Max Matolo e il suo reading poetico sulla pace al Mini Festival Scrittori per la Pace.

Articolo di Ilaria Solazzo
Bastia Umbra, 1 marzo 2026 – Auditorium Sant’Angelo.
In un’epoca segnata da conflitti e incomprensioni, la poesia di Max Matolo emerge come un balsamo per l’anima.
Domenica 1 marzo 2026, l’autore romano parteciperà al Mini Festival Scrittori per la Pace di Bastia Umbra, dove presenterà il suo impegno poetico e inviterà il pubblico a riflettere sul valore universale della pace attraverso un reading ricco di emozioni e speranza.
“Nascita di una poesia”: un viaggio interiore
Il titolo del libro di Max Matolo, Nascita di una poesia, rivela l’essenza della sua scrittura: un viaggio che esplora come la poesia possa nascere da ogni sensazione, sguardo e frammento di vita.

La poesia di Matolo riflette emozioni profonde ed esperienze quotidiane, e il suo linguaggio si distingue per la musicalità e la capacità di evocare immagini potenti.
L’opera di Max Matolo non è una semplice raccolta di versi, ma una riflessione sulla bellezza nascosta nella quotidianità. Ogni parola, ogni immagine poetica, è impregnata di vita, esperienze personali ed emozioni universali.
La poesia, per l’autore, diventa uno strumento per comunicare con il mondo, traducendo in arte ciò che spesso rimane inesprimibile.
Breve intervista con Max Matolo: la poesia come voce della pace
Domenica 1 marzo 2026 parteciperai al Mini Festival Scrittori per la Pace a Bastia Umbra, ma non presenterai il tuo libro. Qual è il focus del tuo intervento?
Esatto! In questa occasione non presenterò Nascita di una poesia, ma parteciperò a un incontro tra scrittori, dove il tema centrale sarà la Pace. Condividerò alcune poesie inedite, tra cui due mie composizioni, in un reading poetico che ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della pace, un tema universale che ci tocca tutti.

Cosa ti ha spinto a scrivere poesie sulla pace?
La pace è un valore che deve essere continuamente ricercato e difeso. In un mondo segnato da conflitti e incomprensioni, sento l’urgenza di esprimere attraverso la poesia il desiderio di costruire ponti tra le persone, di ascoltarci e rispettarci. La poesia è uno strumento di speranza, ed è proprio questo che cerco di trasmettere con le mie parole.
Le tue poesie trattano temi universali, ma hanno anche una forte componente emotiva. Come si intrecciano emozioni personali e il tema della pace?
La pace non è solo un concetto astratto, ma qualcosa che parte dall’interno di ciascun individuo. Le emozioni personali sono il punto di partenza per parlare di un bene comune. Se non impariamo a trovare la pace dentro di noi, come possiamo sperare di costruirla all’esterno? Ogni parola che scrivo cerca di tradurre questo desiderio profondo di armonia e di comprensione reciproca.
Quali speranze riponi nelle tue poesie inedite sulla pace, soprattutto in un contesto come il Festival?
Spero che queste poesie possano suscitare riflessione, emozione e un momento di introspezione collettiva. La pace non è solo l’assenza di guerra, ma una condizione che possiamo costruire ogni giorno, con piccoli gesti e scelte quotidiane. Durante il Festival, mi auguro che le mie parole possano contribuire a sensibilizzare il pubblico verso un mondo più giusto e pacifico.
Nella tua carriera poetica, hai affrontato vari temi, ma la pace sembra essere un argomento che senti particolarmente vicino. Come pensi che la poesia possa influenzare la società, soprattutto in tempi turbolenti come questi?
La poesia ha il potere di arrivare dove le parole comuni non riescono. In un mondo dove il rumore delle notizie, della politica e dei conflitti è incessante, la poesia può offrire una pausa, un momento di silenzio per riflettere su ciò che davvero conta. Sento che, attraverso la poesia, possiamo piantare piccoli semi di speranza che, con il tempo, possano germogliare in un cambiamento profondo. La pace comincia da qui, dal nostro impegno quotidiano a costruirla.
In che modo la tua esperienza personale si riflette nelle poesie che scrivi sulla pace?
La mia esperienza personale è sempre presente nella mia scrittura, anche quando parlo di temi universali. La perdita di mia madre, per esempio, mi ha insegnato a cercare la serenità in mezzo alla tempesta. Ogni difficoltà che ho vissuto mi ha fatto capire che la pace non è solo un’idea, ma una ricerca interiore, un cammino che dobbiamo percorrere ogni giorno. Le mie poesie sono il mio modo di trasmettere questo messaggio di speranza e di resilienza.
Max, grazie per aver condiviso con noi le tue riflessioni. È stato un vero piacere.
Grazie a te, è sempre un piacere parlare di temi così significativi. Spero che queste poesie possano toccare il cuore delle persone e ispirare un impegno concreto per la pace.
Cari lettori, non perdete l’opportunità di assistere a questo incontro ‘speciale’ al Mini Festival Scrittori per la Pace di Bastia Umbra, il 1° marzo 2026. Un’occasione unica per ascoltare Max Matolo e altri eccellenti autori della Bertoni Editore, che condivideranno il loro impegno poetico per la pace. Un evento da non perdere, dove la poesia diventa un potente strumento di riflessione e speranza.

