Sabrina Morelli: L’intervistatrice che dà voce all’arte, in dialogo con Linda Lucidi
Articolo a cura di Ilaria Solazzo
Linda Lucidi, artista poliedrica e vincitrice del prestigioso Premio Comunicare l’Europa 2026, è stata ospite di Sabrina Morelli in una delle sue trasmissioni radiofoniche più seguite dell’etere nazionale. Questo incontro ha messo in luce non solo la sua arte, ma anche l’impegno civile e culturale che la caratterizza, facendone una delle voci più influenti del panorama europeo.

Il colloquio è andato in onda il 25 febbraio alle 20.00, nell’ambito della nuova puntata di Spazio Libri su Radio Studio 107 Milano, sul canale 235 del digitale terrestre e in streaming all’indirizzo web https://welove.radio/radio/studio-107-milano/.
Questa intervista si è svolta in un contesto di grande rilevanza culturale e sociale, in cui la radiofonia ha avuto un ruolo fondamentale nel creare una connessione autentica tra l’artista e il pubblico, portando alla luce aspetti inediti della sua vita e della sua carriera.
Breve intervista a Sabrina Morelli: La Magia della Comunicazione Radiofonica
Buon giorno Sabrina, grazie per essere con noi oggi. La tua carriera come intervistatrice e speaker radiofonica è davvero straordinaria. In occasione della tua intervista con Linda Lucidi, vincitrice del Premio Comunicare l’Europa 2026, ci puoi raccontare come ti prepari per un incontro così speciale?
Grazie a te cara Ilaria! Quando so che dovrò avere un incontro con un’artista del calibro di Linda, amo entrare in sintonia con la sua arte e la sua visione. La preparazione non è solo un fatto tecnico, ma un processo emotivo. Studio il percorso della Lucidi, ‘leggo’ le sue opere, ascolto le sue parole precedenti, ma poi lascio sempre spazio all’improvvisazione. Credo che l’autenticità emerga quando ci si apre all’incontro con l’altro, e io cerco sempre di mettermi in ascolto.
Com’è stato entrare in contatto con il mondo di Linda? Qual è stato il momento più emozionante dell’intervista?
Linda è un’artista straordinaria perché molto umile e gentile… e parlare con lei è stato come fare un viaggio attraverso diversi mondi. La sua capacità di mescolare pittura, poesia e fotografia, e di trasmettere emozioni profonde, mi ha davvero colpita. Il momento più emozionante è stato quando ha parlato del suo approccio all’arte come linguaggio universale. Le sue parole mi hanno fatto riflettere molto, e credo che anche chi ci stava ascoltando abbia sentito quell’emozione.
In effetti, il suo impegno sociale e culturale è davvero straordinario. Come sei riuscita a tirare fuori queste sfumature durante l’intervista?
Penso che il segreto stia nel creare una connessione genuina. Ho cercato di non limitarmi a parlare solo dell’arte, ma di esplorare anche la parte più intima di Linda. Quando qualcuno è autentico e disponibile a condividere non solo il proprio lavoro, ma anche il proprio mondo interiore, il gioco diventa interessante. La chiave per me è fare domande che stimolino riflessioni, che non siano scontate, ma che permettano di svelare quella parte di sé che fa davvero la differenza.
Ti riconosci come un arcobaleno di dialogo in queste interviste?
Sì, direi che è un po’ il mio ruolo. Il mio obiettivo non è solo raccontare, ma anche creare uno spazio dove l’intervistato si senta libero di esprimersi senza filtri. A volte, la vera magia accade quando l’intervistato riesce ad andare oltre il suo ruolo pubblico, e si apre. In quel momento, la comunicazione diventa profonda, e si creano legami tra chi ascolta e chi parla. È questo che mi motiva a fare il mio lavoro ogni giorno.
Tra tutti i tuoi ospiti e le tue trasmissioni, cosa ti emoziona di più nel tuo lavoro come speaker radiofonica?
Ogni incontro è una sorpresa, ogni intervista è unica. La radio permette di arrivare al cuore delle persone, senza la barriera della distanza fisica, ed è proprio questo che trovo emozionante. Non c’è nulla di più bello che sentire l’emozione nelle voci degli ospiti, vedere come le loro parole possano toccare le persone che ascoltano. È un atto di comunicazione pura, in cui tutti siamo coinvolti.
Parlando proprio di comunicazione, che ruolo ha secondo te la radio nell’arte e nella cultura?
La radio è uno strumento potente perché riesce a raggiungere un pubblico vasto, senza barriere. La sua forza è proprio nell’intimità, nel fatto che si parla direttamente all’ascoltatore. La radio può essere un ponte per raccontare l’arte, la cultura, e anche temi più profondi come quelli trattati da Linda. La radio crea un’esperienza condivisa che non solo informa, ma anche emoziona e fa riflettere.
Tu sei una comunicatrice di grande spessore professionale e umano… in che modo pensi che la tua professione di intervistatrice e speaker influenzi la percezione dell’arte da parte del pubblico?
