30/09/2026
Massimiliano Reggiani racconta “Cripta”: l’arte che abita la Cripta di Sant’Agnese a Danisinni
Arte

Massimiliano Reggiani racconta “Cripta”: l’arte che abita la Cripta di Sant’Agnese a Danisinni

Set 30, 2026

Il celebre muralista palermitano Igor Scalisi Palminteri in veste di curatore presenta a Danisinni la collettiva “Cripta”, dal 30 settembre 2026 nella Chiesa parrocchiale di Sant’Agnese Vergine e Martire. È il centro simbolico del quartiere, “uno spazio di accoglienza e di ascolto in cui il Mistero del cielo si china sulla terra”, come lo definiscono gli abitanti nel proprio sito web. È una scelta di riqualificazione urbana che passa prima di tutto attraverso lo spirito per riverberarsi poi nel recupero dei luoghi, non parte dal decoro urbano ma valorizza una rete di relazioni positive fra i membri della comunità. Un progetto nato in una realtà a lungo costretta ai margini sociali del capoluogo siciliano.

“La Cripta di Sant’Agnese non deve diventare una galleria asettica, ma restare un luogo dell’anima – spiega Scalisi Palminteri – Vogliamo che le persone arrivino, si fermino e ritornino, per imparare a guardare meglio la ricerca degli artisti che la attraverseranno”. L’arte qui ha un compito costruttivo: nella locandina c’è un memento barocco, un teschio che nella tradizione ricorda la caducità, ma la mostra è un inno alla vita. Le opere sono di Aurelio Capici, Patrick Scimeca, Giacomo Valvo, Costantino Catti e Salvatore Chiollo. Artisti che sono giovanissimi per età, maturi per tecnica e contenuto, tutti legati all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Cripta dal greco kryptē, nascosta. Lo spazio sotto la navata dove si conservano le reliquie su cui si fonda la sacralità del tempio. È il luogo dell’incontro intimo, silenzioso. Sopra la liturgia, sotto irrompe, attraverso l’arte, la materia ruvida e lacerata dell’esperienza. Non la rappresentazione di un’idea, ma una realtà dolorosa che chiede ascolto per rigenerarsi in nuove forme. “Senza titolo” di Aurelio Capici è l’opera in copertina, esprime il frammento di un fluire narrativo che non conosceremo mai. Eroso come vernice su un assito dimenticato, conserva però l’importanza del contatto, la necessità di comunicare.

Di segno opposto “A lavannara” di Patrick Scimeca. “A lavannara” non ha volto ma solo mani per lavorare. Il suo piccolo universo domestico è racchiuso nell’immagine del ferro da stiro: la piastra di metallo riflette come uno specchio convesso i colori terrosi della stanza. L’oggetto inanimato sembra l’unico a contenere fantasia e libertà. Altrettanto sfocati nello spirito i “Soldati” di Giacomo Valvo dove l’umanità è assorbita dal segno netto e quasi graffiato dello strumento di morte. “Il subitaneo” di Costantino Catti, invece, racchiude per bande orizzontali una natura silente in attesa di rifiorire e allude al Papireto, il corso d’acqua salvato dal degrado che scorre proprio ai Danisinni.

Salvatore Chiollo, infine, riconduce con “Punto d’incontro” la monotonia dei pixel alla sapienza artigiana del dipingere, evocando un paesaggio composto di luci tremule e quasi aurorali. Sono tutti frammenti di vita che diventano materia di riflessione perché ci appartengono, sono vissuti da ognuno di noi. Come chiosa Fra Mauro Billetta, parroco di Sant’Agnese, animatore e riferimento della comunità: “L’arte abita i luoghi quando, ascoltandoli, ne favorisce l’espressione armonizzando la cura dell’ambiente con l’intervento artistico. Prenderci cura dei luoghi espropriati della loro naturale bellezza è stata la premessa per dare cittadinanza e parola a chi era ridotto al silenzio”.

Le immagini a corredo dell’articolo, partendo dalla copertina, sono:

Aurelio Capici “Senza titolo” 2026 olio su tavola cm 21×42

Locandina dell’evento “Cripta”

 Patrick Scimeca “A Lavannara” cm 33×51 olio su tela

Giacomo Valvo “Soldati” 2026 cm 25×20 pastelli ad olio su tela

Costantino Catti “Il Subitaneo” 2026 cm 100×200 olio su tela

Salvatore Chiollo “Punto d’incontro” 2023 cm 50×50 olio su tela

Palermo, Chiesa parrocchiale di Sant’Agnese Vergine e Martire foto di Vincenzo Lo Piccolo

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