Disclosure Day: Spielberg e il giorno della rivelazione tra alieni, fede e memoria
Non possiamo star soli in un universo così immenso…
DISCLOSURE DAY svela i misteri e gli eventi che collegano agli alieni dispositivi e tecnologie il cui potere va nascosto all’umanità

Da qualche settimana è presente nelle sale italiane Disclosure Day ,un film del 2026 diretto e co-prodotto da Steven Spielberg, che ne ha anche scritto il soggetto.
La pellicola è un thriller di fantascienza sceneggiato da David Koepp, gli interpreti principali sono Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth.
Mentre bel mondo è in procinto di scoppiare la terza guerra mondiale Daniel Kellner, specialista in sicurezza informatica, si impadronisce di un dispositivo tecnologico di origine extraterrestre e di numerosi files che descrivono dettagliatamente vari eventi di contatto tra umani e alieni, risalenti all’incidente di Roswell. L’uomo è ricercato dalla Wardex Corporation, un’agenzia segreta che coopera col governo statunitense. Il CEO dell’organizzazione, Noah Scanlon, dà la caccia spietata a il giovane che si rifugia in un convento con la sua ragazza, l’ex suora Jane Blankenship.
Nel frattempo la meteorologa televisiva Margaret Fairchild, mentre si sta preparando per andare al lavoro e sta conversando con il suo compagno Jackson, vede un luccello cardinale entrare in casa sua, osservarla brevemente e poi volare via. Quello episodio risveglia in lei latenti capacità psichiche che le consentono di comprendere intuitivamente i pensieri e le emozioni altrui e di comunicare inconsciamente attraverso lingue che non ha mai imparato. Durante una diretta televisiva Margaret inizia improvvisamente a parlare, senza controllo, in un idioma sconosciuto. Il filmato della trasmissione diventa virale su Internet e attira l’attenzione della Wardex, che identifica la lingua parlata dalla donna come di origine extraterrestre. Dopo essere stata ricoverata in ospedale e aver rischiato di essere catturata dagli agenti di Scanlon, Margaret si dà alla macchia.
Questi sono gli eventi di base da cui prende avvio la trama del film ,dove gli inseguimenti si rincorrono senza sosta, mentre Daniel è sempre più determinato a rendere pubbliche le informazioni di cui è in possesso. In seguito Margaret e Daniel prendono coscienza di una sconvolgente esperienza che hanno condiviso da bambini e che li ha legati per sempre. Così , dopo varie vicissitudini, alla fine irrompono nello studio televisivo dell’emittente di Kansas City presso cui la donna lavora per diffondere le prove tramite una trasmissione pubblica che chiamano “Il giorno della rivelazione. Con il mondo intero a guardare, la donna si prepara a trasmettere il messaggio esordendo con la parola “Ascoltate”.
A quasi cinquant’anni da Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, Steven Spielberg torna a occuparsi del tema che più di ogni altro ha contraddistinto la sua carriera. Eppure Disclosure Day non è un semplice ritorno al passato, né un ricollegamento a quanto è successo in precedenza. È piuttosto la dimostrazione di come la fantascienza possa diventare principalmente uno strumento per esplorare l’umanità, i suoi dubbi, la sua fede, la memoria e il suo bisogno di capire ciò che va oltre la propria esperienza.
Fin dalle prime immagini, il regista sceglie di iniziare la narrazione all’interno di contesti già definiti in cui lo spettatore deve attendere un po’ prima di rendersi conto di quello che sta accadendo in un miscuglio di emozioni, misteri e sorprendenti verità. In fondo Spielberg non si è mai allontanato dal suo interesse per gli alieni. Se nel 1977 prevaleva il senso di ingenua scoperta, qui entrano in gioco complottismo, segreti governativi e svariate ipotesi che negli ultimi anni sono tornate al centro del dibattito pubblico.
Il film resta legato ai dubbi ricorrenti degli uomini e alla loro ricerca di restare ancorati alla fede e alla religione per dare un senso all’immensità dell’universo e ai molteplici misteri che ci nasconde e che generano in loro la paura per l’ignoto. Le numerose suggestioni spirituali e le citazioni evangeliche non vengono utilizzate come una fondamento ostile alla scienza, ma come ulteriore strumento per riflettere sul bisogno umano di dare un significato all’ignoto senza lasciarsi bloccare dalla paura di ciò che non conosce. Contribuisce alla riuscita del film anche il cast degli attori, in particolare i protagonisti offrono due interpretazioni molto credibili e coinvolgenti.
Fondamentale è poi il lavoro tecnico. La fotografia di Janusz Kamiński si attesta su un ottimo livello, come pure
la colonna sonora curata dal grande John Williams, che dimostra ancora una volta di appartenere a una categoria eccelsa. Le sue musiche accompagnano il racconto con profonda risonanza, soprattutto le sequenze più intime e quelle che vedono i protagonisti da bambini.
Dopo una lunga parte abbastanza pesante , l’ultimo atto rappresenta probabilmente il momento più riuscito dell’intero film perché si sviluppa in un crescendo emotivo che mantiene il pubblico con il fiato sospeso fino alla fine Secondo il critico Salvatore Cesarano, la tensione cresce progressivamente fino a trasformarsi in pura emozione.
Il film rappresenta il completamento ideale del viaggio iniziato da Spielberg nel 1977, prevenendo alle incertezze inquietanti del presente senza scadere però nel pessimismo o nella visione disfattista del futuro dove gli alieni, i complotti i e le rivelazioni sono soltanto il mezzo privilegiato attraverso cui Spielberg continua a esplorare la complessità e l’ambivalenza della natura umana.
Disclosure Day manifesta il desiderio di poter ritornare a una dimensione di fanciullezza innocenza in un mondo disincantato e cinico. L’ultimo lavoro di Spielberg pare voler girare le spalle alla contemporaneità per iniziare un percorso a ritroso in cui i ricordi divebrani l’unica ancora possibile per riconnettersi con la propria vera identità.
Il film non chiude mostrando le reazioni del mondo alla “rivelazione”, ma lascia agli spettatori la possibilità di elaborare le sue riflessioni e darsi le risposte al perché sono stare nascoste al mondo tutte quelle verità adesso venute a galla.
Già dal titolo, Disclosure Day evoca un’idea di importanza che sta ad indicare il coinvolgimento totale di Steven Spielberg in questo amato progetto coltivato per tanti anni. Si tratta di voler attuare una fuga libera dal presente, in cui pesano “gli inciampi retorici, gli eccessi didascalici o le innumerevoli ingenuità della sceneggiatura” come fa notare il critico Marco Ianex Nannini.
Solo se il film possedesse la magia necessaria per sfidare la ragione e calarsi davvero nella profonda intimità della coscienza dei personaggi , si sarebbe potuto creare quel sentimento di turbamento e di accoglienza dell’alieno presente a suo tempo nel film su ET, invece le cosiddette “rivelazioni” appaiono tutte abbastanza prevedibili, nonostante il tono enfatico della messinscena. Il pubblico moderno è troppo disincantato per poter scegliere di credere o non credere, così come immerso nella tecnologia e nell’IA imperante, nel nostro tempo non è più capace di esaltarsi al solo pensiero di non essere solo in questo universo così grande che lo circonda, da cui forse ha preso troppo le distanze.
Il film , dopo aver debuttato in testa al box office nordamericano con 44 milioni di dollari , va subito in vetta anche nei cinema italiani: in 5 giorni di programmazione ha incassato quasi 2 milioni di euro e 236.406 presenze.
