IX edizione della Via dei librai, Artigiani di pace con Spazio Cultura di Nicola Macaione
Nicola Macaione e di Spazio Cultura, una delle librerie storiche di Palermo
Si è proprio così. La nostra storia come librai risale al 1943 in piena Seconda Guerra Mondiale, con mio nonno, durante lo sbarco degli americani in Sicilia. La nostra prima licenza fu firmata da Charles Poletti. In quel periodo mio nonno, Rosario Macaione, lavorava come ragioniere presso la libreria Agate che poi fu la Libreria Dante già Agate ai quattro Canti. Con la crisi economica di cui risentì anche questo settore, poiché le stampe a piombo erano molto costose, molte librerie chiusero. Nel periodo della ripresa, mio nonno decide di riaffacciarsi al mondo delle librerie e ne aprì una in via Maqueda, facente angolo con via Sant’Agostino. Da lì ci spostammo in Via Roma con una succursale in via Mariano Stabile e infine nel 1967 arrivammo all’attuale sede in via Marchese di Villabianca. Mio padre Pietro Macaione e mio zio Umberto continuarono questo percorso e dopo di loro io con mia figlia Rosa già arriviamo alla quarta generazione.
Come nasce Spazio Cultura
Con mia figlia nel 2011 ci siamo trovati a valutare la crisi incipiente e sempre più cronica del mondo del libro. Valutammo che la risposta a ciò che stava accadendo era inventarsi “qualcosa di nuovo”. Così si è deciso di puntare su una libreria dinamica e abbiamo creato Spazio Cultura, che è una società in cui abbiamo coinvolto un amico, Francesco Paolo Vassallo. E’ un marchio che prevede una parte che riguarda la libreria Macaione in cui si cura l’edizione dei libri, e la parte dell’ organizzazione degli eventi culturali, dove abbiamo ospitato presentazioni di libri, concerti musicali, proiezioni multimediali, rappresentazioni teatrali, installazioni, mostre fotografiche, pittoriche e di sculture.
Quindi come potremmo definire questo progetto
Noi ci definiamo come una sorta di comunità, credo molto nella reciprocità e non nel Do ut des. che è anche un concetto che faceva parte di un modo di pensare di qualche secolo fa. Spazio Cultura è un luogo dove tutti collaboriamo per il bene comune. Questo ci consente un confronto fra culture e ci proietta nella multiculturalità e nella diversità, che è una vera ricchezza.
Nel mondo del libro, invece come editori come vi ponete?
Noi quando abbiamo creato Spazio Cultura Edizioni lo abbiamo pensato come un modo per dare voce ad autori che non avrebbero mai avuto opportunità di essere pubblicati , perché magari in controtendenza. Per esempio, uno dei primi libri è stato un libro su Michele Pantaleone: Il Gigante Controvento. Pantalone è stato vittima proprio di un pesante ostracismo, perché lottava contro la mafia, ma in un periodo storico in cui una cosa del genere era impensabile. Nel ‘62 pubblicò con la CE Einaudi Mafia e politica, quando c’era chi sosteneva che la mafia non esistesse. Ecco che noi lo abbiamo ripescato, proprio perché quel libero pensiero possa essere dato nuovamente alle stampe. Quindi alla fine noi facciamo dei libri che prendono posizione alternative, però sempre in difesa dei diritti dell’essere umano. Questo per noi è fondamentale, in quanto vogliamo dare voce al libero pensiero che si mantenga nel rispetto dell’essere umano.
Via dei librai è giunta la sua nona edizione e quest’anno ha come tema la pace. Spazio Cultura come si coniuga con questo tema?
Noi ormai ogni anno partecipiamo alla Eirene fest che appunto è il Festival del libro per la pace e la nonviolenza che si fa ogni anno a Roma, ai giardini del Verano, facciamo parte anche dell’organizzazione di questo evento. Come ho detto poc’anzi, noi mettiamo al centro del nostro progetto editoriale l’essere umano e il libero pensiero, e quindi dove ci sono questi ideali ci deve essere la pace. La cultura della pace, della nonviolenza, è quella che può contribuire ad andare oltre al conflitto. Quest’anno con La Via di librai si stanno promuovendo degli incontri e le presentazioni di alcuni libri che parlano di questo argomento nello specifico.
Durante questa manifestazione avete presentato diversi libri.
Ieri abbiamo presentato un bellissimo libro, della collana Ironia, che ha una collana molto maneggevole, di Pasquale Hamel, “E la chiamarono Vigata ̶ La Sicilia nel cuore”. Sono tantissimi racconti che fanno parte dell’esperienza personale dell’autore, ma anche delle narrazioni che gli hanno fatto i suoi avi. E quindi anche sono le storie che si raccontano a Vigata, che come noi sappiamo ormai è il nome con cui Camilleri ha fatto conoscere al mondo Porto Empedocle tramite i suoi romanzi con Montalbano. Pasquale Hamel ha conosciuto personalmente Camilleri in un incontro molto bello e partecipato di cui ci riferisce attraverso il racconto.

Quindi questa manifestazione valorizza la figura del libraio.
Certamente sì, io, in qualità di Presidente dell’ Ali ConfCommercio Palermo ( associazione librai italiani), siamo appunto partner di questa iniziativa, perché io ritengo che il Libro debba passare dal libraio, che è il Front Office con il lettore, quello che conosce la variegata offerta del mondo editoriale e non ha altro interesse se non rendere contento il cliente, quindi gli consiglierà sicuramente il libro giusto. Questa iniziativa prevede che il libraio possa ospitare altri editori attraverso il suo spazio.
Come può aiutare Via dei librai, gli editori?
Quest’anno c’è una novità: gli assistenti librai. Queste iniziative sono importanti perché, già il fatto stesso degli stand su strada, mettono i libri a disposizione e a portata di mano dei passanti. Molti si fermano anche spinti dalla curiosità. Le copertine accattivanti attirano e alla fine creano quella spinta ad approcciarsi alla lettura. Noi editori ci avvantaggiamo sicuramente di manifestazioni di questo tipo. A Palermo attualmente abbiamo La via dei librai e la Marina di libri. La differenza è che qua siamo su strada e la gente si ritrova a passeggiare per le vie, questo ci dà maggiore affluenza.
Grazie per la sua disponibilità



