Mauro Francia, la poesia che “sa di amore”: in libreria “Anabasi per un amore”
Articolo a cura di Ilaria Solazzo
C’è una poesia che non si limita a raccontare l’amore, ma lo attraversa, lo vive e lo restituisce al lettore nella sua forma più autentica e senza tempo. È quella di Mauro Francia, autore umbro che con la sua nuova raccolta, Anabasi per un amore. Ogni amore perso diventa una nuvola, ogni nuvola copre un pezzo di cielo, si conferma tra le voci più sensibili e profonde del panorama poetico contemporaneo.
Il volume, pubblicato da Bertoni Editore il 28 febbraio 2025, si compone di 58 pagine ed è disponibile in tutte le librerie e negli store online . Un’opera agile nella forma ma intensa nei contenuti, capace di accompagnare il lettore in un viaggio emotivo che attraversa perdita, memoria e rinascita.

A impreziosire la raccolta è la prefazione di Bruno Mohorovich, che coglie con lucidità l’essenza della scrittura di Francia:
“Una poesia, quella di Mauro che non solo parla di amore ma sa di amore, quell’amore che, proprio come la poesia, è atemporale e non ci basta mai.”
La cifra stilistica dell’autore si distingue infatti per una delicatezza rara, capace di trasformare l’esperienza personale in un linguaggio universale. Ogni verso sembra costruito con cura artigianale, in equilibrio tra introspezione e apertura verso l’altro, tra malinconia e speranza.
Ma Mauro Francia non è solo poeta. È anche una figura di grande spessore umano e professionale: preciso, attento, sensibile e profondamente altruista. Tratti che emergono non solo nella sua scrittura, ma anche nelle sue attività nel settore della comunicazione, dove si muove con versatilità e competenza.
Da circa un anno, infatti, collabora anche in ambito radiofonico insieme a Nicola Bovini, esperienza che arricchisce ulteriormente il suo percorso creativo e comunicativo. Una dimensione che gli consente di esplorare nuovi linguaggi e di avvicinarsi a un pubblico sempre più ampio.
Amante dei gatti e del segno zodiacale del Capricorno, Mauro Francia incarna quella combinazione di sensibilità e determinazione che si riflette pienamente nella sua opera. “Anabasi per un amore” non è solo una raccolta poetica, ma un invito a riconoscere, anche nelle assenze e nelle perdite, frammenti di cielo ancora visibili.
Una lettura che resta, come certe emozioni: sospesa, necessaria, infinita.

