18/04/2026
Maria Antonietta Maule: la voce degli “Umani e Infelici” tra invisibilità, resilienza e inclusione
Interviste Prima Pagina

Maria Antonietta Maule: la voce degli “Umani e Infelici” tra invisibilità, resilienza e inclusione

Dic 19, 2024

Maria Antonietta Maule ci accompagna in un viaggio narrativo che esplora la fragilità e la forza dell’essere umano attraverso i suoi racconti raccolti in Umani e Infelici. Con una scrittura essenziale e incisiva, l’autrice affronta temi come l’invisibilità sociale, la condizione femminile e l’inclusione, proponendo uno sguardo lucido e appassionato sulle sfide del nostro tempo. Un invito a riscoprire empatia e solidarietà, per costruire una società più umana e giusta.

  • Nel titolo Umani e Infelici emerge una forte dualità tra la condizione umana e l’infelicità. Può spiegarci cosa rappresenta per lei questo connubio e come si riflette nei racconti?  Ho scelto il  titolo ” UMANI E INFELICI ” perché spesso osservo  tratti di umanità nelle persone ma questo non viene compreso nel suo significato positivo, perciò questa umanità mal interpretata rende infelici. Nei racconti queste condizioni si riflettono nel mondo delle Donne di ogni epoca che, nonostante le loro sofferenze e i loro mondi interiori feriti, vogliono credere che la vita possa essere rinnovata. 
  • Il tema dell’invisibilità Lei parla della “cura degli invisibili”. Come si è sviluppato il suo interesse per questa tematica e in che modo il suo percorso personale e professionale ha influenzato i racconti della raccolta? Questo argomento mi appassiona da tempo perché l’ invisibilita’ ha accompagnato l’ essere umano sia in periodi passati che odierni. Ci sono persone consce di essere invisibili che, pur provando a trasformare la loro esistenza,  spesso hanno di fronte  muri di indifferenza.  Occorre creare le condizioni favorevoli perché gli invisibili possano uscire da questa condizione  ma ciò non è sempre facile. Il mio percorso personale ha influenzato questi racconti  perché,  tempo fa, ho svolto  servizio  di  volontariato  presso Associazioni  che si occupavano di persone disagiate, gli invisibili,  inoltre, anch’ io, in passato,  mi sono vista invisibile a causa di condizioni familiari dolorose
  • Le figure femminili hanno un ruolo centrale nella raccolta. Qual è il messaggio principale che vuole trasmettere riguardo alla condizione delle donne e alla loro “persistente invisibilità” nella società odierna? Credo che la Donna svolga un ruolo importante nella società perciò deve essere considerata e compresa, soprattutto nelle relazioni di coppia. Oggi si assiste alla denigrazione e all’ umiliazione verso le Donne da parte di un machismo che ha retaggi lontani ma che non vuole scomparire, nonostante i progressi svolti dal Femminismo
  • La sua scrittura è stata descritta come “scarna ma felice” e priva di fronzoli, un cesello che arriva al cuore dell’essenziale. Come si è sviluppato il suo stile narrativo e perché ha scelto questo approccio per raccontare storie così intime? Ho apprezzato chi ha definito la mia scrittura  ” scarna ma felice” cioè priva di fronzoli perché,  in parte, ha descritto il mio stile. Quando scrivo creo molti personaggi,  alcuni anacronistici, perché temi come il ruolo della Donna e gli invisibili sono sempre esistiti. Credo che si possa arrivare al cuore dei lettori descrivendo i sentimenti dei personaggi senza troppe caricature, dando spazio a ciò che pensano e alle loro emozioni. 
  • Nei suoi racconti affronta temi di tolleranza e inclusione, spesso legati alla diversità culturale. C’è un episodio o una storia specifica che l’ha ispirata a trattare questi temi in modo così incisivo? Per quanto riguarda il tema dell’ inclusione  legato alle persone  di etnie diverse, ho descritto racconti che si possono connettere alle vicende di esclusione che sono protagoniste nella civile Europa.  Ci sono molti episodi che mi hanno colpito perché sono storie legate da un filo conduttore: l’ indifferenza,  la poca sensibilità  verso l’ Altro. Conosco persone di etnie diverse che si sono ben integrate  nella città dove vivo. Penso che , come persone appartenenti a una società civile,  sia importante fornire gli strumenti necessari per una maggiore inclusione
  • Appello sociale Umani e Infelici sembra essere un appello a una società più empatica e inclusiva. Quali reazioni o cambiamenti spera di suscitare nei suoi lettori attraverso questa raccolta? Attraverso la lettura di ” UMANI E INFELICI ” voglio sperare che messaggi quali l’ empatia e l’ inclusione diventino azioni per ciascuno di noi.   Credo fermamente che le persone, Donne e persone invisibili dei quali narro le storie,  trovino il loro posto nel mondo, per evitare l’ esclusione, conseguenza anche di atti estremi. Mi auguro che l’  essere umano riesca a lavorare su sé stesso per favorire la sua rinascita interiore. 

Ringraziamo per la sua cortesia Maria Antonietta Maule

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