Ascoltando le parole di Max Matolo, si ha la sensazione che la poesia non sia solo un’espressione artistica, ma un atto di resistenza silenziosa. La pace, che può sembrare un concetto lontano, diventa così qualcosa di profondamente radicato nell’individuo. Ogni verso che Max Matolo scrive è come una preghiera sussurrata nell’universo, una chiamata a ricordare che la vera pace inizia dal cuore di ognuno di noi. Con il suo reading poetico al Mini Festival Scrittori per la Pace, l’autore ci invita a fermarci, riflettere e ascoltare, affinché la poesia, in tutta la sua semplicità, possa diventare il linguaggio che ci unisce in un mondo migliore.
“La poesia è il respiro dell’anima, una melodia che nasce dalla quiete interiore e che si diffonde nel mondo come un seme di pace” – Max Matolo.

Max Matolo leggerà domenica 1 marzo 2026 al Mini Festival Scrittori per la Pace la sua poesia inedita, “L’Ultimo Raggio di Sole”.
Questa poesia esprime il tormento che l’autore prova nei confronti dei tempi oscuri che stiamo vivendo, ma è anche un messaggio di speranza. Con i suoi versi, Max Matolo cerca di far riemergere i colori nascosti tra il fumo e le nebbie del presente, spingendo il lettore a immaginare un mondo migliore. La sua poesia si fa ponte tra emozioni e riflessioni, invitando a guardare oltre le difficoltà per sognare un domani più luminoso.
L’Ultimo Raggio di Sole

Quanto malore c’è nell’aria malsana,
questa armatura è ferrea
eppur morbida ancora sul mio corpo, che flette come flette l’angoscia,
anche ora che scrivo
impronte della mia vita,
mi lascio trascinare dai ricordi,
quanta bellezza esaltava il mio canto, quanta malinconia
esasperava il mio cuore.
Eppure… adesso fermo quegli istanti, ricordi avvolti dal tempo che fugge.
Traballa la vita,
come un’onda si schianta,
come faccio a non soffrire,
se pulsa ancora l’amore!
Come faccio a lenire i dolori!
Quest’aria soffoca il mio respiro,
sento il freddo dei popoli che soffrono,
sento il pianto dei bambini
che non mangiano,
sento tutti i dolori in quest’aria malsana.
Rovente è il momento
non v’è speranza senza la PACE,
quante spine sanguinano
tra le mie emozioni,
non riesco nemmeno a pensare.
“Non morirà mai la vita
che nasce tra le nuvole.”
M’accascio sull’erba,
ora vado a sognare
quel mondo che c’è stato un dì,
ch’era vento in un canto,
era melodia
nelle viscere di un abbraccio…era,
ma dovrà pur essere ancora,
quando mi inonderà,
l’ultimo raggio di sole.
Con questa poesia, Max Matolo ci invita a riflettere sulle difficoltà del presente, ma ci sprona anche a non perdere la speranza, a credere che l’amore e la pace possano ancora illuminare le nostre vite, come un raggio di sole che emerge dalle nuvole. Un messaggio potente, che sarà condiviso con il pubblico durante questo evento speciale.