20/04/2026
AI Revolution: Gli orizzonti possibili discussi a Modica
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AI Revolution: Gli orizzonti possibili discussi a Modica

Mar 24, 2025

MODICA – L’intelligenza artificiale è un amplificatore”. Difficile condensare in poche parole gli 80 minuti di confronto avvenuti qualche giorno fa a Modica su iniziativa RIAD ETS, l’associazione culturale che spazia nel suo agire su più fronti della vita sociale. Ma questa frase prova a farlo, ragionando ovviamente in forzata sintesi e senza avere usato ChatGPT per ‘crearla’. Questa volta, RIAD ETS ha scelto la riflessione sull’Intelligenza Artificiale, uso e consumo, ruolo e importanza, rischi e opportunità. Partendo dall’assioma che la conoscenza fa tutta la differenza. Nel giudizio e nell’analisi. Un profondo modo di vedere e discutere su quella che è e sarà un’opportunità e non un limite se ‘maneggiata’ con cura. Il dibattito è stato interessante, ricco di spunti e di argomentazioni. Salvatore Sanfilippo, scrittore e informatico, creatore del database Redis e Concetto Spampinato, docente universitario al Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica a Catania ed esperto di visione artificiale, insieme a Oasi Digitale, lo hanno ‘spinto’ davanti alla platea piena dell’auditorium di piazza Matteotti. Facendolo con dovizia e destando interesse in ogni passaggio e in ogni argomentazione. Fuori da concetti e preconcetti ed entrando molto spesso, attraverso esempi e passaggi delineati, nel cuore del problema o dell’occasione che sono rappresentati nell’Intelligenza Artificiale. Come quando è stato palesemente detto che se l’uso dell’IA (o AI per usare l’acronimo anglosassone) avviene “nell’accidia più totale e ‘vile’, non scrivendo, ad esempio mail con la propria personalità, adoperando ChatGPT anche per le cose più banali, le potenzialità si riducono”.

Quel che è venuto fuori, è che IA una straordinaria opportunità di crescita per l’umanità e che però rischia di trasformarsi per un cattivo uso o per paura, in un limite. Interessanti testimonianze che si sono intrecciate fra relatori che condividevano i concetti base seppure nei ‘distinguo’ del ruolo. Come per esempio Salvatore Sanfilippo nel raccontare la sua esperienza di scrittore che non si è fatto aiutare dall’IA nel redigere il suo ultimo racconto di fantascienza quanto nell’avere ‘qualcuno’ per giudicarlo. Una sorta di editor durante il percorso che ha allungato il suo lavoro anziché accorciarlo (come invece accade spesso in che ne fa abuso) ma che, di converso, ha messo lo scrittore di fronte ai propri limiti ampliandone la capacità di ricerca e di, in questo caso, stesura.  Si è anche parlato di democratizzazione nell’uso dell’Intelligenza Artificiale quando è di ausilio e non di ostacolo e che anzi aiuta a parificare livelli doversi di conoscenza, non appiattendoli verso il basso ma facendo crescere quelli più modesti.

Molti gli argomenti nel tavolo di confronto moderato dalla giornalista Marianna Triberio. Particolarmente interessante e di attualità quotidiana, quello della regolamentazione dell’uso di ChatGPT e anche la sua presunta infallibilità. Il professore Spampinato, attraverso esempi concreti, ha spiegato che oggi, è ancora possibile tracciare una linea divisoria nel comprendere se un prodotto è frutto dell’umano o dell’IA. Interessante poi il passaggio legato ad un aspetto poco approfondito della questione ma che è vero e reale. E che il tavolo promosso da RIAD ETS ha avuto il merio di tirar fuori: quello legato a quei passaggi che ha come obiettivo quello di far sbagliare la stessa Intelligenza Artificiale. Ad esempio, cerando modifiche impercettibili proprio per farla sbagliare. E questi sono i livelli per così dire ‘fallaci’ che tengono ancora l’IA a distanza di sicurezza. Le conclusioni di questo confronto, sono che oggi, c’è ancora “un ambito misto di azione fra IA e essere umano. Ed è quello della cooperazione per arrivare al migliore risultato. Laddove l’essere umano è ancora elemento derimente sull’uso, la capacità d’uso e la frequenza d’uso dell’IA. Ma soprattutto sul fine dell’uso”. E questo, fa tutta la differenza.