Festival di Morgana 2026, i due focus del primo finesettimana:il corpo come viaggio e Pinocchio burattino, bambino di legno, narratore
Si inizia giovedì 5 con il convegno Corpo a corpo. In scena tra gli altri Franko B, Bolognino Kazarova, Teatri Alchemici e Terzostudio
Il corpo come mappa, viaggio, esplorazione. E poi Pinocchio, emblematico burattino che attraversa i tempi sempre con qualcosa in più da dire.
Il Festival di Morgana 2026 parte da questi due focus che abbracceranno convegni, performance, mostre, laboratori.
Come neve, di Adriano Bolognino
Si inizia giovedì 5 novembre alle 9, all’Accademia di Belle Arti di Palermo, con il convegno Corpo a corpo. Percezione, rappresentazione, performance, visioni.
Attraversato dalle presenze, replicato nella macchina, esposto nello spettacolo o agito nella danza, il corpo si dà sempre come soglia: tra i vivi e i morti, tra l’umano e l’artificiale, tra conforme e difforme, tra percezione e rappresentazione.
Alle 21.15, il Museo delle marionette ospiterà la performance Per colpa dell’amore. Storia di Franko B., di Franko B, a cura di Paola Nicita, con la Compagnia di Opera dei Pupi Brigliadoro.
Il performer Franko B. dialoga con un sé che è opposto e identico e la sua storia riecheggia per frammenti, rievocando le avventure complesse della vita, manovrata da fili visibili che disegnano attraversamenti taglienti e ipnotici.
Venerdì 6 novembre, ancora alle 9.30, all’Accademia di Belle Arti riprenderà, con la seconda e ultima giornata, il convegno Corpo a corpo. Percezione, rappresentazione, performance, visioni.
Il focus sul corpo prosegue in scena al Museo delle marionette alle ore 19 e alle ore 20.15 con lo spettacolo Come Neve, di Adriano Bolognino.
La neve osservata dall’interno di una casa durante l’infanzia diventa metafora di protezione, calore comunitario e contemplazione. Da questa suggestione nasce una coreografia costruita come un intreccio di fili, movimenti e relazioni umane con una forte dimensione artigianale e sociale. Il lavoro manuale dell’uncinetto, riscoperto da un gruppo di donne durante la pandemia come pratica di reinvenzione personale e collettiva, viene messo in parallelo con quello corporeo dei danzatori.
Ci si sposta a San Mattia ai Crociferi alle 21.15 con uno spettacolo dalla Germania: The story of an ear that pretended to be deaf diVenera Kazarova.
Lo spettacolo esplora l’udito come strumento centrale dell’interazione umana, sia con la società che con sé stessi. Nessuno ascolta davvero l’altro: ognuno è in ascolto solo di sé stesso, e nemmeno del tutto. Sentiamo solo ciò che vogliamo sentire. Queste riflessioni sono il punto di partenza per una lettura della realtà in chiave ironica: le orecchie diventano così meri elementi decorativi sulla testa, dato che spesso non svolgono la loro funzione reale.
Il tema del corpo e dell’esplorazione incontra un altro focus del Festival: quello su Pinocchio. Sabato 7 novembre alle 16 al Museo delle Marionette, ecco la Compagnia Nika con il laboratorio di movimenti Come se fossi corpobambine e bambini dai 6 ai 10 anni, ispirato alle avventure di Pinocchio.
La storia del burattino più famoso del mondo è infatti il punto di partenza per indagare, attraverso il movimento, temi come la trasformazione, il modellare e il lasciarsi modellare, il viaggio, la scoperta di sé e la relazione con gli altri. Il corpo diventa materia da esplorare e trasformare, uno strumento per sperimentare nuove possibilità di movimento, di relazione e di immaginazione.
E, ancora al Museo ma alle 17, Pinocchio è il titolo della mostraa cura di Giovanni D’Alessandro, con opere di artisti e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. La mostra indaga la persistenza iconografica di Pinocchio all’interno della cultura visiva contemporanea, assumendo la figura collodiana come oggetto di ricerca grafica e come campo di verifica delle potenzialità espressive dell’incisione calcografica.
L’esplorazione del burattino collodiano continua, ancora al Museo ma alle 18, con la presentazione del volume I semi di Pinocchio. Qualità mitiche del burattino di Collodi, di Stefano Traini (Edizioni Museo Pasqualino). Il Pinocchio di Collodi ha molti tratti fiabeschi ed è possibile ritrovarvi diverse funzioni tra quelle descritte da Propp. Ma Pinocchio ha anche le caratteristiche del mito così come le ha descritte Lévi-Strauss perché vi coesistono significati e percorsi narrativi che sono in contrasto tra loro, dando luogo a contraddizioni che vengono raccontate senza essere risolte.
Ultimo appuntamento della giornata sarà alle 21.15, sempre al Pasqualino, con Pinocchio spacca l’Opra, della compagnia di Opera dei pupi Argento e dei Teatri Alchemici.
Uno spettacolo che comincia dove non dovrebbe: nel bel mezzo di uno spettacolo dell’Opera dei Pupi. Orlando e Rinaldo stanno combattendo per la bella Angelica quando Pinocchio irrompe in teatro, in ritardo, senza biglietto e facendo un gran fracasso. Mastru Argentu, puparo terribile e sentimentale, è pronto a cacciarlo, ma un’antica legge del teatro offre al burattino una possibilità: chi non può pagare deve raccontare, cantare o combattere.
La domenica 8 novembre inizierà alle 11 al Museo con la replica di Pinocchio spacca l’Opra, con interpretazione in lingua dei segni italiana LIS.
Alle 17, ancora al Museo, eccoC’era due volte un piede, dellaCompagnia Terzostudio. Verónica González ha due piedi, come quasi tutti. Ma i suoi sono speciali: si trasformano in bizzarri personaggi ogni volta che lei li traveste e li innalza verso il cielo.



