18/04/2026
Alessandro Funghi e Il profumo del cielo: l’amore che viaggia attraverso il tempo e le lettere
Interviste Prima Pagina

Alessandro Funghi e Il profumo del cielo: l’amore che viaggia attraverso il tempo e le lettere

Feb 13, 2025

Un amore nato sulla carta, costruito parola dopo parola, in un’epoca in cui la distanza era colmata dall’inchiostro e dall’attesa. Alessandro Funghi racconta la storia di Norina e Mauro, un legame autentico vissuto tra la Maremma e Roma negli anni ’50. Un romanzo che parte da una raccolta epistolare che ci insegna il valore della pazienza, della dedizione e della memoria, per riscoprire la bellezza di un sentimento che resiste al tempo.

  • Ing. Funghi, Il profumo del cielo nasce da una storia vera, un amore vissuto attraverso le lettere in un’epoca in cui la comunicazione aveva un valore profondamente diverso da oggi. Cosa l’ha spinta a trasformare questa corrispondenza privata in un romanzo e quale responsabilità ha sentito nel raccontarla?

Ciò che mi ha spinto ha scrivere questo romanzo epistolare è stata l’idea di divulgare al maggior numero di persone possibile questa bellissima storia d’amore. Dapprima titubante, mia zia Norina, oggi 95enne, dopo averci riflettuto, mi ha generosamente concesso l’onore di leggere, selezionare, trascrivere e pubblicare le sue lettere. Nel farlo, ho sentito prepotente il peso dell’”invasione” nel sentimento altrui, quasi come profanare la sacra intimità che si instaura tra due amanti. Poi, però, hanno vinto in me la gioia di aver reso pubblica e visibile una storia che può dare molti insegnamenti ed in mia zia, la non comune soddisfazione di sentire sé stessa trasportata nuovamente indietro nel tempo, come a rivivere quel fiume di emozioni e di ricordi, a lei tanto cari.

  • Norina e Mauro hanno costruito il loro amore attraverso la scrittura, un dialogo fatto di carta e inchiostro. Secondo lei, cosa abbiamo perso oggi, nell’era dei messaggi istantanei, rispetto a quella modalità di comunicazione così intensa e meditata?

Abbiamo perso molto, si è perso molto in generale. Purtroppo, si è entrati in un tunnel nel quale conta apparire e soprattutto mostrare al mondo qualunque cosa, in una sorta di rincorsa inutile e insensata, con nessuno obiettivo da raggiungere, se non quello dell’illusione di essere ammirati ed invidiati dagli altri. I social media hanno dato il colpo decisivo in questo e sarà sempre più complesso, usando un eufemismo, riuscire a fare in modo di trasferire e far vivere ai più giovani la profondità e l’essenza della vita, che è contenuta ad esempio in una di queste lettere. Questo romanzo cerca, nel suo piccolo, di farlo, essendo ricco di spunti e di esempi.

  • La Maremma di Pitigliano e la Roma degli anni ‘50 fanno da sfondo a questa storia d’amore. Quanto è stato importante il legame con i luoghi per la narrazione? E quanto ha influito Pitigliano, il paese delle sue origini, nella scelta di raccontare questa storia?

Il mio personale attaccamento a Pitigliano ha fatto in modo di non averlo mai lasciato, sin da bambino e fino ad oggi. Il luogo di nascita di entrambi i miei genitori e la presenza di molti dei miei parenti, tra cui la zia Norina, ha permesso di creare un connubio fortissimo con quei luoghi e, in modo del tutto naturale e automatico, essendo questa una storia autentica, ha fatto da sfondo alla storia del romanzo.

  • La lettura delle lettere tra Norina e Mauro porta il lettore dentro la loro intimità, facendolo sentire partecipe delle emozioni di un tempo passato. C’è stata una lettera, tra quelle che ha letto, che l’ha colpita in modo particolare e che racchiude lo spirito dell’intero romanzo?

A dire il vero ce ne sono molte di lettere che mi hanno colpito, per la loro intensità ed originalità. Probabilmente quella più suggestiva è quella dalla quale nasce il titolo del libro e contenuta al suo interno, espressione di Norina rivolta al suo amato per fare capire a lui il suo stato emozionale e come fosse pervasa, pensando a lui, del “profumo del cielo”.

