04/11/2026
Quando venne alla luce l’importanza delle maestranze trapanesiA Villa Zito L’arte del corallo in Sicilia, curata da Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre
Arte

Quando venne alla luce l’importanza delle maestranze trapanesiA Villa Zito L’arte del corallo in Sicilia, curata da Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre

Nov 4, 2026

Sabato 7 novembre alle 17.30 a Villa Zito si inaugura la mostra che celebra i 40 anni di studi pionieristici e racconta le opere nei contesti in cui furono pensate
 e realizzate

Ippolito Ciotta, Caravella Chiaramonte Bordonaro, 1680 circa, argento, bronzo dorato, corallo e smalti, Milano - Pesaro, Collezione Altomani
Ippolito Ciotta, Caravella Chiaramonte Bordonaro, 1680 circa, argento, bronzo dorato, corallo e smalti, Milano – Pesaro, Collezione Altomani
Maestranze trapanesi della fine del XVII secolo, su disegno di Paolo e Giacomo Amato, trionfo con Carlo II, rame dorato, corallo, avorio e madreperla, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis”
Maestranze trapanesi della fine del XVII secolo, su disegno di Paolo e Giacomo Amato, trionfo con Carlo II, rame dorato, corallo, avorio e madreperla, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis”

Sono passati quarant’anni da quando la mostra L’arte del corallo in Sicilia, curata da Corrado Maltese e Maria Concetta Di Natale al Museo Pepoli di Trapani, diede per la prima volta alle maestranze trapanesi del corallo dell’Età moderna il ruolo di primissimo piano che meritavano in ambito internazionale. Fu una vera e propria svolta per gli studi sulle Arti Decorative siciliane, che entravano così a pieno titolo nel dibattito internazionale sulle arti suntuarie e sul collezionismo.

A quattro decenni di distanza da quel 1986, sabato 7 novembre alle 17.30 a Villa Zito, verrà inaugurata la mostra L’arte del corallo in Sicilia. Quarant’anni di studi, collezionismo e valorizzazione, a cura di Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre, con l’allestimento di Barbara Rappa.

Organizzata dalla Fondazione Sicilia con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni e dell’identità siciliana, il sostegno di Banca del Fucino e in collaborazione con Sicily Art and Culture, la mostra non sarà soltanto una celebrazione, ma anche un aggiornamento su quanto è stato fatto e studiato in questi decenni, attraverso un percorso affascinante di opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane. Tra queste figurano la Giordano Art Collection, Altomani & Sons e quella del Banco BPM, ma anche musei come Palazzo Madama di Torino, le Gallerie Estensi di Modena, il Museo Agostino Pepoli di Trapani e la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di Palermo.

Maestranze trapanesi della fine del XVII - inizi del XVIII, su disegno di Giacomo Amato, saliera, rame dorato, argento e corallo, Trapani, Museo Regionale “Agostino Pepoli”
Maestranze trapanesi della fine del XVII – inizi del XVIII, su disegno di Giacomo Amato, saliera, rame dorato, argento e corallo, Trapani, Museo Regionale “Agostino Pepoli”
Maestranze trapanesi e palermitane della fine del XVII - inizi XVIII secolo, su disegno di Giacomo Amato, trionfo con Annunciazione, rame dorato, argento, legno, corallo, smalti e ceralacca, Palermo, Collezione Fondazione Whitaker
Maestranze trapanesi e palermitane della fine del XVII – inizi XVIII secolo, su disegno di Giacomo Amato, trionfo con Annunciazione, rame dorato, argento, legno, corallo, smalti e ceralacca, Palermo, Collezione Fondazione Whitaker

Sarà un viaggio a ritroso nel tempo, una ricostruzione storica, artistica e culturale della Sicilia tra XVI e XVIII secolo proprio a partire dal corallo, re incontrastato delle botteghe trapanesi, della sua diffusione nel Mediterraneo e in Europa ma anche del valore simbolico di opere e collezioni che lo vedono protagonista in ogni epoca.
Un’esposizione in cui i manufatti saranno intrinsecamente legati ai contesti sociali e culturali in cui sono stati concepiti, utilizzati, esposti e collezionati. Le opere in corallo dialogheranno con carte geografiche e volumi, ricreando il contesto visivo e simbolico dell’Europa moderna. L’arte del corallo in Sicilia 1986–2026 sarà una riflessione sul valore della ricerca storica e sulla capacità di un patrimonio artistico locale di acquisire una dimensione internazionale.
 A quarant’anni dalla pionieristica esposizione del 1986, il corallo trapanese torna dunque a essere protagonista, “immerso” nei periodi storici che di volta in volta lo hanno prodotto, rendendolo una delle più straordinarie espressioni delle Arti Decorative europee dell’Età moderna e uno dei capitoli più originali della storia artistica della Sicilia.

“Tornare a curare una mostra sul corallo a quarant’anni esatti dall’esposizione del 1986 è per me un’emozione indescrivibile, che unisce il rigore della ricerca a una profonda traiettoria di vita. Ricordo vividamente – commenta Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia – l’entusiasmo di quell’esperienza al Museo Pepoli e l’allora pionieristica scommessa di svelare al mondo l’assoluta genialità delle maestranze trapanesi. Rivedere oggi quelle opere straordinarie, accostate a nuovi preziosi ritrovamenti da collezioni pubbliche e private, non significa solo celebrare un traguardo scientifico. Significa rivivere quarant’anni di passioni, di incontri e di studi incessanti, vedendo finalmente consacrato a livello internazionale quel rosso meraviglioso che ha segnato la storia artistica della nostra Sicilia”.

Maestranze siciliane della prima metà del XVII secolo, paliotto d’altare, seta, ricami in seta, oro, argento, corallo e rame dorato, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis”
Maestranze siciliane della prima metà del XVII secolo, paliotto d’altare, seta, ricami in seta, oro, argento, corallo e rame dorato, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis”

“L’arte del corallo in Sicilia non è semplicemente una mostra celebrativa. È il coronamento di quattro decenni di studi scientifici appassionati – conclude Sergio Intorre, co-curatore della mostra – di dinamico collezionismo e di una costante valorizzazione che ha permesso a un patrimonio artistico locale di consolidare la sua indiscussa dimensione internazionale. L’intento della mostra è offrire un profondo aggiornamento critico e, al tempo stesso, svelare al pubblico la complessa rete di significati culturali, economici e simbolici che ruota attorno a questi capolavori in corallo realizzati tra il XVI e il XVIII secolo. Il percorso espositivo innovativo restituisce la vitalità delle storiche botteghe trapanesi, dimostrando come questi straordinari manufatti abbiano saputo affascinare le corti di tutto il mondo e come continuino, ancora oggi, a ridefinire la storia delle Arti Decorative europee”.