Casa delle Donne di Ragusa, dieci anni di impegno riconosciuti a Naxoslegge
A Taormina l’omaggio all’associazione per il decennale della sua attività. La presidente Lisa Iudice: «Siamo onorate e felici». Un percorso che intreccia tutela dei diritti, contrasto alla violenza e promozione culturale

Dieci anni dalla parte delle donne, dentro le esigenze e le trasformazioni del territorio. La Casa delle Donne di Ragusa ha ricevuto a Naxoslegge un riconoscimento in occasione del decennale della sua fondazione. L’appuntamento del 18 settembre, al Don Vittorio Resort di Trappitello, a Taormina, ha accolto l’esperienza ragusana nell’ambito della sezione «Le donne non perdono il filo», con gli interventi di Lisa Iudice e Gianna Dimartino.
«Siamo onorate e felici di avere ricevuto questo importante riconoscimento per la nostra Casa delle Donne Ragusa nel decennale della sua attività sul territorio, a tutela dei diritti delle Donne e contro ogni forma di violenza», ha dichiarato la presidente Lisa Iudice. Parole che riportano l’attenzione sul significato collettivo dell’anniversario: un cammino condiviso, costruito attorno ai diritti e alla possibilità delle donne di partecipare pienamente alla vita della comunità.
Nata nel 2016 per iniziativa delle socie fondatrici Lisa Iudice e Gianna Dimartino, la Casa delle Donne di Ragusa ha legato il proprio impegno al contrasto alla violenza di genere, all’ascolto e al sostegno delle donne, alla promozione della loro autonomia. Fin dalla sua presentazione, l’associazione si è proposta come uno spazio aperto all’incontro fra generazioni, esperienze e competenze, nel quale far crescere relazioni e progetti per il territorio.
In questa storia, la cultura occupa un posto preciso. Il rapporto con Naxoslegge aveva già trovato espressione nel progetto della Biblioteca delle Donne, inaugurata nel 2022 all’interno della Biblioteca civica Giovanni Verga di Ragusa. L’iniziativa, presentata dalla Casa delle Donne insieme all’associazione Naxoslegge e patrocinata dall’assessorato comunale alla Cultura, ha dato vita a uno spazio intitolato ad Anna Maria Ciccone, destinato alla lettura, agli incontri e all’approfondimento delle tematiche femminili.
È un precedente che aiuta a leggere il riconoscimento di questi giorni. Rendere accessibili i saperi delle donne, conservarne la memoria e offrire occasioni di confronto può contribuire a quella consapevolezza su cui si fonda l’esercizio dei diritti. In questa prospettiva, l’attività culturale diventa parte del lavoro sull’autonomia: mette in circolazione parole ed esperienze attraverso le quali riconoscersi, interrogare gli stereotipi, prendere posizione.
A fare da cornice alla consegna è stato l’incontro «Dal mito al rito. Lo sguardo “sacro” delle donne», nella XVI edizione del festival diretto da Fulvia Toscano. La sezione «Le donne non perdono il filo», coordinata da Marinella Fiume, ha ospitato il Premio ai saperi delle donne, assegnato a Noemi Scarpa, Haifa Alsakkaf, Ilenya Goss, Elena Lea Bartolini De Angeli, Anna Maria Shinnyo Marradi e Svamini Shuddhananda Giri, espressioni di differenti percorsi spirituali e culturali.
Dentro questo confronto, la presenza della Casa delle Donne di Ragusa porta l’esperienza di un’associazione radicata nella propria città. Il filo evocato dal titolo della sezione può essere letto anche così: la continuità di un impegno, il passaggio delle conoscenze, la capacità di tenere insieme persone e bisogni diversi. Il decennale offre l’occasione per riconoscere il valore pubblico di questo lavoro e il posto che occupa nella vita culturale e civile di Ragusa.



