La Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia guida un confronto civile, culturale e spirituale sulla dignità femminile
PALERMO – Nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia si è svolto l’incontro dedicato alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, un momento di forte intensità civile e culturale che ha riunito voci istituzionali, giuridiche, accademiche e associative.

A loro si sono aggiunti Presidenti, Direttori e rappresentanti degli enti patrocinanti, testimonianza concreta di una rete ampia e sinergica nel contrasto alla violenza contro le donne.
La mattinata è stata moderata dal:
Dott. Andrea Giostra, psicologo clinico e criminologo, Direttore dell’Ufficio Sviluppo e Progettazione della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia
Figura di raccordo fondamentale che ha guidato il dibattito con competenza e sensibilità.
Interventi e relatori
Nel corso dell’evento sono intervenuti magistrati, avvocati, docenti universitari, sociologi ed educatrici, offrendo prospettive differenti su un tema complesso che coinvolge la giustizia, la prevenzione, il sostegno psicologico e la responsabilità sociale.
Un approccio multidisciplinare che ha reso l’incontro non solo un momento di riflessione, ma un reale laboratorio di analisi e consapevolezza.

- Dott. Fabio Pilato – Giudice della Corte d’Appello di Caltanissetta
- Dott.ssa Raimonda Tomasino – Giudice presso il Tribunale di Sorveglianza di Palermo
- Dott. Manfredi Lanza – Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Termini Imerese
- Avv. Luigi Spinosa – Avvocato penalista; Vicepresidente della Camera Penale di Termini Imerese, Cefalù e Madonie
- Avv. Rosa Maria Sciortino – Avvocato penalista
- Prof. Girolamo Lo Verso – Full Professor di Psicoterapia presso Unipa e psicoterapeuta
- Prof. Emilio Vergani – Sociologo, docente presso la LUMSA Santa Silvia di Palermo
- Dott.ssa Viviana Cannova – Educatrice; Responsabile di 5 Case Rifugio Segrete per Donne vittime di abusi e maltrattamenti
Una sequenza di interventi che ha abbracciato prospettive giuridiche, cliniche, sociologiche ed educative, restituendo un’immagine completa delle sfide e delle possibilità concrete di contrasto.
Dichiarazione del Preside Vito Impellizzeri

«La Facoltà Teologica ha il compito pubblico di avviare processi di coscienza che abbiano, rispetto alle donne e alla specificità femminile, alla condizione di genere, due caratteristiche: il rispetto e la reciprocità. Noi lo facciamo perché vogliamo avviare processi relazionali maschio-femmina di rispetto e di reciprocità. E questo è il nostro compito pubblico, che si fonda su che cosa?
Su due grandi intuizioni, uno lo prendo dalla Scrittura, dal libro della Genesi, dove si racconta la creazione della donna, diciamo fuori schema, perché Dio stesso si accorge che la creazione non è completa, non è compiuta, non è piena, senza la donna. Dunque, la donna come ciò che porta a compimento il disegno della creazione.
È come se tutta la creazione si raccogliesse nell’identità femminile dell’essere uomo, nella parte femminile, e portasse alla condizione di tutta la creazione, alla condizione umana, il suo compimento e la sua pienezza, il bene.
Questa è la prima motivazione, la seconda la prendo da Giovanni Paolo II che è stato il primo a parlare di genio femminile. La storia, il mondo, la Chiesa, abbiamo bisogno della genialità femminile, del genio femminile; quindi, il compimento della creazione e il genio femminile sono la ragione per cui noi abbiamo processi di reciprocità e di rispetto maschio/femmine, in facoltà.»
Parole che hanno segnato uno dei momenti più intensi dell’evento, richiamando una responsabilità condivisa: la centralità della donna come pienezza della creazione e risorsa indispensabile per comunità più giuste e relazioni più sane
Una rete unita nel contrasto alla violenza di genere
La forza dell’iniziativa è stata ulteriormente amplificata dalla grande partecipazione di una vasta rete di associazioni, enti culturali, realtà educative, club service e organismi impegnati quotidianamente nella tutela delle donne e nella promozione dei diritti.
Una collaborazione corale che dimostra come il contrasto alla violenza di genere richieda continuità, responsabilità condivisa e una comunità capace di fare fronte comune.
Questa presenza diffusa ha dato voce non solo all’impegno, ma anche alla volontà di trasformare la cultura, favorendo una più ampia sensibilizzazione collettiva.



