo compiaciuta, disse rivolta ai presenti:

” Grazie per il vostro interessamento, ora, se qualcuno lo desidera, potrà espormi i suoi pensieri e le sue domande “.

Seguirono alcuni minuti di silenzio finché un signore con gli occhiali e dall’ aria gioviale, chiese:” Signora, perché ha scelto proprio l’amore come argomento del suo libro? È un tema scritto in molte sfumature, anche da altri autori!”, quell’uomo le rivolse la domanda sorridendo, quasi per non metterla a disagio.

 La mia cara amica, abbassò lo sguardo come per riflettere, poi, alzando la testa, rispose:” Vede signore, l’amore per sé stessi non è un argomento banale perché, noi esseri umani, a volte ci disperdiamo, inghiottiti dalla quotidianità, senza porci domande su cosa è bene o meno per sé. L’ amore verso gli altri può assumere varie forme: dall’ amare i figli, il proprio compagno, le amicizie fino a sfociare in compassione, cioè patire insieme con, come dice la sua etimologia “.

Il pubblico, silenzioso, ascoltava l’autrice, ne seguì un interessante dibattito sulla tematica del libro e, in cuor mio, fui davvero contenta per come la mia amica riprese a parlare con sicurezza. Terminati la presentazione e il dibattito, le furono consegnati una pergamena di riconoscimento e un mazzo di fiori: rose, tulipani e gigli che la mia amica apprezzò, quasi commuovendosi mentre alcune copie del suo romanzo erano esposte su uno scaffale, in bella vista.

Mi alzai per abbracciarla e per congratularmi, quando lei esordì con questa esclamazione:” Mia cara amica, che gioia vederti!” Sorridendo, parlammo del suo libro.

Dopo un po’ di tempo mi congedai, salutando anche qualche persona che conoscevo e mi incamminai verso l’uscita. All’ ultima sedia, seduta e con un viso triste, vidi una giovane donna, dai capelli neri e gli occhi scuri, i nostri sguardi si incontrarono: aveva il volto sofferente.

Mi avvicinai per provare a chiederle qualcosa dicendo:” Signora, perché è qui, sola, seduta all’ ultima sedia? Posso sedermi vicino a lei?”. La donna mi guardò e pianse, io rimasi sconcertata, dispiaciuta per quell’ essere umano, sola e in lacrime, sebbene non la conoscessi.

” Non riesco a darmi pace” iniziò a parlare la giovane ” ho perduto il mio bambino alla dodicesima settimana di gravidanza. Mio marito continua a sgridarmi non comprendendo il mio dolore…”.

I singhiozzi erano uniti al respiro affannato della donna, alla quale era successo un fatto così drammatico. La ascoltai, poi, guardandola negli occhi, le chiesi di seguirmi per uscire dalla sala e così fece, con il suo viso coperto di lacrime. Fuori il sole riscaldava la pelle, non c’era vento e la strada era deserta, così la invitai a una passeggiata per poi prenderci un buon caffè al bar del centro città.

La donna cominciava a rasserenarsi e, dopo aver pianto a lungo, disse sottovoce:” Grazie “.

Ci incamminammo verso un viale dove crescevano tigli profumati. Pensavo che non volevo più vedere nessuno all’ultima sedia, anche questo è amore.

Tratto dalla raccolta Umani e infelici che potete trovare al link https://www.mondadoristore.it/Umani-e-infelici-Maria-Antonietta-Maule/eai979122145808/?srsltid=AfmBOooTylOdLZxO8ImXPJ4ebhqL0ZIjMS1D5dJPVy0-vqZykiVxCCtY