Un’antologia di poesie per l’anima: “Non mi lasciare, Accompagnami”
Io ero per te,
stretta al tuo petto,
attonita dalla tua voce,
atterrita dalla tua potenza
la madre del guerriero
senza notte e senza giorno.
L’antologia poetica di Paola Parlato, intitolata “Non mi lasciare, Accompagnami”, si presenta come un profondo viaggio interiore ed esteriore, un flusso continuo di pensieri, emozioni e riflessioni che si sviluppano attraverso un dialogo intimo con sé stessi e con il mondo circostante. Il titolo stesso suggerisce una richiesta di vicinanza e accompagnamento in un percorso personale che si dispiega in ogni componimento. Uno dei temi centrali dell’opera è l’introspezione, che rappresenta il filo conduttore di questa raccolta. La poesia di Paola nasce dal bisogno di comprendere sé stessa, affrontando le complessità e le difficoltà della realtà quotidiana. Il fatto che l’autrice sia un’insegnante di Lettere, a contatto diretto con le problematiche dei suoi studenti, traspare in ogni verso: la sua empatia e la sua attenzione per la sofferenza umana sono elementi che arricchiscono il tessuto emotivo delle poesie.
In questa antologia l’ amore è descritto come una forza ancestrale, una passione primitiva che, pur essendo intensa e avvolgente, non riesce a riempire il vuoto e l’inquietudine esistenziale. Questo lo rende un tema universale ma, allo stesso tempo, radicato in un’esperienza personale e soggettiva. C’è un senso di ricerca, un desiderio di conferma che non si esaurisce mai del tutto, alimentando la tensione tra il desiderio di connessione e la solitudine profonda.
La natura emerge come un elemento cardine nel tentativo di colmare la frattura tra l’individuo e il mondo. L’autrice utilizza spesso immagini naturali come mezzo per attenuare la distanza tra sé e la realtà esterna, ricercando un’armonia che sembra sfuggente. In questo modo, la natura non è solo un rifugio, ma diventa anche simbolo di una possibile riconciliazione con la propria interiorità e con il contesto che ci circonda.
Un’antologia dallo stile e linguaggio volutamente semplice che parla ai giovani
Dal punto di vista stilistico, la Parlato adotta un linguaggio semplice, volutamente accessibile, in parte legato alla sua vocazione didattica e al suo desiderio di parlare ai giovani. Tuttavia, questa semplicità non esclude la profondità; anzi, a volte le parole assumono una precisione affilata, “come la lama di un rasoio”, per usare l’espressione della stessa autrice. L’apparente linearità del lessico nasconde una densità concettuale e simbolica che richiede al lettore un’interpretazione attiva.
C’è una tensione costante tra la parola e il contenuto: mentre in certi momenti sembra che il linguaggio prenda il sopravvento, è sempre il significato a prevalere, emergendo dall’apparente opacità lessicale. Questa dinamica crea un interessante equilibrio tra forma e sostanza, in cui il linguaggio non è mai fine a sé stesso ma serve a veicolare emozioni e riflessioni complesse.
L’autrice punta anche a lasciare uno spazio di libertà al lettore, non offrendo soluzioni definitive o pensieri completamente compiuti, ma piuttosto spunti di riflessione, immagini che restano aperte a interpretazioni multiple. In questo modo, l’esperienza di lettura diventa un processo interattivo, dove ogni fruitore può proiettare le proprie emozioni e memorie sulle pagine, costruendo un significato personale a partire dai versi.
La poetica come bisogno profondo
La poesia per Paola non è semplicemente un atto creativo, ma un’esigenza profonda, un bisogno viscerale che nasce dall’esperienza quotidiana, dai traumi e dalle introspezioni. Questa necessità di esprimere il proprio mondo interiore rende la sua poesia fortemente soggettiva, ma allo stesso tempo aperta all’universalità delle esperienze umane. Ogni componimento sembra essere il risultato di un gesto catartico, che permette all’autrice di liberarsi da pulsioni profonde e di esplorare la propria identità.
Il verso diventa così un mezzo per dare forma al proprio essere nel mondo, per costruire un ponte tra la solitudine individuale e il desiderio di connessione con l’altro. È una poesia che si nutre di momenti di fragilità e di forza, e che cerca una verità interiore pur nella consapevolezza della sua inafferrabilità.
Un’antologia poetica di esplorazione lirica del sé e del mondo
In definitiva “Non mi lasciare, accompagnami” rappresenta un’esplorazione lirica del sé e del mondo, un dialogo interiore che si apre a tematiche universali come l’amore, la solitudine e la ricerca di senso. Il linguaggio semplice ma incisivo di Paola, insieme alla sua capacità di evocare immagini potenti e significative, rende questa antologia un viaggio poetico profondo e toccante, che invita il lettore a riflettere e a confrontarsi con le proprie emozioni.
Questa antologia non mira a essere esaustiva, ma rappresenta un importante tassello della crescita poetica dell’autrice, evidenziando il suo desiderio di parlare al cuore delle persone, soprattutto dei giovani, attraverso una poesia che sia al contempo intima e aperta, personale e universale.
L’Autrice
Paola Parlato (Palermo 1963). Insegnante, pittrice e poetessa. Si dedica da più di trent’anni, ai ragazzi difficili delle scuole della periferia di Palermo. Pratica meditazione, è buddista e organizza laboratori di pittura, creta e scrittura creativa. Elabora metodologie didattiche mirate a favorire il benessere e l’inclusione dei ragazzi con autismo attraverso l’arte e il verso poetico.