Delitto sotto le torri
“ Il confine tra amore e morte è molto sottile”
L’architetto Massimo Trevi viene trovato ucciso insieme a una donna in circostanze misteriose in una pensione lontana da casa, prima di morire però riesce a lasciare degli indizi, inclusa una scritta enigmatica. Il commissario Filippo Salviati, incaricato delle indagini, inizia a battere diverse piste con i suoi agenti, inizialmente si pensa che il delitto potrebbe essere legato a personaggi politici e fatti economici del passato di Trevi. Ma, subito dopo, un altro evento si aggiunge alla morte di Massimo Trevi: la misteriosa scomparsa di suo figlio Lorenzo e della sua nuova fidanzata americana, Valery Walsh, di cui nessuno sembra sapere nulla. Questa sparizione sembra aprire nuove possibilità verso intrighi internazionali, e quindi parallelamente verranno condotte delle indagini anche da un abile detective privato, Thomas Chiodi, negli Stati Uniti, per cercare di ricostruire la storia e l’identità di questa misteriosa ragazza. Un ruolo determinante nelle indagini è svolto da Aurora, che con le sue intuizioni riesce a fornire risposte cruciali agli enigmi che si palesano durante le indagini: “Dentro Ascoli, sul ponte di Cecco, vicino al Forte Malatesta, c’è una costruzione…“. Si inizia a sospettare che tutto ciò che sta accadendo abbia radici molto più antiche, e che per trovare Lorenzo vivo sia necessario risalire alle storie, addirittura, degli antichi Etruschi, delle loro divinità e dei loro rituali.
Trama è ben congegnata e sapientemente studiata
Luca Viozzi, in “Delitto sotto le torri“, riesce a tessere una trama ricca di mistero e colpi di scena, intrecciando sapientemente storia, archeologia ed esoterismo. Questo libro ben costruito presenta un delitto che apre scenari inaspettati, viaggiando tra presente e passato e ripercorrendo a ritroso la linea temporale che separa la moderna Ascoli Piceno da quella dei tempi di Dante, fino ad arrivare agli Etruschi, da cui riti e divinità trae ispirazione per questo thriller di alta tensione. È una corsa contro il tempo per risolvere gli enigmi e salvare le vite dei due ragazzi scomparsi. Gli investigatori devono fare i conti con strani segni, simboli e scritte da decifrare: “Turan vi supplico, rechiate terrore a chi prese la Lama dalla casa, che si chiuda la gola e si pieghi la Rosa“, mentre emergono figure dai contorni ambigui e amori che il tempo non è riuscito a sopire. La trama è ben congegnata e sapientemente studiata, con più indagini che si intersecano mentre si cerca di far luce su questo misterioso omicidio e le conseguenti scomparse. Il lettore rimane in bilico su più di un interrogativo per tutto lo svolgersi degli eventi, con il fiato sospeso e abilmente dirottato su più di un sospettato, come ogni buon libro giallo dovrebbe fare. Salviati e la sua squadra riusciranno a salvare Lorenzo e Valery? Chi ha ucciso l’ingegnere Corsi e qual è stato il movente del delitto? Ma soprattutto, chi si cela dietro questo che fin da subito si percepisce non essere un semplice omicidio, ma qualcosa di più? Il finale lascerà il lettore piacevolmente sorpreso, facendolo affezionare al personaggio di Salviati, tanto da desiderare di ritrovarlo in qualche prossima avventura, proprio come è accaduto con il Maresciallo dei Carabinieri Pietro Fenoglio, protagonista della serie di romanzi di Carofiglio. Una storia intrigante e fitta di misteri, paragonabile a “Il segno della croce” di Glenn Cooper, un libro che fa viaggiare nel tempo e ambientato anch’esso nell’Italia centrale, con chiari riferimenti a temi religiosi e società segrete. Viozzi, come Cooper, mescola sapientemente il presente e il passato in questo gioco di misteriosi rimandi, in cui il lettore si scopre desideroso di essere trascinato attivamente.
Viozzi coinvolge il lettore nella storia mantenendolo attento fino alla conclusione.
Il libro Delitto sotto le torri ha un grande potenziale grazie alla sua trama complessa e ricca di elementi misteriosi, che si mescolano perfettamente con un’affascinante ambientazione storica e culturale. La chiave del successo risiede nella capacità di Viozzi non solo di mantenere la coesione della trama, ma anche di sviluppare a fondo i personaggi e bilanciare il ritmo della narrazione, soprattutto se teniamo conto che si è ispirato a un fatto realmente accaduto. Esaminando la diegesi in “Delitto sotto le torri“, ci troviamo di fronte a un narratore esterno limitato, una scelta tipica del genere thriller. Questo Narratore offre al lettore accesso solo parziale alle informazioni della storia e dei personaggi, mantenendo così alta la suspense. Il mistero si svela insieme ai soggetti, permettendo ai lettori di identificarsi con le loro emozioni, incertezze e problemi, e scoprendo gradualmente l’intera vicenda. Viozzi padroneggia questa tecnica in maniera eccellente, coinvolgendo il lettore nella storia e mantenendolo attento fino al conclusione. In un genere come il thriller d’azione, non è facile investire nella psicologia dei personaggi, poiché spesso è la trama a prendere il sopravvento. Qui, invece, l’autore riesce a creare personaggi ben dettagliati, come Salviati del quale non ci mostra solo l’aspetto professionale, ma anche il lato umano e la sfera privata, facendoci entrare nella sua dimensione domestica e nel rapporto con la sua fidanzata. Un personaggio che spicca è Aurora, l’amica di Lorenzo che collabora alle indagini. In lei si riflette il travaglio interiore di un amore ferito e di un’amicizia che, nonostante le difficoltà, non si è mai spenta. Anche i personaggi secondari sono ben delineati e contribuiscono a dare spessore all’intera narrazione. La trama mantiene un ritmo veloce, ben bilanciato con colpi di scena che tengono alta la tensione. Nota di merito va alla costruzione dei dialoghi, ben strutturati al punto tale da far percepire al lettore i personaggi come appaiono nella realtà, perché come diceva Dostoevskij il lettore è presente senza alcun filtro dentro la scena quando legge un dialogo e ciò può avvenire soltanto quando è ben congegnato e articolato. Le scene descrittive e narrate sono ben espresse attraverso la tecnica dello “show, don’t tell“, rendono il lettore partecipe dei momenti cruciali.
Consigliato a: Gli amanti dei thriller intricati; i lettori appassionati di storie con rimandi al passato; chi ama le storie ambientate in Italia; tutti i lettori che cercano la compagnia di un libro scritto bene.
Luca Viozzi nasce ad Ascoli Piceno il 1marzo 1984. Laureato in Ingegneria, oggi è docente di Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e presidente dell’Associazione Culturale Allenamente di Petritoli. Il nonno era commissario di polizia a San Benedetto del Tronto e il romanzo è ispirato a un fatto realmente accaduto.
Delitto sotto le torri , Luca Viozzi. CE Giaconieditore.com (2021) pag. 286
(contenuto promozionale)



