11/06/2026
“Frame of Sicily” racconta a Palermo 100 anni di scatti fotografici della famiglia   Scafidi
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“Frame of Sicily” racconta a Palermo 100 anni di scatti fotografici della famiglia   Scafidi

Ott 16, 2024

L’evento 100 anni degli Scafidi” rappresenta una celebrazione straordinaria della storia e della cultura siciliana attraverso l’obiettivo della famiglia Scafidi, una delle più importanti famiglie di fotografi della Sicilia. La mostra, intitolata “Frame of Sicily“, è stata inaugurata sabato 12 ottobre, a Palermo, all’interno della splendida “Villa Igiea” e rimarrà aperta per un mese, offrendo ai visitatori uno sguardo unico sulla Sicilia catturata da tre generazioni di fotografi: Giusto, Nicola e Pucci Scafidi.

Nicola

Scafidi

Giusto

Scafidi

Giusto Scafidi, ritrattista della “Palermo Felicissima“, immortalava l’élite palermitana con ritratti che rappresentavano uno status symbol, simili ai dipinti di un tempo. Fra i suoi celebri clienti, vi era anche Donna Franca Florio. Nicola Scafidi, invece, ruppe con la tradizione paterna per diventare un reporter, spostando l’obiettivo dalla ritrattistica d’élite alla cronaca di strada, documentando la Sicilia del dopoguerra, i grandi eventi politici e culturali, fino agli anni del boom economico. Pucci Scafidi, figlio di Nicola, è oggi un innovatore che celebra la bellezza della Sicilia con tecniche moderne, come la “fotografia materica”, dove la materia si fonde con l’immagine, trasformando i suoi scatti in esperienze sensoriali. La mostra “Frame of Sicily” raccoglie dodici scatti di Pucci che raccontano una Sicilia dai colori vivaci e contrastanti, tra paesaggi mozzafiato e scorci di vita quotidiana. La fotografia, per Pucci, è un mezzo per esprimere l’amore profondo verso la sua terra e invitare il pubblico a scoprire la ricchezza culturale e naturale dell’isola.

Frame of Sicily” omaggio alle trasformazioni sociali

Pucci Scafidi

Frame of Sicily” non solo ripercorre un secolo di evoluzione artistica e tecnica dello studio fotografico fondato dalla famiglia a Palermo, ma rende anche omaggio alle trasformazioni sociali, culturali e paesaggistiche della Sicilia, documentate con stili e prospettive diverse. Oltre alla mostra, l’evento ha incluso la presentazione di uno short movie, che ha tracciato il percorso artistico e documentaristico dei tre fotografi, evidenziando l’eredità visiva lasciata da Giusto e sviluppata dalle successive generazioni. Il traguardo dei 100 anni di attività rappresenta una testimonianza del valore del lavoro della famiglia Scafidi e della loro capacità di raccontare la Sicilia in modo autentico, mantenendo viva la memoria storica e culturale di questa meravigliosa isola.

 La tecnica della “fotografia materica” di Pucci Scafidi

“In occasione di questi 100 anni – racconta Pucci Scafidi – ho affinato qualcosa che avevo già sperimentato, una tecnica in cui la materia incontra la fotografia. Un’evoluzione del lavoro che porta ad elaborare gli scatti con resine ed altri materiali, applicate al supporto di stampa che trasformano alcuni dettagli dell’immagine in qualcosa che si può vedere ma anche toccare”.

Pucci Scafidi, con la sua fotografia materica riesce infatti a realizzare un ponte tra il passato e il presente, unendo la tradizione della fotografia analogica con l’arte contemporanea. Questa innovazione – come lui stesso ci ha spiegato- trova le sue radici nella sua esperienza giovanile, quando insieme al padre sviluppava pellicole in bianco e nero. Durante questo processo, venivano utilizzate tecniche come la “mascheratura” per gestire la luce e mettere in risalto o attenuare alcune parti dell’immagine. Da questa pratica, Scafidi ha tratto ispirazione per sviluppare la sua tecnica moderna, in cui inserisce materiali direttamente sulla fotografia. La fotografia materica non si limita alla visione dell’immagine, ma invita l’osservatore a toccarla, rendendola un’esperienza multisensoriale. L’applicazione di resine e materiali prima della stampa trasforma l’immagine bidimensionale in un’opera tridimensionale, evidenziando determinati dettagli del fotogramma con rilievo e profondità. La fisicità della materia diventa così una parte essenziale del significato dell’opera, arricchendola e dando vita a un dialogo tra l’immagine e lo spettatore.

«Considero questa tecnica-spiega Scafidi-un’intuizione personale, piuttosto che una scoperta rivoluzionaria. Sebbene attualmente sia l’unico a utilizzarla, prevedo che anche altri fotografi potrebbero sperimentare con questa metodologia in futuro. Tuttavia, ciò che è fondamentale per me è mantenere il rispetto per la fotografia stessa, non alterandola arbitrariamente, ma piuttosto evidenziando parti specifiche del fotogramma per esaltare l’immagine. In questo senso, la fotografia materica diventa un mezzo di espressione innovativo, che rende l’arte fotografica non solo visibile, ma anche tangibile, creando un’interazione unica tra l’opera e chi la osserva».

L’evento a “Villa Igiea” è stato un grande successo, con una notevole affluenza di pubblico e giornalisti, e la presenza del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che   ha ulteriormente sottolineato l’importanza dell’occasione. Realizzato con il patrocinio di prestigiose istituzioni  come la “Fondazione Federico II“, “Villa Igea Roccoforte Hotel”, “Firriato”, “Cantine Florio” e “Flamant”, l’evento non è stato solo un tributo alla famiglia Scafidi, ma anche un omaggio alla cultura, alla storia e alle eccellenze della Sicilia.