  • Il suo romanzo è un viaggio nei sentimenti, un omaggio a un amore autentico e duraturo. Crede che storie come quella che lei ha raccontato possano ancora esistere oggi? O la società moderna rende più difficile vivere l’amore con la stessa profondità?

Come detto in precedenza, il mondo è cambiato ed è cambiato troppo velocemente. Chi è nato negli anni duemila non può sapere, capire e cogliere ciò che negli anni precedenti si è vissuto. Ieri predominava la calma, lo stile, la profondità, oggi vincono incontrastate la frenesia, la grossolanità e l’apparenza. Sembra la solita morale ma è ciò che mediamente ci circonda. Occorrerebbe fermarsi e guardarsi allo specchio, ma senza una minima parvenza di introspezione e autocoscienza, è possibile?

  • Alessandro, lei ha dichiarato che questo libro è nato per fare un grande regalo a sua zia. Come ha reagito la zia nel vedere la sua storia trasformata in un romanzo? E cosa significa per lei sapere che ora questa testimonianza d’amore è a disposizione di tanti lettori?

Norina ha preso il libro nelle sue mani, lo ha tastato e lo ha sfogliato. Sino a quel momento non si capacitava di come fosse possibile, da una serie di lettere, farne un romanzo. Io, accanto a lei seduta, con il libro in bella mostra, ci siamo fatti una foto ad immortalare il viso di una donna forte ed appagata, con la sua storia vera e vissuta nelle sue mani. La sua storia ha un valore inestimabile e mi auguro possa essere conosciuta da molti, molti lettori. Penso che questo, possa essere il più bel regalo ad una donna arrivata alla sua età, e credo che anche lei ne sia cosciente e ciò, mi riempie di soddisfazione vera.

  • Il profumo del cielo non è solo una storia d’amore, ma anche un’opera che ci insegna il valore della pazienza, della dedizione e della volontà di costruire qualcosa insieme. Qual è il messaggio principale che vorrebbe rimanesse nel cuore dei suoi lettori dopo aver chiuso l’ultima pagina?

I messaggi che fuoriescono da queste righe sono molteplici. Ogni lettera è portatrice di amore autentico ed il loro inanellarsi nei due anni trascorsi nell’attesa del matrimonio, portano il lettore quasi ad essere presente lì con loro, mentre si scrivevano, alla luce di una candela. Tra i messaggi principali che pervadono queste epistole, quello forse più potente è che con il coraggio, la determinazione e l’amore è possibile qualunque sogno realizzabile.

  • Questo è il suo primo libro, come lei afferma: nato quasi per caso. Ora che ha vissuto l’esperienza della scrittura e della pubblicazione, ha scoperto dentro di sé il desiderio di continuare a raccontare storie? Ha già in mente un nuovo progetto editoriale?

E’ vero che questo romanzo è nato per caso e non è detto che possa essere l’ultimo. Se avrò il tempo e la lucidità necessaria si potrà anche tentare una nuova avventura. L’ispirazione è tutto e quindi può essere possibile.

  • Nel romanzo si percepisce una grande attenzione per il valore della memoria, non solo sentimentale ma anche culturale. Quanto è importante, secondo lei, riportare alla luce storie del passato per le nuove generazioni?

Una storia come questa, per le nuove generazioni, dovrebbe avere come fine, quello di permettere di aprire una porta, scoprendo che al di là di questa, è esistito un mondo differente da quello attuale e, perché no, agevolare coloro che lo volessero, a vivere i propri sentimenti in modo diverso e unico, nei modi e nei tempi, così come lo sono stati quelli di Norina e Mauro.

  • Se dovesse descrivere Il profumo del cielo con tre parole che ne racchiudano l’essenza, quali sceglierebbe e perché?

Amore, perseveranza e un pizzico di follia. L’intero romanzo galleggia nell’amore e nel sentimento reciproco, ed entrambi, malgrado la distanza che li separa ed i tempi non proprio semplici da affrontare, costruiscono parola dopo parola, riga dopo riga, il loro legame, via via sempre più saldo e potente, che tale si è mantenuto e si manterrà per sempre. Norina e Mauro, a mio parere, sono da ammirare e da esempio per tutti coloro che vogliono intraprendere una strada, un percorso. Sebbene i mezzi a disposizione fossero scarsi, sono comunque riusciti ad alimentare e a fare crescere i loro sogni sino ad avverarli e a viverli quotidianamente.