06/11/2026
Massimiliano Reggiani racconta il “Sigillum Baucinæ” di Enzo Puleo: quando l’arte contemporanea diventa identità collettiva
Arte

Massimiliano Reggiani racconta il “Sigillum Baucinæ” di Enzo Puleo: quando l’arte contemporanea diventa identità collettiva

Nov 6, 2026

31 ottobre 2026, durante le celebrazioni per i quattro secoli dalla fondazione il Sindaco e l’Assessore alla Cultura di Baucina – un comune dell’entroterra siciliano – svelano al pubblico un medaglione di bronzo: è il Sigillum Baucinæ, un momento di fruttuoso dialogo tra le Istituzioni e l’arte contemporanea. L’autore è Enzo Puleo, diplomato in scultura all’Accademia di Palermo e generoso interprete di un sentimento collettivo: il bisogno di identificarsi, di sentire rappresentata la propria identità con un linguaggio chiaro e riconoscibile. Puleo, ligure per nascita e baucinese nel sangue, insegna scultura al Liceo artistico di Bagheria: ha dedicato la medaglia ai propri concittadini lavorandola per mesi nel silenzio del proprio studio e poi a Mazara del Vallo nell’unica fonderia rimasta in Sicilia per le gettate artistiche in bronzo a cera persa, tecnica millenaria che affonda nella Grecia classica le proprie radici.

Da sinistra, il sindaco di Baucina Fortunato Basile, l’assessore alla Cultura Andrea Cannizzaro e il maestro Enzo Puleo svelano al pubblico il Sigillum Baucinae.

Enzo Puleo affronta la composizione scegliendo i monumenti civici e i segni della fede. Li riconduce in uno schema geometrico giocando sullo scorrere lineare di una prospettiva policentrica che accompagna lo sguardo senza forzature. Modula per piani dallo stiacciato all’altorilievo e poi usa la patinatura per suggerire ponti emozionali di contatto, come se centinaia di mani avessero carezzato il metallo levigandolo e lucidandolo nelle parti più simboliche e amate. È raro nell’arte contemporanea vedere coesistere due fattori non scontati: l’esigenza collettiva di eternare valori e la capacità dell’artista di privilegiare un linguaggio più comune rispetto alla propria estetica, ben consolidata, matura e riconoscibile.

Le parole del sindaco Fortunato Basile confermano l’importanza culturale di tale scelta: “Dentro quel tondo c’è Baucina, come i baucinesi la sentono. C’è il Leone alato di San Marco, nostro patrono, e c’è l’urna di Santa Fortunata, la giovane martire che dal 1790 veglia sulla nostra comunità. C’è il Santissimo Crocifisso, c’è la Chiesa Madre con le sue campane, c’è il monumento ai Caduti della Grande Guerra, memoria dei figli che Baucina offrì alla Patria su un fronte lontano. C’è il cerchio del sole, segno di luce e di buon augurio. E c’è il libro della storia, aperto sulla data che ci ha dato un nome e un destino: 1624. Fede, memoria, sacrificio, paesaggio, origini: in un solo sguardo, ciò che siamo”.

La scelta dell’artista, non suggerita ma profondamente personale, è lo specchio di una comunità solidale in cui i valori del sacro e la partecipazione al rito diventano elementi strutturali, portanti e perciò necessari. Ognuno è reso nella forma della propria dimensione pubblica, funzionale al vivere comune. Il Crocifisso è colto con un solo sguardo, fermando un movimento: sembra il giorno della processione, quando la festa religiosa pervade le vie del paese. La teca in cui si custodisce il corpo mortale della santa patrona pare guardata con premurosa reverenza, come durante una preghiera. La chiesa suona le proprie campane, accoglie e protegge attraverso i rintocchi: chiama i fedeli, ricorda, abbraccia col suono.

Il Sigillum Baucinæ è un altorilievo ma non si protende nello spazio, non vuole essere corpo bensì memoria, emozione profonda, corda dell’anima. Più simile a un dipinto tridimensionale si pone come visione tangibile: i polpastrelli possono scorrere e riconoscere le ataviche forme dell’identità. Lo si può guardare ma anche ripercorrere ad occhi chiusi assaporando l’immagine mentale dei ricordi, sentendo i luoghi attraverso il tatto e lasciando affiorare — nel buio della mente — le luci delle stagioni, le voci dell’infanzia, gli incontri più importanti. Solo chi ha vissuto il luogo può sentirlo, gli altri ne apprezzano equilibrio, tecnica e raffinatezza ma chiunque gli deve riconoscere una sincera autenticità.

La medaglia è stata adottata con delibera municipale, la numero 100 del 23 ottobre 2026: “L’Amministrazione comunale riconosce nell’opera di Enzo Puleo un’espressione artistica di particolare valore identitario, capace di condensare in un unico segno figurativo i principali riferimenti della memoria storica e culturale di Baucina; … l’Amministrazione intende pertanto accogliere la proposta artistica di Enzo Puleo, riconoscendo il medaglione “SIGILLVM BAVCINAE” quale prima medaglia ufficiale del Comune di Baucina, destinata a costituire un simbolo di rappresentanza civica e istituzionale”.

Un disco di bronzo di trenta centimetri realizzato con le stesse tecniche dell’antichità classica in cui un’intera comunità, amministrazione e cittadini, si riconoscono con orgoglio. Una festa per il territorio che permette anche una riflessione generale: sono scomparsi gli stemmi e i segni imperiali, i proclami e le ideologie. Di ogni epoca restano le proporzioni, l’equilibrio, la maestria. Tutto ciò che testimonia la straordinaria capacità dell’uomo di creare.

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