18/04/2026
“Venti Inchiostri”: da Artètika, la mostra in bianco e nero di Andrea Celestino
Arte News

“Venti Inchiostri”: da Artètika, la mostra in bianco e nero di Andrea Celestino

Ott 22, 2024

La mostra “Venti Inchiostri” dell’artista Andrea Celestino è stata inaugurata a Palermo. venerdì 18 ottobre, alle ore 18.30, presso la galleria “Artètika, spazio espositivo per l’anima”, di via Giorgio Castriota, 15 . Si tratta di un evento che unisce l’arte alla sfera onirica e simbolica. Venti i quadri in esposizione, realizzati con china emulsionata con paraffina, creati in sinergia con le importanti cornici che li completano con equilibrio e bellezza.

Celestino, con un passato nelle scenografie per teatro, televisione e pubblicità, ha trovato nell’inchiostro il mezzo ideale per dare forma a creazioni che fondono elementi umani e animali, conferendogli una qualità quasi sciamanica:  “(…) L’inchiostro, emulsionato con sostanze grasse si allarga sul foglio dopo la pennellata senza imbibirne subito tutte le fibre. Galleggia, scivola, si raccoglie ai bordi del tratto con movimenti morbidi, simili a ventagli, a petali aperti di fiori immaginari che sbocciano in veli di colore. La tecnica permette ai neri di trasformarsi infinite variazioni di grigio, di giocare con il candore del foglio senza ferirlo in una sorta di danza che esalta la luce opalescente e sericea dei bianchi”- Massimiliano Reggiani, (Critica D’Arte – Facebook, 18 /10/2024)

La mostra sarà aperta al pubblico dal 19 al 31 ottobre, dal lunedì al sabato. dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 19.30. L’evento della mostra “Venti inchiostri” è stato organizzato dalle galleriste Esmeralda e Gigliola Beniamino Magistrelli, e la curatela è stata affidata a Alberto Samonà, intellettuale siciliano, scrittore e giornalista, già assessore regionale dei Beni culturali della Regione Siciliana, figura di spicco nel campo dell’arte e delle culture orientali.

L’artista Andrea Celestino

Andrea Celestino

Nasce nel luglio del 1966 a Palermo, dove tutt’ora risiede, e si diploma Maestro di pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 1989. L’attività di pittore è stata accompagnata a quella di scenografo ed ebanista. Ha realizzato scene per il teatro, la televisione e set pubblicitari in collaborazione con il Teatro Vagante e con Il Laboratorio Spazio Scenico. Per la Cooperativa Solidarietà ha condotto laboratori di pittura e di costruzione di strumenti musicali al fine del reinserimento di disabili psichici nel mondo del lavoro. Dal 2004 al 2008 si trasferisce a Berna producendo numerose mostre personali. Dal suo rientro a Palermo prosegue la ricerca.

“L’Arte non esprime solo la bellezza”

Quando si pensa all’artista- spiega Andrea Celestino-  si pensa automaticamente a un inventore di bellezza, ma bruttezza e bellezza non si possono separare. La bruttezza fa già parte della storia che è piena di mostruosi errori e l’uomo ha una buona parte di responsabilità. L’uomo spesso si considera il protagonista della storia, quando in realtà è solo una parte della natura, non il centro di essa: il mondo esiste senza il bisogno dell’uomo. Eppure l’uomo, attraverso l’incuria e il disinteresse, lo sta distruggendo ignorandone i bisogni e le esigenze, finendo per distruggere se stesso.  L’uomo è parte integrante della natura non il protagonista, proviene dalla natura ma la sta perdendo. Nelle mie opere della mostra “Venti Inchiostri” l’uomo e la natura convivono e si accostano senza dolore né forzature, creando un mondo alternativo e personale su  cui ciascuno è libero di riflettere a modo proprio”.

La mostra “Venti Inchiostri”

Le parole del curatore Alberto Samonà

Alberto Samonà

«Il gesto pittorico è fondamentale nell’opera di Andrea Celestino – afferma – ed è un atto che ha vita propria, figlio di memorie antiche e di un’esplosione che investe l’artista e lo pone in una condizione di ascolto, ma anche di sguardo. L’artista non crea, ma trae la forma stessa da un oltre e, come uno sciamano, la affida alla materia. Ecco che forma e senza forma si fondono, dominando la scena attraverso la china, strumento per l’affermazione di questa irruzione. Le stesse figure diventano i giocatori: ora umani, ora animali, ora alberi o oggetti, non importa. Fusi e armonizzati, consumano una partita cosmica, confondendosi e confondendo le idee a chi ritiene di avere compreso tutto della vita e delle vite».

Il commento delle galleriste Gigliola ed Esmeralda Magistrelli

Gigliola ed Esmeralda Magistrelli

«Degno di essere nell’empireo dei più grandi artisti e poeti dell’arte contemporanea” commenta la gallerista Gigliola Beniamino Magistrelli che spiega: “ˈVenti Inchiostriˈ è una mostra nata e pensata proprio per la galleria Artètika, dopo un sogno. È la prima vera esposizione degli inchiostri di Celestino, opere recenti e create di getto con un gesto unico e fluente. I colori, consueti e vivaci, vengono sostituiti dal bianco e nero, che l’artista riesce a gestire con estrema padronanza, rendendolo intenso e caldo».

«La mostra “Venti Inchiostri” nasce da un sogno-commenta la gallerista Esmeralda Magistrelli– ,da un desiderio personale, come sostiene mia madre Gigliola, che trova la sua realizzazione in questo spazio espositivo dedicato all’anima. L’artista, consapevole del contesto intimo e spirituale del luogo, ha creato opere di dimensioni più ridotte, concepite appositamente per questo ambiente. Utilizzando una nuova tecnica, l’artista lavora con un unico getto che guida e indirizza la mano, lasciando che il flusso creativo prenda il sopravvento-come spiega Alberto Samonà, il curatore della mostra. L’artista sebbene non ami essere esposto così tanto, preferendo mantenere una certa riservatezza e un profondo rispetto per il mistero insito nelle sue opere, ha accettato ugualmente   di partecipare   a questo progetto esponendo  la sua arte  al pubblico».

 “Venti Inchiostri “: un’esperienza unica tra intimità e mistero

 Entrando all’interno della galleria , la mostra si percepisce come  un’esperienza unica e riflessiva che il pubblico è invitato a sperimentare, entrando in contatto  con un senso di intimità e mistero. Il bianco e nero alimenta l’alone di mistero che avvolge le  figure  apparentemente amorfe che  prendono forma man mano che ci avviciniamo, come se volessero prendersi gioco del pubblico numeroso ma attento, buon intenditore di arte e di vino pregiato .