Il mio ruolo è quello di dare una voce alle storie degli artisti e di farle conoscere in modo che chi ascolta possa entrare in contatto con qualcosa di nuovo, di interessante. Quando parliamo di arte, non si tratta solo di tecnica, ma anche di emozioni e valori. Se riesco a far sentire l’ascoltatore parte di quella storia, credo che stia già vivendo un’esperienza artistica. La radio permette di trasmettere non solo ciò che è visibile, ma anche ciò che è invisibile: il pensiero, la passione, il senso profondo di ciò che l’artista sta cercando di comunicare.
Come vedi il futuro delle tue trasmissioni? Ci sono nuovi progetti in cantiere?
Ogni nuovo progetto è un’opportunità di crescere e di sperimentare. Mi piacerebbe continuare a esplorare temi legati all’arte e alla cultura, ma anche ampliare i confini della radiofonia. Mi piacerebbe organizzare eventi dal vivo, dove il pubblico possa partecipare direttamente alle conversazioni e alla magia della radio. E poi, chissà… ci sono sempre nuove sorprese in arrivo!

In un mondo che sembra spinto verso il costante desiderio di velocità e superficialità, la figura di Sabrina Morelli emerge come un faro di profondità, sensibilità e dedizione. Le sue trasmissioni radiofoniche non sono semplici momenti di intrattenimento, ma veri e propri spazi di riflessione, connessione e crescita personale per chi ascolta. Ogni intervista che Sabrina conduce è un atto di intimità, un’opportunità per gli ospiti di esplorare se stessi, di rivelare aspetti profondi delle loro vite e delle loro opere, ma anche per il pubblico di partecipare, seppur indirettamente, a una conversazione che sfida il tempo e lo spazio.
Quando ascolti Sabrina, ti accorgi subito che non è solo un’intervistatrice. Non si limita a fare domande, ma sa mettersi in ascolto in modo autentico, empatico e curioso, riuscendo a captare sfumature che altrettanto altri potrebbero perdere. La sua capacità di rendere ogni intervista unica, di creare una connessione con l’ospite e allo stesso tempo con l’ascoltatore, la distingue in un panorama di comunicazione spesso fatto di “interviste prefabbricate” e routine.
In particolare, la sua intervista con Linda Lucidi, vincitrice del Premio Comunicare l’Europa 2026, ne è la testimonianza vivente. Sabrina non ha solo riportato la storia di una grande artista, ma ha scorto e svelato la vera essenza di Linda, le sue passioni, i suoi sogni, la sua visione universale dell’arte. È riuscita a trasmettere quell’emozione che si nasconde dietro ogni parola, dietro ogni opera, creando un legame che va oltre il semplice scambio di informazioni. Sabrina, come un’artista della parola, ha intessuto un racconto che ha saputo emozionare, far riflettere e, soprattutto, far comprendere la grandezza dell’arte e della cultura.
Quello che mi colpisce di Sabrina non è solo la sua professionalità, ma la sua umanità. Ogni domanda che pone è pensata non solo per raccogliere una risposta, ma per stimolare una riflessione profonda, per invitare l’interlocutore a scavare dentro se stesso e condividere con gli ascoltatori un pezzetto del proprio mondo interiore. Non è mai banale, mai superficiale. Non ha paura di affrontare tematiche importanti, anche quelle più delicate, ma lo fa con delicatezza e rispetto, facendo sì che ogni ospite si senta a proprio agio, libero di esprimersi senza timore di giudizio.
Sabrina ha un dono raro: riesce a entrare in sintonia con chiunque, rendendo ogni intervista un viaggio che coinvolge e arricchisce sia l’intervistato che il pubblico. La sua capacità di trasformare il dialogo in un’esperienza condivisa è ciò che rende le sue trasmissioni così speciali. Con Sabrina non si parla mai solo di “arte”, ma di “vita”, di emozioni, di esperienze, di connessioni umane. La sua voce diventa il mezzo per raccontare storie, per veicolare messaggi universali e, al contempo, per promuovere una cultura di bellezza e solidarietà che travalica i confini.
In un’epoca in cui la velocità della comunicazione sembra ridurre tutto a un breve momento di apparente interesse, Sabrina riesce a prendersi il tempo per ascoltare, riflettere e approfondire. La sua forza sta nel far sentire chi la ascolta parte di qualcosa di più grande. Nella sua radiofonia c’è una qualità di introspezione che sfida la superficialità e restituisce valore alla vera comunicazione: quella che ci fa sentire vivi, quella che ci arricchisce e ci fa crescere.
Guardando al futuro, sono certa che Sabrina continuerà a stupirci con la sua passione per l’arte, la cultura e le storie umane. I suoi progetti sono destinati a crescere, a evolversi, e a farci scoprire nuove forme di comunicazione. Non solo attraverso la radio, ma attraverso qualsiasi mezzo che le permetta di portare avanti il suo messaggio: l’arte è vita, l’arte è dialogo, l’arte è un linguaggio che unisce le persone.
In un’era in cui ci troviamo bombardati da rumori, da mille voci che cercano di farsi sentire, Sabrina Morelli ci ricorda che la vera comunicazione nasce dall’ascolto, dalla cura e dalla volontà di entrare in connessione profonda con l’altro. E, in questo, non c’è nulla di più raro e prezioso.