Il sole d’inverno in un bicchiere: storia del mandarino e liquore di Mariella Puleo
Ci sono frutti che segnano una stagione con il loro profumo.
Il mandarino è uno di questi.

Basta sbucciarne uno perché l’aria si riempia di un aroma inconfondibile: dolce, luminoso, quasi domestico. È il profumo dell’inverno, delle tavole dopo cena, delle bucce lasciate sui caloriferi per profumare la casa, di quei piccoli gesti semplici che accompagnano i mesi più freddi.
Eppure, proprio quando la stagione cambia e la primavera comincia a farsi sentire, il mandarino resta come un ultimo ricordo dell’inverno appena trascorso. Trasformarlo in un liquore è quasi un modo per trattenerne il sole e il profumo, conservandolo in una bottiglia per le sere che verranno.
Un frutto antico come la storia degli agrumi
Il mandarino (Citrus reticulata) è uno dei frutti più antichi coltivati dall’uomo e appartiene alla piccola famiglia originaria degli agrumi, insieme al cedro e al pomelo: da questi tre frutti, nel corso dei secoli, sono nati tutti gli altri agrumi che conosciamo oggi.
Originario della Cina e delle regioni tropicali dell’Asia, arrivò in Europa inizialmente come pianta ornamentale. Il suo nome è legato proprio alla storia dell’antico impero cinese: i portoghesi chiamavano mandarim gli alti funzionari imperiali, e il colore arancione del frutto ricordava le vesti che indossavano.
In Cina il mandarino era considerato un simbolo di prosperità e buona fortuna. Ancora oggi regalarlo durante il Capodanno è un augurio di ricchezza e felicità, perché il suo colore richiama quello dell’oro.
Il piccolo scrigno dell’inverno
Non è solo la storia a rendere speciale questo frutto.
Gli spicchi di mandarino sono piccoli scrigni di benessere: ricchi di vitamina C, aiutano l’organismo durante i mesi freddi, quando le difese immunitarie si abbassano. Per questo sono diventati nel tempo uno dei simboli dell’inverno, consumati dopo i pasti o come spuntino durante la giornata.
Ma il mandarino non è prezioso soltanto per la sua polpa. Anche la sua buccia racchiude un piccolo tesoro: oli essenziali e sostanze aromatiche – come il limone – che donano al frutto il suo profumo intenso e che da secoli vengono utilizzati per profumare ambienti, preparare infusi e creare liquori.
Non sorprende quindi che questo frutto abbia trovato casa anche nella tradizione culinaria italiana, soprattutto nel Sud. Sicilia e Calabria producono oggi gran parte dei mandarini consumati nel nostro Paese, con varietà celebri come l’Avana o il tardivo di Ciaculli, dal profumo intenso e dalla polpa particolarmente succosa.

Dal frutto al bicchiere: il mandarino secondo Mariella
Ed è proprio questo profumo – così vivo e solare – che ha ispirato la ricetta della nostra Mariella Puleo.
Quando l’inverno volge al termine e le ultime cassette di mandarini restano nelle cucine, Mariella ama trasformarli in qualcosa che possa durare più a lungo: un liquore delicato e aromatico che conserva l’essenza stessa del frutto.
Un modo semplice e antico per non lasciare andare via del tutto la stagione appena passata, racchiudendo in un bicchiere il profumo dell’inverno e il colore del sole.
Liquore di mandarino secondo la ricetta di Mariella Puleo
Ingredienti
• 8–10 mandarini biologici
• 500 ml di alcool puro a 95°
• 500 ml di acqua

• 500 g di zucchero
Preparazione
1. Lavare accuratamente i mandarini e asciugarli con carta da cucina.
2. Sbucciarli delicatamente con le mani, cercando di prendere soprattutto la parte arancione della buccia ed evitando il più possibile la parte bianca, che potrebbe rendere il liquore amaro.
3. Mettere le bucce in un barattolo di vetro e versare sopra l’alcool.
4. Chiudere bene e lasciare macerare per circa 7 giorni in un luogo buio e asciutto, agitandolo ogni tanto.
Preparazione dello sciroppo
5. In un pentolino mettere 500 ml di acqua e 500 g di zucchero.
6. Scaldare a fuoco medio mescolando finché lo zucchero si scioglie completamente.

7. Quando raggiunge il bollore, lasciare cuocere circa 3 minuti.
8. Spegnere e lasciare raffreddare completamente.
Passaggio finale
9. Filtrare l’alcool con un colino a maglia fine eliminando le bucce.
10. Unire lo sciroppo freddo all’alcool aromatizzato.
11. Mescolare bene e imbottigliare.
Riposo
Lasciare riposare il liquore 20–30 giorni prima di consumarlo.



