04/11/2026
ORME D’OMBRA VERSO QUOTA 40 SCUOLE IN SICILIA
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ORME D’OMBRA VERSO QUOTA 40 SCUOLE IN SICILIA

Nov 4, 2026

CON LA TAPPA DI SAN TEODORO SARANNO 40 LE SCUOLE INCONTRATE DALL’INIZIO DEL CAMMINO. PRIMA CAPIZZI, TROINA E CESARÒ; POI ORME D’OMBRA PROSEGUIRÀ A MALETTO

Partita da Sambuca di Sicilia il 21 settembre, Rosalba Castelli si prepara a raggiungere un nuovo traguardo: con la tappa di San Teodoro saranno 40 le scuole incontrate da Orme d’ombra in Sicilia. Un numero che racconta la capillarità di un cammino che, passo dopo passo, sta entrando nelle aule, nelle comunità e nei territori, trasformando ogni incontro in uno spazio di memoria, ascolto e prevenzione della violenza di genere. L’artivista viandante, formatrice e ideatrice di Orme d’ombra proseguirà nei prossimi giorni attraverso Capizzi, Troina, Cesarò e San Teodoro, prima della successiva tappa di Maletto.

Ad Alia, il 27 ottobre, l’Istituto Comprensivo Alia-Roccapalumba-Valledolmo ha riunito circa 200 ragazzɜ in presenza e altri 200 collegatɜ da remoto dalle scuole di Roccapalumba e Valledolmo. L’incontro di testimonianza e sensibilizzazione si è concluso con una marcia strepitosa per le strade del paese, durante la quale il nome di Vincenza Saracino è stato accompagnato fino alla panchina rossa collocata vicino all’ufficio postale. Al termine, lɜ ragazzɜ hanno intonato insieme “Vietato morire”, trasformando ancora una volta la memoria in una voce collettiva.

A Gangi, il 28 ottobre, Palazzo Bongiorno ha accolto un incontro molto partecipato anche sul piano emotivo, dedicato ad Alessandra Cità. Erano presenti il sindaco Giuseppe Ferrarello, Maria Giovanna Meli, presidente della FIDAPA BPW Italy – sezione di Gangi, lɜ giovani coordinatɜ dalla docente Giuseppina Seminara, cittadinanza e, soprattutto, la zia Costanza e lo zio Pino di Alessandra.

Uno dei momenti più intensi è arrivato con la proiezione di un video realizzato dallɜ colleghɜ tranvierɜ di Alessandra. È riemersa così non soltanto la sua morte, ma soprattutto la sua vita: il lavoro sui tram, il riconoscimento come migliore tranviera dell’anno, la passione per la moto, la donna che ogni giorno accompagnava altre persone verso le loro destinazioni.

«Mentre andavo all’incontro camminavo sui ciottoli di Gangi e pensavo che Alessandra dovesse averli calpestati tante volte – racconta Rosalba Castelli –. Avevo la sensazione di mettere le mie orme sulle sue. Lei, che per lavoro aveva accompagnato per anni tante persone verso il luogo in cui avevano scelto di andare, non ha potuto percorrere la strada che aveva scelto per sé. È questa una delle ingiustizie più grandi della violenza: impedire a una persona di continuare a scegliere la propria direzione».

Nel momento conclusivo, le persone presenti si sono alzate una alla volta e si sono passate di mano in mano il nastro ricamato con il nome di Alessandra Cità. Rosalba, insieme agli zii, reggeva gli altri nomi custoditi nello zaino. Un rito raccolto e intimo: voci unite nel mantra “Siamo il grido di Alessandra e di tutte quelle che non hanno più voce”, mani che si passavano il suo nastro, memoria condivisa.

Il giorno successive, la zia Costanza ha scritto a Rosalba raccontandole quanto quell’incontro l’avesse «arricchita dentro» e ricordandole che «le persone sensibili sentono il doppio». Pochi giorni dopo è arrivato da Milano anche il messaggio di Rosalba Cità, sorella di Alessandra, che ha ringraziato per un incontro riferitole come «molto sentito e commuovente» e ha espresso il desiderio di poter portare un giorno Orme d’ombra anche a Milano.

«Quando incontro una famiglia spero sempre di riuscire a fare bene, di onorare una vita e di essere un canale attraverso cui una storia possa uscire, incontrare altre persone e continuare a camminare – aggiunge Castelli –. A Gangi ho sentito che ciò che avevamo fatto insieme era stato importante e necessario: avevamo ricordato Alessandra viva».