Mauro Francia: la poesia come esperienza d’amore e appartenenza.
In occasione dell’uscita della raccolta Anabasi per un amore. Ogni amore perso diventa una nuvola, ogni nuvola copre un pezzo di cielo, abbiamo incontrato il poeta umbro Mauro Francia per approfondire il suo rapporto con la scrittura, l’arte e la sua terra d’origine.
Buon giorno Mauro, la sua poesia viene descritta come qualcosa che “sa di amore”. Che cosa rappresenta per Lei l’amore nella scrittura poetica?
L’amore è il punto di partenza e di arrivo di ogni mio verso. Non è solo un tema, ma una condizione dell’essere. Quando scrivo, cerco di restituire quella dimensione universale che tutti abbiamo vissuto almeno una volta. La poesia, come l’amore, non si lascia definire: si sente, si attraversa, e spesso ci cambia.
Quando è nato il Suo amore per la poesia? C’è stato un momento preciso che l’ha portata verso la scrittura?
Non credo, in realtà, ci sia stato un momento unico. È stato un processo lento, quasi naturale. Fin da giovane ho sentito il bisogno di esprimermi attraverso le parole, ma è con il tempo che ho compreso quanto la poesia potesse essere uno strumento potente per conoscersi e raccontarsi. È diventata una compagna di viaggio, qualcosa da cui non riesco a separarmi.
Nei Suoi versi si percepisce una forte componente emotiva. Quanto conta la sensibilità personale nel Suo modo di scrivere?
Conta moltissimo. Io credo che la poesia nasca proprio da uno sguardo sensibile sul mondo. Essere attenti, ascoltare, cogliere anche i dettagli più piccoli: tutto questo si riflette inevitabilmente nella scrittura. La mia sensibilità è il filtro attraverso cui interpreto ciò che vivo.
Oltre alla poesia, Lei si occupa di comunicazione e ha anche un’esperienza in radio con Nicola Bovini. Quanto è importante per Lei esplorare diverse forme di espressione artistica?
È fondamentale. Ogni forma comunicativa ha un suo linguaggio e una sua forza. La radio, ad esempio, mi ha insegnato l’immediatezza e il valore della voce. La poesia invece è più intima, richiede silenzio e riflessione. Ma entrambe, così come altre forme d’arte, contribuiscono ad arricchire il mio modo di esprimermi.
La bellezza sembra essere un elemento centrale nella Sua visione artistica. Come la definirebbe?
La bellezza è qualcosa che sfugge alle definizioni rigide. Per me è ciò che riesce a toccare corde profonde, anche in modo inaspettato. Può essere una parola, un paesaggio, uno sguardo. Nell’arte, la bellezza è ciò che resta, ciò che continua a parlare anche dopo che l’opera si è conclusa.
Lei è profondamente legato alla Sua terra. Che ruolo ha l’Umbria nella Sua poesia?
L’Umbria è parte di me. I suoi paesaggi, i suoi silenzi, i suoi ritmi lenti entrano naturalmente nei miei versi. È una terra che invita alla riflessione e all’ascolto, elementi fondamentali per chi scrive. Anche quando non la nomino esplicitamente, l’Umbria è sempre presente nella mia poesia, come una radice che nutre ogni parola.
Nei Suoi versi emerge spesso il tema della perdita. È più difficile scrivere del dolore o trasformarlo in poesia?
Il dolore è difficile da attraversare, prima ancora che da scrivere. La poesia arriva dopo, come una forma di elaborazione. Non cerco mai di forzare le parole: lascio che siano le emozioni a trovare il loro spazio. Scrivere del ‘dolore’ significa, in fondo, dargli una forma e renderlo condivisibile.
Che rapporto ha Lei con il silenzio, elemento spesso vicino alla poesia?
Il silenzio è fondamentale. È lo spazio in cui le parole nascono e prendono senso. Senza silenzio non c’è ascolto, e senza ascolto non può esserci poesia. Amo i momenti in cui tutto si ferma: è lì che riesco a ritrovare me stesso e ciò che voglio esprimere.
Se dovesse descrivere con un’immagine la Sua raccolta Anabasi per un amore. Ogni amore perso diventa una nuvola, ogni nuvola copre un pezzo di cielo, quale sceglierebbe?
Penserei ad un cielo attraversato da nuvole in movimento. Non un cielo completamente coperto, ma neppure limpido. Un cielo vivo, in trasformazione, proprio come l’amore e come le emozioni che raccontiamo. C’è sempre uno spiraglio di luce, anche quando sembra nascosto.
Un dialogo – questo – che restituisce il ritratto di un autore autentico, capace di trasformare emozioni personali in esperienze condivise, mantenendo sempre vivo il legame tra parola, arte e territorio.

C’è una delicatezza rara nelle parole di Mauro Francia, una capacità autentica di trasformare emozioni intime in frammenti universali. La sua poesia accompagna, consola, invita a fermarsi e ad ascoltare ciò che spesso, nella frenesia quotidiana, lasciamo inascoltato.
In un tempo che corre veloce, regalarsi e regalare poesia è un gesto controcorrente, quasi rivoluzionario. E allora, in occasione della Pasqua, perché non scegliere un dono che nutra anche l’anima?
Accanto alla dolcezza di una colomba ed alla sorpresa di un uovo di cioccolato, la raccolta Anabasi per un amore può diventare un pensiero speciale, capace di restare nel tempo, di essere sfogliato e riscoperto, pagina dopo pagina.
Perché in fondo, come ci ricorda la poesia, ogni nuvola può coprire un pezzo di cielo… ma non spegnerne mai del tutto la luce.



