18/04/2026
L’autrice  Anna Cecioni si racconta  tra memoria, identità e legami affettivi.
Interviste News Prima Pagina

L’autrice  Anna Cecioni si racconta  tra memoria, identità e legami affettivi.

Ott 14, 2024

Anna Cecioni, autrice terza classificata al Contest “Racconta l’immagine“, ci racconta come la sua esperienza di vita e la sua profonda sensibilità per i temi della memoria e del tempo abbiano influenzato i suoi lavori. Dalla sua carriera alle Ferrovie dello Stato fino ai legami affettivi e al mistero esplorato nei suoi romanzi, scopriamo la scrittura intensa e commovente di questa talentuosa autrice.

Anna, lei ha lavorato per molti anni nelle Ferrovie dello Stato, un’esperienza che sicuramente l’ha messa in contatto con tante storie di vita. In che modo la sua carriera ha influenzato i suoi racconti e le ambientazioni, come nel caso del racconto vincitore e del romanzo “Le stelle smarrite”?

 Gli anni trascorsi alle Ferrovie dello Stato sono stati una miniera di esperienze, di conoscenze, è impossibile credere che non mi abbiano influenzato. Anche se non ricordo di aver scritto alla lettera di qualcuno appartenente all’ambiente ferroviario, la mia mente ha incamerato la memoria di quei tempi. E qualche volta, rileggendo le pagine che scrivo di getto circa personaggi semi/inventati, mi scopro a sorridere. “Bravo Beppe, facevi proprio così quando volevi raccontare una bugia” anche se di Beppe non si stava parlando.

 Nel racconto vincitore del Contest “Racconta l’ immagine”, il tema della solitudine e del legame affettivo tra la protagonista Nellye la nonna Ilaria emerge con forza. Cosa l’ha ispirata a scrivere una storia così intensa e commovente sul rapporto tra una figura più giovane e una figura materna sostitutiva? C’è un elemento autobiografico in questa storia?

 Non c’è un elemento autobiografico, io sono stata una bambina anche troppo coccolata da due genitori e quattro nonni. Tuttavia ho sempre avuto una particolare propensione a immaginare storie dove i personaggi, senza un vero legame di sangue, ma uniti da un affetto profondo, sono stati divisi da circostanze diverse dalla loro volontà. E la reciproca ricerca, i tentativi per ritrovarsi hanno spesso momenti molto intensi.

 Il romanzo “Le stelle smarrite” presenta una protagonista, Bianca, che si trova ad affrontare un mistero angosciante: la scomparsa della sua famiglia e il rifiuto della sua stessa esistenza. Quali sfide psicologiche ha voluto esplorare con questo personaggio e quanto sono importanti i temi della memoria e dell’identità nel suo lavoro?

 I temi della memoria e quelli dell’identità sono importantissimi nel mio lavoro: ho gioito e sofferto con Bianca, mi sono sentita sola in un paese straniero, mi sono legata a chi poteva darmi sostegno, sono stata disperata per aver perso per strada chi avrebbe potuto aiutarmi. Mi piace scrivere perché i sentimenti che maneggio con le parole, mi restituiscono raddoppiata l’emozione dell’esistenza stessa: scrivere per il tempo che passa, per la vita che corre a rotta di collo, per le illusioni che sbiadiscono.

 Nel suo racconto, così come nel romanzo, sembra esserci una forte connessione tra passato e presente. Quanto è importante per Lei il tema del tempo nelle sue storie? Pensa che questo legame tra passato e presente possa essere una costante nei suoi futuri progetti letterari?

 Siamo tutti intrisi di passato, ne siamo il risultato, anche se viviamo nel presente. Non so cosa scriverò, quale storia racconterò, ma so che in questi giorni, tanto per fare un esempio, ho appena iniziato un nuovo romanzo. Ho scritto poco, solo una paginetta del primo capitolo, ma ho ben presente quale sarà il titolo: Millenovecentotrentasei.

Clicca sull’immagine per leggere il Racconto Nelly