A Nicosia, venerdì 30 ottobre, Rosalba Castelli ha incontrato la comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo “Carmine – San Felice”, affidando alla scuola il nome di Tania Sperindio, uccisa dall’ex marito nel luglio scorso nel Riminese. L’incontro si è aperto con l’ingresso improvvisato della viandante insieme all’assessora alla Pubblica Istruzione Rachele Bonomo; presente anche l’assessora  alle Pari Opportunità, Aurora Catalano.

Calorose le parole delle amministratrici nicosiane. «Oggi accogliamo una persona speciale, una donna che ha scelto di trasformare i propri passi e la propria voce in un messaggio vivo, potente e itinerante», hanno dichiarato Rachele Bonomo e Aurora Catalano. Rosalba Castelli, ha aggiunto, «porta sulle spalle un tema che brucia e che non possiamo permetterci di ignorare».

Secondo le assessore, Orme d’ombra offre «un binomio meraviglioso»: la valorizzazione del patrimonio e la forza dell’informazione e della sensibilizzazione, a partire dalle nuove generazioni. «La prevenzione non parte dalle emergenze, ma dal rispetto reciproco e dall’educazione all’affettività»

Tania nella sua vita aveva lavorato anche come fioraia. Prima di raggiungere la scuola, Rosalba è entrata in un negozio di fiori e ha raccontato alla fioraia, Carla, ciò che stava per fare, chiedendole quali fiori avrebbe scelto per Tania. Carla ha regalato due tulipani, portati nell’Aula Magna e poi appesi ai due lati del nastro ricamato con il suo nome.

L’incontro con lɜ ragazzɜ è diventato presto uno spazio di ascolto profondo. Alcune giovani hanno trovato il coraggio di raccontare episodi di bullismo subiti in altre scuole, esperienze dolorose che le avevano portate anche a cambiare classe. Alle lacrime si sono alternati abbracci, parole di sostegno e gesti di cura reciproca. «È stato molto forte assistere alla sorellanza che nasceva tra loro – racconta Castelli –: ognunə portava una propria ferita, ma in quel momento nessunə era solə nel custodirla».

Proprio due delle ragazze che avevano condiviso la propria esperienza hanno poi appeso i due tulipani accanto al nome di Tania Sperindio: un gesto semplice che ha trasformato ancora una volta un nome in una presenza e l’incontro in uno spazio di cura.

Settimana altrettanto significativa quella che si è aperta il 3 novembre a Capizzi, Comune del Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina, dove Rosalbaha incontrato lɜ alunnɜ dell’Istituto Comprensivo Capizzi–Cesarò. Nell’Aula Magna dell’Istituto, alle 9 è stata con le prime quattro classi della Primaria e alle 11 con la classe quinta e la Scuola Secondaria di primo grado. A loro è stato affidato il nome di Teresa Spanò, che nella sua vita aveva insegnato a Casteldaccia e che è stata uccisa il 2 gennaio 2023. Il suo nome, come numerosi altri custoditi nello zaino della viandante, è ricamato su un nastro rosso e bianco nato dal laboratorio “Ricamare il Ricordo” nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e dalla rete di ricamatrici volontarie che continua a crescere lungo il cammino.

Oggi, mercoledì 4 novembre Rosalba Castelli si trova a Troina, all’Istituto Omnicomprensivo “Don Bosco – E. Majorana”, per una giornata di incontri con diversɜ studentɜ, dalle 9 alle 16.30.

Venerdì 6 novembre sarà una giornata particolarmente intensa, con una doppia tappa a Cesarò e San Teodoro, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Capizzi–Cesarò. A Cesarò gli appuntamenti saranno alle 9 al plesso “San Pio” con la Scuola Primaria e alle 11 al plesso “Don Sturzo” con la Secondaria; a San Teodoro, alle 12.45 al plesso “Dante Alighieri” con la Secondaria e alle 14.30 con la Primaria. Quattro incontri, dalla scuola primaria alla secondaria, uniti da un unico filo: gentilezza, memoria, rispetto nelle relazioni, prevenzione della violenza e costruzione di una cultura nonviolenta.

Sabato 7 novembre Orme d’ombra farà quindi tappa a Maletto, proseguendo il suo attraversamento della Sicilia.