18/04/2026
I SOGNI SON DESIDERI
Raccolte Racconti Brevi

I SOGNI SON DESIDERI

Set 18, 2025

Racconto di Francesca Lo Galbo

C’era una volta una bambina di nome Franci che amava la vita e tutte le bellezze del mondo. Ogni mattina si svegliava con un sorriso, e appena apriva gli occhi correva alla finestra per guardare il cielo. Il canto degli uccellini la riempiva di gioia, e i raggi del sole che filtravano tra le tende le parevano un dono prezioso.

Franci viveva serena in una piccola fattoria insieme alla sua famiglia. Non erano ricchi, anzi, la loro condizione era piuttosto umile: possedevano pochi campi e qualche animale, quel tanto che bastava per sopravvivere. Ma ciò che mancava in denaro era colmato da valori solidi, insegnati dai suoi genitori con amore e pazienza. Papà Domenico era un uomo forte, ma la fatica dei tanti anni trascorsi a lavorare nei campi aveva segnato il suo corpo. Mamma Angela era dolce e premurosa, e pur con le mani screpolate non smetteva mai di sorridere.

La bambina li amava così tanto che, pur di aiutarli e non vederli affaticati, si alzava all’alba insieme a loro. Mentre molti suoi coetanei ancora dormivano o giocavano spensierati, lei indossava il grembiule e correva nei campi per portare il suo contributo. Strappava erbacce, raccoglieva frutti, portava piccoli fasci di legna. I suoi genitori, vedendola così volenterosa, la sgridavano spesso:

— Franci, sei ancora troppo piccola per queste fatiche! — diceva la madre, accarezzandole i capelli.

— Lascia fare a noi, tu devi solo crescere serena.

Ma Franci rispondeva:

— Non posso lasciarvi soli. Vi voglio bene, e il mio bene è lavorare con voi.

Angela sospirava, divisa tra il desiderio di proteggerla e l’orgoglio di vederla così generosa. Domenico taceva, ma nel cuore sentiva una profonda gratitudine.

Un giorno, mentre Franci era piegata nei campi intenta a strappare le erbacce che soffocavano i germogli, accadde qualcosa di inspiegabile. Una luce abbagliante comparve proprio di fronte a lei. Non era il sole, né il riflesso dell’acqua: era un bagliore intenso, caldo e misterioso. La bambina sgranò gli occhi, il cuore iniziò a batterle forte.

— Che cos’è? — mormorò, portandosi la mano alla fronte.

All’inizio provò paura. Avrebbe voluto correre a chiamare i genitori, ma qualcosa dentro di lei la spinse ad avvicinarsi. Ogni passo era un misto di timore e curiosità. Quando fu a pochi metri, la luce si aprì  e da essa uscì una figura sorprendente: una donna alta, elegante, dallo sguardo dolce e luminoso.

Franci rimase senza parole. Le sembrava una fata, o forse un angelo.

— Chi sei? — chiese con un filo di voce.

La donna sorrise.

— Sono te, Franci.

La bambina aggrottò le sopracciglia.

— Non capisco…

— Sono te, ma cresciuta. Sono il riflesso del tuo futuro, il sogno che diventerai.

Franci la fissava incredula. La voce della donna le era familiare, i lineamenti le ricordavano qualcuno che conosceva bene: se stessa. Eppure, sembrava impossibile.

— Come può essere vero? — balbettò.

La donna si chinò e le accarezzò la guancia.

— Non temere, non è un inganno. Io sono la parte di te che verrà. Sono venuta per chiederti di esprimere tre desideri.

La bambina sgranò gli occhi.

— Tre desideri? Come nelle fiabe?

— Esatto. Pensa bene a ciò che vuoi, e io lo custodirò per te.

Franci rimase in silenzio. Mille pensieri le attraversarono la mente. Desiderava forse ricchezza? No, i suoi genitori le avevano insegnato che i soldi non portano la vera gioia. Voleva giocattoli? Non le interessavano, preferiva correre nei campi e parlare con gli animali. Voleva potere? Neanche a pensarci.

Con voce timida disse:

— Io non ho desideri grandi. Vorrei solo rimanere sempre qui, accanto a mamma e papà. Non voglio che invecchino, non voglio che si stanchino. Il mio sogno è che restino con me per sempre.

La donna adulta la guardò con dolcezza. Nei suoi occhi c’era una luce di malinconia.

— Non tutti i desideri possono realizzarsi così come li immagini. La vita porta con sé cambiamenti, separazioni, addii. Ma ricorda, piccola Franci: l’amore che provi non finirà mai. Sarà sempre la tua forza.

La bambina si sentì stringere il cuore.

— Allora non voglio tre desideri. Me ne basta uno solo: che i miei genitori sappiano quanto li amo, ogni giorno della loro vita.

La donna sorrise e l’abbracciò. In quell’abbraccio Franci provò una pace profonda, come se il mondo intero fosse racchiuso in quel gesto.

Poi, lentamente, la luce cominciò a svanire. La figura della donna si dissolse come nebbia al sole. Franci rimase sola, confusa, ma con il cuore colmo di emozioni nuove.

In lontananza vide avvicinarsi mamma Angela e papà Domenico. Corsero ad abbracciarla.

— Dove eri finita? — chiese la madre, preoccupata.

Franci sorrise.

— Qui, con voi. E non voglio essere da nessun’altra parte.

Da quel giorno la bambina custodì dentro di sé quel segreto. Non raccontò mai a nessuno di aver incontrato se stessa. Ma ogni volta che guardava i suoi genitori, ricordava le parole della donna misteriosa e stringeva più forte la mano della mamma e quella del papà.

Capì che la vera felicità non stava nelle cose materiali, né nei desideri impossibili. Il più grande sogno, il più puro desiderio a cui aspirare, era ed è sempre stato l’amore.

E Franci continuò a crescere con questa certezza nel cuore: che nulla è più prezioso di un abbraccio sincero, di un sorriso condiviso, di un legame che resiste al tempo e alle difficoltà.

Morale della favola

La felicità non è nelle cose che possiamo ottenere. I sogni più veri non si comprano né si vendono: nascono dall’amore che doniamo e riceviamo.