Sguardi che cambiano il mondo: TuttaNeuro raccontata dal critico d’arte Massimiliano Reggiani
Le donne dipinte da TuttaNeuro scoppiano di colore e ti guardano dritto negli occhi con apparente aria di sfida. I loro volti non appaiono né stereotipati né simbolici: sono eroine per un mondo diverso. Si oppongono alla gabbia sociale che le inquadra, le vincola, le soffoca. Il messaggio è potente, icastico: se ogni donna ha diritto alla centralità nell’opera, allora tutte le donne sono potenziali protagoniste della propria vita. Consapevoli del loro intrinseco valore diventano modelli per chi crede nella medesima battaglia.
Per TuttaNeuro l’arte è un gesto politico, rivoluzionario e strutturale. Rappresenta l’elemento fondante di una nuova umanità: il riconoscimento di una possibile alternativa, di un diverso progetto di vita e ovviamente di società. L’Artista, palermitana di nascita e romana d’elezione ha frequentato il liceo artistico nel capoluogo siciliano per poi diplomarsi all’Accademia: indubbia è la sua eccellente tecnica. Ogni riferimento iconografico, che va dall’arte sacra rinascimentale alla maestria grafica degli illustratori moderni – geniali inventori dei manifesti di lotta – è colto ed evidente.



La donna e pittrice che sta dietro questa brillante produzione ha un carattere tenace che contrasta con il suo corpo etereo, sottile e danzante. La forza delle immagini nasce dalla sicurezza dell’idea, le campiture piatte sono il frutto maturo di una grande capacità di sintesi visiva. Ma come procede nel proprio percorso di comunicazione visiva? I lavori originali sono realizzati a pennarello: TuttaNeuro crea poligoni spezzati che sembrano curvarsi come lamine di metallo lucente; ogni forma colorata suggerisce la morbidezza di un volume, che siano zigomi modellati o fronti gentili, labbra socchiuse o chiome spensierate. Le immagini prorompono affacciandosi con occhi vigili sul mondo quotidiano come antichi bronzi, come sculture illuminate da vividi tagli di luce.
Dall’opera originale TuttaNeuro trae diverse copie che appende nottetempo nei vicoli e lungo le strade pubbliche. Osserva come la maggioranza vengano staccate e portate via: iniziano così a vivere una nuova vita in casa di sconosciuti, portando il proprio messaggio fatto di sguardi pungenti e loquaci silenzi. Le parole spesso non servono: l’evidenza del messaggio parla direttamente al cuore di chi se ne è appropriato, rubandole nel buio desolato e anonimo di una serata qualunque di città.



Appendere le immagini è una forma di Street Art discreta e gentile; sovversiva nei contenuti ma senza invadere con violenza lo spazio collettivo. TuttaNeuro, memore delle tante immagini sacre e delle nicchie votive che punteggiano i borghi del meridione, pone le proprie opere ad una altezza insolita: protagonista e osservatore non incrociano subito lo sguardo perché le rispettive linee d’orizzonte non coincidono. Questa scelta potenzia il valore di monito e guida delle ragazze rappresentate.
L’evoluzione pittorica procede di pari passo con il desiderio di affrancarsi dalla tradizione; è un bisogno etico, un’istanza di riscatto evidente nella successione dei titoli dele esposizioni: “Dreaming woman”, “The Awakening.” e infine “Do it”. L’arte torna ad essere slancio emotivo, significato, contenuto. È un crescendo che va dal sogno, al risveglio, all’azione concreta. TuttaNeuro ha sviluppato un linguaggio chiaro, coerente, stilisticamente uniforme senza mai diventare ripetitiva. Ha cancellato la luce naturale e il ritratto fotografico per scatenare una danza dentro e contro gli odierni schemi sociali.
L’illuminazione si spezza, si scheggia, esplode e si ricompone: è una questione di ruoli, di abitudini, di sottomissioni da sovvertire. Tutto è elettrico e spigoloso ma oltre questa cortina pulsa un cuore romantico, inclusivo, relazionale. Perché la vera donna in una società matura non è guerra bensì rispetto e amore. Non è possesso ma libera scelta e dono.